Gil Botulino

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venerdì 1 settembre 2006

 

Se il rientro vi crea ansia ecco come sconfiggerla
Il libro di Andrea Fiorenza suggerisce la strategia migliore, in 99 mosse

Ansia, 99 stratagemmi per liberarsene rapidamente
di Andrea Fiorenza
Rizzoli, pp.200, euro 12.

Finite le vacanze si torna lla vita di tutti i giorni. E ricominciano le preoccupazioni: il lavoro, la scuola, gli impegni familiari, le scadenze. Che ansia. «A generare questo stato d'animo sono proprio i cambiamenti» spega lo psicoterapeuta Andrea Fiorenza. «Per questo il momento del rientro, come l'inizio delle vacanze, può generare ansia, tanto più se ad attendenderci troviamo una nuova scuola o una diversa situazione lavorativa». Fin qui niente di male: «Un po' di ansia serve a farci funzionare, a fornire performance adeguate» spiega lo psicologo.
   
Il problema nasce quando l'ansia supera i livelli normali e arriva a paralizzarci. Manifestandosi sotto forme diverse, da una generica situazione di disagio a paure irragionevoli e ossessioni incontrollabili. E allora? È sempre inevitabile ricorrere agli psicofarmaci o a lunghe sedute di psicoterapia? Andrea Fiorenza nel suo Ansia, 99 stratagemmi per liberarsene rapidamente, in libreria dal 13 settembre, propone una serie di espedienti che possiamo imparare a mettere in atto da soli, per tenere a bada paure e malesseri. «Una terapia efficace non ci farà diventare persone diverse, ma ci aiuterà a trovare piccoli accorgimenti per adattarci meglio alla realtà» spiega lo psicologo. «In pratica si tratta di scardinare il meccanismo che il nostro cervello mette in atto per superare l'ansia: secondo le tesi della "terapia breve strategica", sviluppata soprattutto dallo studioso austriaco Paul Watzlawick, è proprio questo meccanismo spontaneo di autodifesa a creare il problema». Ma come smontarlo?
   
Per cominciare, è bene esasperare le paure, anche se si sarebbe tentati di non pensarci. «L'idea stessa di allontanare un pensiero molesto ci porta ad evocarlo, mentre se riceviamo l'ordine di concentrarci su quello che ci fa stare male tendiamo a pensarci sempre meno» spiega Fiorenza. In pratica, chi soffre di attacchi di panico può provare a scatenare il disturbo a comando, magari a un orario prescelto. Mentre a chi non sa resistere al cibo lo psicologo consigli di compare tutto ciò che desidera ed sporlo in bella vista con sopra un biglietto con scritto «cibo per abbuffarsi», avendo cura di ricompare ogni giorno gli alimenti consumati: in due settimane la tendenza ad abbuffarsi dovrebbe scomparire. E anche le paure irrazionali possono essere ridimensionate fissando un lasso di tempo - mezz'ora al giorno - in cui concentrarsi su ciò che spaventa, cercando di esagerarlo fino a livelli catastrofici: «Di solito» assicura Fiorenza «bastano pochi giorni per registrare un discreto miglioramento».
    Altro stratagemma: si deve cambiare scenario. In molti casi l'ansia nasce da un'immagine, da un evento preciso, reale o generato dalla nostra mente, che continua a tornarci in mente. «Possiamo allora cercare di "riprogrammarlo", fingendo per esempio di essere alla moviola, per alterare la sequenza delle immagini che ci turbano». Oppure si può trasformare nella nostra mente l'immagine che ci angoscia, in modo da renderla sempre meno vivida, più piccola e più sbiadita. «Chi soffre di incubi ricorrenti può immaginare un "magazzino dei sogni" nel quale pescare un finale diverso per il sogno temuto, sul quale concentrarsi prima di andare a dormire, in modo da fornire al proprio inconscio uno schema alternativo cui ricorrere».
  
