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Se il rientro vi crea ansia
ecco come sconfiggerla
Il libro di Andrea Fiorenza suggerisce la strategia
migliore, in 99 mosse

Ansia, 99 stratagemmi per liberarsene
rapidamente
di Andrea Fiorenza
Rizzoli, pp.200, euro 12.
Finite le vacanze si torna lla vita di tutti i
giorni. E ricominciano le preoccupazioni: il lavoro, la scuola,
gli impegni familiari, le scadenze. Che ansia. «A generare
questo stato d'animo sono proprio i cambiamenti» spega lo
psicoterapeuta Andrea Fiorenza. «Per questo il momento del
rientro, come l'inizio delle vacanze, può generare ansia, tanto
più se ad attendenderci troviamo una nuova scuola o una diversa
situazione lavorativa». Fin qui niente di male: «Un po' di ansia
serve a farci funzionare, a fornire performance adeguate» spiega
lo psicologo.
Il problema nasce quando l'ansia
supera i livelli normali e arriva a paralizzarci.
Manifestandosi sotto forme diverse, da una
generica situazione di disagio a paure irragionevoli e
ossessioni incontrollabili. E allora? È sempre inevitabile
ricorrere agli psicofarmaci o a lunghe sedute di psicoterapia?
Andrea Fiorenza nel suo Ansia, 99 stratagemmi per liberarsene
rapidamente, in libreria dal 13 settembre, propone una serie
di espedienti che possiamo imparare a mettere in atto da soli,
per tenere a bada paure e malesseri. «Una terapia efficace non
ci farà diventare persone diverse, ma ci aiuterà a trovare
piccoli accorgimenti per adattarci meglio alla realtà» spiega lo
psicologo. «In pratica si tratta di scardinare il meccanismo che
il nostro cervello mette in atto per superare l'ansia: secondo
le tesi della "terapia breve strategica", sviluppata soprattutto
dallo studioso austriaco Paul Watzlawick, è proprio questo
meccanismo spontaneo di autodifesa a creare il problema». Ma
come smontarlo?
Per cominciare, è bene esasperare le
paure, anche se si sarebbe tentati di non pensarci.
«L'idea stessa di allontanare un pensiero molesto
ci porta ad evocarlo, mentre se riceviamo l'ordine di
concentrarci su quello che ci fa stare male tendiamo a pensarci
sempre meno» spiega Fiorenza. In pratica, chi soffre di attacchi
di panico può provare a scatenare il disturbo a comando, magari
a un orario prescelto. Mentre a chi non sa resistere al cibo lo
psicologo consigli di compare tutto ciò che desidera ed sporlo
in bella vista con sopra un biglietto con scritto «cibo per
abbuffarsi», avendo cura di ricompare ogni giorno gli alimenti
consumati: in due settimane la tendenza ad abbuffarsi dovrebbe
scomparire. E anche le paure irrazionali possono essere
ridimensionate fissando un lasso di tempo - mezz'ora al giorno -
in cui concentrarsi su ciò che spaventa, cercando di esagerarlo
fino a livelli catastrofici: «Di solito» assicura Fiorenza
«bastano pochi giorni per registrare un discreto miglioramento».
Altro stratagemma: si deve cambiare scenario. In molti casi
l'ansia nasce da un'immagine, da un evento preciso, reale o
generato dalla nostra mente, che continua a tornarci in mente.
«Possiamo allora cercare di "riprogrammarlo", fingendo per
esempio di essere alla moviola, per alterare la sequenza delle
immagini che ci turbano». Oppure si può trasformare nella nostra
mente l'immagine che ci angoscia, in modo da renderla sempre
meno vivida, più piccola e più sbiadita. «Chi soffre di incubi
ricorrenti può immaginare un "magazzino dei sogni" nel quale
pescare un finale diverso per il sogno temuto, sul quale
concentrarsi prima di andare a dormire, in modo da fornire al
proprio inconscio uno schema alternativo cui ricorrere».
L'ansia ci impedisce di muoverci
liberamente, temiamo di affrontare uno spazio aperto o
addirittura di uscire di casa?
Proviamo a farlo camminando all'indietro. Oppure a passare una
monetina da una tasca all'altra quando ci viene in mente un
pensiero indesiderato, moltiplicando mentalmente l'importo della
moneta ogni volta che cambiamo tasca, fin quando il pensiero
sarà sparito. «A volte è sufficiente creare una distrazione, che
ci impone di concentrarci e ci restituisce il controllo sul
nostro corpo, per farci compiere un'azione che sembrava
impossibile» spiega Fiorenza. Certo un unico tentativo non
basta. «Ma è comunque sufficiente a modificare la percezione
della realtà, ad aprire una strada che dopo sarà più facile
percorrere».
Per battere l'ansia è anche fondamentale riconoscere le proprie
debolezze. Abbiamo il terrore di parlare in pubblico, arrossiamo
facilmente? Meglio ammetterlo francamente. «Se cerchiamo di
controllare le nostre reazioni o addirittura ci imponiamo di
stare tranquilli non facciamo che peggiorare la situazione,
mentre la fragilità dichiarata può diventare un elemento di
forza» suggerisce Fiorenza.
