Gil Botulino

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dal 2001

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sabato 1 luglio 2006

 
Si prepara un depliant turistico su Badolato, meglio tardi che mai
Anche l'Assessorato al Turismo serve a qualcosa
Ma gli operatori turistici ne sanno qualcosa?

Se c'è un assessore che si è distinto per non aver fatto niente nel suo ramo, a mia conoscenza, è l'assessore fantasma al Turismo di Badolato.
    Questo fino a ieri. Oggi ho scoperto un avviso, nella vetrina del negozio degli Arredamenti Pultrone in via Nazionale. Anzi che dico? Un Avviso Importante. Ne ho fatto una copia perché non solo è un avvenimento storico ma perchè anch'esso è una rarità. Potete girare in lungo e in largo Marina e Paese e non ne troverete un'altra copia da nessuna altra parte.
   Gli operatori turistici ne sanno qualcosa? Sicuramente lo sanno tutti quelli che sono passati a salutare l'Assessore nel suo negozio. Degli altri non ho una grossa statistica, i due che ho incontrato io (del ramo B&B) sono caduti dalla nuvole!
    Comunque ecco il testo dell'Abbertimentu importante dell'Assessore al Turismo Comune Badolato:

Si comunica che è in fase di realizzazione un depliant turistico si Badolato con info utili riguardanti il nostro territorio e tutte le sue strutture turistico-ricettive: Alberghi, Case Vacanze, B&B, Pensioni, Residence, Villaggi, Ristoranti, Stabilimenti balneari, Pizzerie, Trattorie. Si invitano gli operatori a dare comunicazione con i recapiti ufficiali entro il 4/7/2006.

Da quanto tempo il foglio A4 è affisso alla vetrina del negozio dell'assessore non so dirvi, in che data è stato stilato l'avviso nemmeno perché non lo porta. Ma se per caso lo leggete qui per la prima volta affrettatevi a dare i vostri dati a Guerino al n. 338/4709111 perchè la scadenza è vicina soltanto 3 giorni.
   A Che cosa possa servire un depliant preparato a luglio, questo non ve lo dire. Ma questo non vuol dire: fino ad oggi non sapevo nemmeno a cosa potesse servire un Assessore al Turismo Comune Badolato. Con l'avviso prodotto oggi possiamo ben dire che due anni di indennità di assessore non sono stati buttati al vento! Inoltre, da apprezzare, la disponibilità con cui ha messo a disposizione la vetrina del proprio negozio come bacheca.

Nella foto, l'incipit dell'avviso dell'assessorato al turismo

(gilbotulino.it, 1-7-2006)

 
 
Durante la gestione Arcobaleno è sparito
C'era una volta, il sito istituzionale del Comune di Badolato
Nonostante i Vavi dell'Assessore ad Internet ancora non si è ritrovato

Per le puntate precedenti della telenovela sul sito del Comune di Badolato potete consultare l'archivio nella pagina dedicata.
   Di solito la scadenza per il checkup del sito la facciamo il 27 di ogni mese, ma questa volta abbiamo dovuto attendere un paio di giorni perché il piccolo portavoce dell'Arcobaleno, all'inizio di giugno, aveva detto "per la fine del mese". Dunque perché non dargli credito.
    La fine del mese di giugno è passata e... niente miracolo, il sito del Comune di Badolato ancora non c'è. Per quelli che ancora non sono informati questa storia si trascina da più di un anno, ormai. Lo standard dell'ordinaria non amministrazione dell'Arcobaleno.