L'ansia ci impedisce di muoverci liberamente, temiamo di affrontare uno spazio aperto o addirittura di uscire di casa? Proviamo a farlo camminando all'indietro. Oppure a passare una monetina da una tasca all'altra quando ci viene in mente un pensiero indesiderato, moltiplicando mentalmente l'importo della moneta ogni volta che cambiamo tasca, fin quando il pensiero sarà sparito. «A volte è sufficiente creare una distrazione, che ci impone di concentrarci e ci restituisce il controllo sul nostro corpo, per farci compiere un'azione che sembrava impossibile» spiega Fiorenza. Certo un unico tentativo non basta. «Ma è comunque sufficiente a modificare la percezione della realtà, ad aprire una strada che dopo sarà più facile percorrere».
   Per battere l'ansia è anche fondamentale riconoscere le proprie debolezze. Abbiamo il terrore di parlare in pubblico, arrossiamo facilmente? Meglio ammetterlo francamente. «Se cerchiamo di controllare le nostre reazioni o addirittura ci imponiamo di stare tranquilli non facciamo che peggiorare la situazione, mentre la fragilità dichiarata può diventare un elemento di forza» suggerisce Fiorenza.
    In ogni caso, meglio non illudersi che il problema scompaia improvvisamente. Uno dei trucchi è andare per gradi. «Spesso aspettative eccessive, che già in se creano ansia e delusioni» spiega lo psicologo. «Meglio intervenire con piccoli cambiamenti». Chi ha la tendenza ossessiva a lavarsi e a tenere pulito l'ambiente può, per esempio, lasciare ogni giorno una piccola porzione di sporco (il dito della propria mano o un angolo del tavolo) in modo da aumentare la tolleranza. Chi è ansioso per i troppi impegni, dovrebbe invece rinunciare deliberatamente, a uno dei compiti che si è imposto nella sua organizzatissima giornata, oppure dovrebbe imparare ad essere meno disponibile, dicendo di "no" una volt al giorno. «Un paziente cui ho proposto questo esercizio» racconta Fiorenza «mi ha detto che non sarebbe mai riuscito a eseguirlo. Mi è bastato spiegargli che, dicendo di no a me, aveva già raggiunto il suo obiettivo».
   C'è poi il potere dell'immaginazione, che può fare miracoli, o quasi. Secondo Fiorenza, provare a immaginare una volta al giorno come sarebbe la nostra vita se fossimo liberi da paure e pensieri indesiderati potrebbe essere sufficiente a stare meglio.
  
E lo stress da ritorno dalla vacanze, come evitarlo? «Di solito facciamo elenchi di buoni propositi, di cose da fare per non perdere il benessere conquistato durante i giorni di riposo» spiega lo psicologo «con il risultato di precipitare immediatamente nello stress». E allora? «Io suggerisco di provare a fare il contrario, a immaginare cosa potremmo fare per rovinare subito tutto... In questo modo il nostro cervello avrà ricevuto le informazioni giuste per sdrammatizzare la situazione. E per ridurre il nostro livello di ansia. Il resto viene da sé».

Paola Emilia Cicerone, Venerdì di Repubblica, 1 settembre 2006
(gilbotulino.it, 5-9-2006)

 
 
S. Andrea. Franco Nisticò critico con il dibattito sulle infrastrutture
Basta convegni, Il comitato per la 106 chiede fatti per lo stato dell'arteria