(gilbotulino.it, 1-7-2006)

 
 
Nel corso della festa organizzata presso il campo sportivo assegnati i riconoscimenti
L'Avis premia i migliori donatori

L'Avis comunale di Badolato ha organizzato, nei giorni scorsi, presso il campo sportivo Giuseppe Larocca, la terza edizione della Festa del donatore. Alla serata hanno partecipato, insieme ai responsabili dell'associazione, anche tutti i donatori di sangue dei Comuni di Badolato, Isca e S.Andrea. In apertura, la segretaria dell'Avis badolatese, Assunta Larocca, ha ringraziato, a nome del direttivo, tutti coloro i quali hanno preso parte all'evento. «Sin dalla prima edizione -ha spiegato la segretaria Larocca- abbiamo cercato di organizzare nel modo migliore questo importante e significativo momento di aggregazione, giunto al terzo anno. In questa edizione siamo stati agevolati dalla disponibilità del nostro Sindaco e degli amministratori comunali, che ringraziamo vivamente, per averci dato la possibilità di accogliere i nostri soci in questa struttura perfettamente idonea alle nostre esigenze organizzative. Ringraziamo, inoltre, per la collaborazione -ha aggiunto Assunta Larocca- la parrocchia, Giocondo Frascà e Pierino Gallelli». «Cogliamo l'occasione di questo speciale appuntamento -ha spiegato la segretaria- per esprimere a tutti i soci il nostro compiacimento per l'incremento del numero dei donatori nelle nostre sezioni. Segno tangibile, questo, di crescita e consolidamento di quei valori umanitari universali che l'Avis ha il compito di diffondere nelle comunità locali. Donare, spontaneamente, parte di se stessi agli altri, senza nulla ricevere in cambio, è un nobile atto di altruismo e d'amore. A coloro che hanno compiuto questo gesto -ha affermato la segretaria badolatese- noi intendiamo, anche se simbolicamente, assegnare un riconoscimento speciale ai donatori che hanno raggiunto un certo numero di donazioni stabilito dal regolamento». Nel corso della manifestazione, infatti, sono stati premiati i donatori che hanno donato di più.
Un diploma di benemerenza è stato assegnato a coloro i quali hanno raggiunto 8 donazioni; un diploma di benemerenza e una medaglia di bronzo a coloro i quali hanno raggiunto 16 donazioni e, infine, una medaglia d'argento a coloro i quali hanno raggiunto 26 donazioni. La serata, terminata con un delizioso buffet di prodotti tipici calabresi, è stata allietata dalle note musicali del badolatese Andrea Steffanelli che hanno intrattenuto i numerosi presenti.
I DONATORI PREMIATI:
Medaglia d'argento: Dominijanni Ottavio, Nisticò Vito.
Medaglia di Bronzo: Mirarchi Bruno, Miriello Vincenzo, Procopio Domenico.
Diploma di benemerenza: Codispoti Gerardo, Corasaniti Rita, Cundò Giuseppe, Emanuele Vittorio, Feudale Bruno, Fiorenza Domenica, Gallelli Giuseppina, Lanciano Ivana, Lanciano Raffaele, Lentini Antonio, Lijoi Bruno, Palaia Antonio, Paparo Giuseppe, Pisano Cosimo, Procopio Raffaele, Peltrone Vincenzo, Serrao Andrea, Spasari Santo.

Sara Dominijanni, Il Domani, sabato 1 luglio 2006
(gilbotulino.it, 1-7-2006)

 
 
porto di badolato Al dissequestro della struttura non ha fatto seguito un impegno per rendere agibili le banchine
Cancelli ancora chiusi
La società Salteg ha quantificato 850 mila euro di danni