«Un convegno fotocopia, come tanti altri dove i politici di turno fanno passerella». Sono state queste le prime valutazioni di Franco Nisticò del comitato di lotta per la statale 106 e la ferrovia jonica, relativamente al  convegno che si è svolto nei giorni scorsi per discutere di infrastrutture e turismo. Il convegno dibattito era stato  organizzato dal Consorzio turistico "Magna Graecia", fortemente sostenuto dall'imprenditore turistico Piero Sainato. Il dibattito ha visto una massiccia partecipazione di politici, sindaci, amministratori, imprenditori turistici del basso
jonio soveratese e catanzarese. Presenti tra gli alti i parlamentari e gli amministratori Maria Grazia Laganà, Giancarlo
Pittelli, Beniamino Donnici, Donato Veraldi, Vincenzo Falcone, Sergio Scicchitano, Mario Muzzi.
Presidente, perchè le sue valutazioni sono negative?
«Apprezzo l'iniziativa di Sainato, che ha cercato di fare il punto della grave situazione di questo territorio, indicando
anche delle proposte per risolvere la mancanza di infrastrutture e risollevare il turismo. L'aspetto negativo, è stato
quello di non dare spazio agli interventi dei sindaci, degli operatori economici, dei rappresentati del comitato di
lotta, che vivono quotidianamente la drammaticità dei problemi discussi. I soggetti presenti non hanno potuto dare voce
al dramma in cui queste popolazioni da oltre 50 anni vivono. Sentire i politici e i relatori, sembrava ascoltare persone
che in tutti questi anni sono stati all'opposizione, invece hanno avuto posti di responsabilità. Io mi domando, ma loro,
i politici, in tutti questi anni dove sono stati, cosa hanno fatto per risolvere questi problemi, che loro stessi hanno
denunciato nei loro interventi: passaggi a livelli, 106, ferrovia, disoccupazione, mancato sviluppo del territorio?».
Lei denuncia anche la loro assenza alle iniziative di lotta?
«Certamente quasi nessuno di loro ha mai partecipato alle lotte che abbiamo portato avanti in questi anni: scioperi,
blocchi stradali e ferroviari, iniziative varie. Sono presenti invece quando devono fare passerella. Perché non hanno
partecipato alla grande manifestazione "La notte della 106", che ha visto la presenza di migliaia di giovani, cittadini,
sindacati, sindaci, tra cui il senatore Pittelli e altri parlamentari. Al convegno, hanno parlato della ferrovia jonica,
ma loro non sono a conoscenza che quei pochi treni che sono rimasti sulla jonica grazie alle nostre lotte, sono sporchi,
fatiscenti, non c'è aria condizionata, non c'è sicurezza per i viaggiatori. Non sanno che quando il treno arriva alla
stazione di Lamezia, interviene una nuova società che fornisce il gasolio e spesso ci sono stati dei problemi e notevoli
ritardi. Non sanno che quando alcuni treni arrivano alla stazione di Catanzaro Lido, dove c'è il cambio del personale,
spesso i treni non partono o partono in ritardo. Al convegno non mi è stata data la possibilità di dire queste cose, di
sentire i sindaci e gli operatori turistici, in quanto i lavori sono stati chiusi subito dopo gli interventi dei
relatori».
A questo punto cosa propone?
«Evitare di organizzare convegni inutili, evitare di fare passerella, ma incontri di lavoro, dove tutte le parti
interessate possono intervenire per trovare in modo unitario la soluzione al problema. Condivido la proposta
dell'onorevole Laganà, che ha parlato della necessità di un nuovo Piano regionale dei Traspoti. Mi auguro che alla
discussione, visto che non facciamo più parte della rete nazionale ci sia anche il comitato di lotta, insieme a i sindaci
e agli operatori turistici».
Dopo la manifestazione della "Notte della 106", ci sono delle novità?
«Le novità dovrebbero arrivare dalle istituzioni. Noi a gran voce abbiamo chiesto un incontro con il presidente Loiero,
con l'assessore ai Trasporti, con l'Anas, con i parlamentari calabresi, ma fino ad oggi nessuno ci ha convocati.
Aspettiamo notizie per la messa in sicurezza del tratto Soverato - Gurdavalle, visto che mancano pochi euro per il
completamento del progetto. Sappiano tutti che non siamo più disponibili ad aspettare. Siamo pronti invece a riprendere
le lotte dure, non pacifiche, ma con blocchi stradali e ferroviari a tempo indeterminato, le popolazioni stanche e
sfiduciate chiedono questo. Lo ripeto, questo territorio è una pentola a pressione pronta per esplodere».

 

Franco Laganà, Il Quotidiano, venerdì 1 settembre 2006
(gilbotulino.it, 3-9-2006)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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