Cancelli ancora chiusi e nessuna possibilità di fruizione della struttura turistica del Porto di Badolato. Al dissequestro da parte del Tribunale di Catanzaro, non ha fatto seguito un preciso impegno per rendere agibili le banchine del porticciolo, che resta vietato ai pescherecci, ma anche alle piccole imbarcazioni turistica. Si  tratta sicuramente di un danno che avrà ripercussioni sulle attività economiche legate alla piccola pesca, ma soprattutto  all'impresa turistica. Il presidente della società Salteg srl, Mario Grossi, concessionaria e costruttrice della darsena  turistica "Le Bocche di Gallipari" di Badolato che, lancia l'allarme, indirizzato principalmente alle istituzioni locali  in quanto, non c'è alcuna possibilità di intervenire con una serie di opere per dare l'agibilità al porto. In sostanza la  carenza di mezzi finanziari è alla base del mancato completamento delle progettate strutture portuali. I vertici societari della Salteg si sono rivolti direttamente al Governatore della Regione: Agazio Loiero. Quindi è stato  interessato il presidente della Provincia, Michele Traversa, e all'assessore regionale al Turismo Beniamino Donnici.  «Il mancato completamento – secondo la Salteg – è conseguenza diretta di un sequestro giudiziario che, disposto il 4  agosto 2004 e revocato soltanto il 4 maggio 2006, ha impedito, nel lungo decorso dell'intero biennio, non solo la  prosecuzione dei lavori in atto nonché la continua e concreta vigilanza del cantiere, ma anche ogni possibilità di  interventi sia manutentivi che di emergenza. All'inevitabile degrado che ne è seguito si sono poi aggiunti i gravissimi  danni provocati dalle violente mareggiate negli autunni del 2004 e del 2005 oltre che nel febbraio del 2006, la più  grave, lungo le coste del Basso Jonio. Invero la situazione esistente al momento della riconsegna della darsena risultava  contrassegnata: dal disallineamento della diga foranea di sopraflutto per effetto dello scomposto movimento dei massi  frangiflutti. Dall'insabbiamento dell'avamporto con conseguente sollevazione dei fondali; dall'erosione del muro  d'argine, causata sia dalle mareggiate che dalle piene del contiguo fiume Gallipari; dall'irreversibile inservibilità  degli impianti idrici, elettrici e di segnaletica notturna; dal selvaggio innerbamento delle superfici scoperte; dalla  sopravvenuta fatiscenza dei sistemi di recinzione; dall'asportazione di tutti i pontili d'attracco galleggianti che il pm  - pendente il sequestro ed inopportunamente saltando la competenza del giudice civile - ha ritenuto di autorizzare in  favore della ditta fornitrice».  Un danno quantificabile in 850 mila euro circa per la Salteg che già aveva investito in tutto 5 milioni di euro solo in  parte rimborsati dalla Regione Calabria. La Salteg a più riprese aveva segnalato che da sola, non poteva sopportare i  costi del ripristino dello stato dei luoghi e delle cose. «Le residue disponibilità del bilancio, ancorché incrementate  degli ulteriori (ma non ancora erogati) stanziamenti della Regione – si legge in una nota – risultano totalmente  assorbite dalle uscite prudenzialmente vincolate al solo completamento della struttura; né i soci partecipanti - giustamente timorosi dell'eccessiva onerosità dei mutui - intendono accollarsi altri gravosi indebitamenti con gli  Istituti di credito. Allo stato, dunque, se si vuole evitare il recesso dalla convenzione cinquantennale con l'abbandono  del progetto e delle stesse opere fin qui eseguite, l'unica soluzione praticabile non può che essere quella che viene ad  essere invocata. Cioè: che gli enti regionali e provinciali, valutando l'importanza che l'opera rappresenta e i benefici  turistici, economici ed occupazionali che trarrebbe l'intera fascia costiera da Soverato fino a Roccella Jonica e sulla  considerazione che la struttura, fa parte dell'importante patrimonio del comprensorio e per questa ragione è meritevole  della più ampia tutela pubblica ed istituzionale ai vari livelli». Per il presidente della società concessionaria, è necessario sensibilizzare le istituzioni affinché dispongano «adeguati  indennizzi da finalizzare esclusivamente alla rimozione delle attuali negatività». Solo così si potrà procedere al  ripristino dell'area e al completamento delle opere necessaria per dare al porto turistico la completa agibilià

Vincenzo Iozzo, Gazzetta del Sud, sabato 1 luglio 2006
(gilbotulino.it, 1-7-2006)

 
 

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