In ogni caso, meglio non illudersi che il problema scompaia
improvvisamente. Uno dei trucchi è andare per gradi. «Spesso
aspettative eccessive, che già in se creano ansia e delusioni»
spiega lo psicologo. «Meglio intervenire con piccoli
cambiamenti». Chi ha la tendenza ossessiva a lavarsi e a tenere
pulito l'ambiente può, per esempio, lasciare ogni giorno una
piccola porzione di sporco (il dito della propria mano o un
angolo del tavolo) in modo da aumentare la tolleranza. Chi è
ansioso per i troppi impegni, dovrebbe invece rinunciare
deliberatamente, a uno dei compiti che si è imposto nella sua
organizzatissima giornata, oppure dovrebbe imparare ad essere
meno disponibile, dicendo di "no" una volt al giorno. «Un
paziente cui ho proposto questo esercizio» racconta Fiorenza «mi
ha detto che non sarebbe mai riuscito a eseguirlo. Mi è bastato
spiegargli che, dicendo di no a me, aveva già raggiunto il suo
obiettivo».
C'è poi il potere dell'immaginazione, che può fare miracoli, o
quasi. Secondo Fiorenza, provare a immaginare una volta al
giorno come sarebbe la nostra vita se fossimo liberi da paure e
pensieri indesiderati potrebbe essere sufficiente a stare
meglio.
E lo stress da ritorno dalla vacanze, come
evitarlo? «Di solito facciamo elenchi
di buoni propositi, di cose da fare per non perdere il benessere
conquistato durante i giorni di riposo» spiega lo psicologo «con
il risultato di precipitare immediatamente nello stress». E
allora? «Io suggerisco di provare a fare il contrario, a
immaginare cosa potremmo fare per rovinare subito tutto... In
questo modo il nostro cervello avrà ricevuto le informazioni
giuste per sdrammatizzare la situazione. E per ridurre il nostro
livello di ansia. Il resto viene da sé».
Paola Emilia Cicerone, Venerdì di Repubblica, 1
settembre 2006
(gilbotulino.it, 5-9-2006) |
S. Andrea. Franco Nisticò critico con il
dibattito sulle infrastrutture
Basta convegni, Il comitato per la 106 chiede fatti per lo
stato dell'arteria«Un convegno
fotocopia, come tanti altri dove i politici di turno fanno
passerella». Sono state queste le prime valutazioni di Franco
Nisticò del comitato di lotta per la statale 106 e la ferrovia
jonica, relativamente al convegno che si è svolto nei
giorni scorsi per discutere di infrastrutture e turismo. Il
convegno dibattito era stato organizzato dal Consorzio
turistico "Magna Graecia", fortemente sostenuto
dall'imprenditore turistico Piero Sainato. Il dibattito ha visto
una massiccia partecipazione di politici, sindaci,
amministratori, imprenditori turistici del basso
jonio soveratese e catanzarese. Presenti tra gli alti i
parlamentari e gli amministratori Maria Grazia Laganà, Giancarlo
Pittelli, Beniamino Donnici, Donato Veraldi, Vincenzo Falcone,
Sergio Scicchitano, Mario Muzzi.
Presidente, perchè le sue valutazioni sono negative?
«Apprezzo l'iniziativa di Sainato, che ha cercato di fare il
punto della grave situazione di questo territorio, indicando
anche delle proposte per risolvere la mancanza di infrastrutture
e risollevare il turismo. L'aspetto negativo, è stato
quello di non dare spazio agli interventi dei sindaci, degli
operatori economici, dei rappresentati del comitato di
lotta, che vivono quotidianamente la drammaticità dei problemi
discussi. I soggetti presenti non hanno potuto dare voce
al dramma in cui queste popolazioni da oltre 50 anni vivono.
Sentire i politici e i relatori, sembrava ascoltare persone
che in tutti questi anni sono stati all'opposizione, invece
hanno avuto posti di responsabilità. Io mi domando, ma loro,
i politici, in tutti questi anni dove sono stati, cosa hanno
fatto per risolvere questi problemi, che loro stessi hanno
denunciato nei loro interventi: passaggi a livelli, 106,
ferrovia, disoccupazione, mancato sviluppo del territorio?».
Lei denuncia anche la loro assenza alle iniziative di lotta?
«Certamente quasi nessuno di loro ha mai partecipato alle lotte
che abbiamo portato avanti in questi anni: scioperi,
blocchi stradali e ferroviari, iniziative varie. Sono presenti
invece quando devono fare passerella. Perché non hanno
partecipato alla grande manifestazione "La notte della 106", che
ha visto la presenza di migliaia di giovani, cittadini,
sindacati, sindaci, tra cui il senatore Pittelli e altri
parlamentari. Al convegno, hanno parlato della ferrovia jonica,
ma loro non sono a conoscenza che quei pochi treni che sono
rimasti sulla jonica grazie alle nostre lotte, sono sporchi,
fatiscenti, non c'è aria condizionata, non c'è sicurezza per i
viaggiatori. Non sanno che quando il treno arriva alla
stazione di Lamezia, interviene una nuova società che fornisce
il gasolio e spesso ci sono stati dei problemi e notevoli
ritardi. Non sanno che quando alcuni treni arrivano alla
stazione di Catanzaro Lido, dove c'è il cambio del personale,
spesso i treni non partono o partono in ritardo. Al convegno non
mi è stata data la possibilità di dire queste cose, di
sentire i sindaci e gli operatori turistici, in quanto i lavori
sono stati chiusi subito dopo gli interventi dei
relatori».
A questo punto cosa propone?
«Evitare di organizzare convegni inutili, evitare di fare
passerella, ma incontri di lavoro, dove tutte le parti
interessate possono intervenire per trovare in modo unitario la
soluzione al problema. Condivido la proposta
dell'onorevole Laganà, che ha parlato della necessità di un
nuovo Piano regionale dei Traspoti. Mi auguro che alla
discussione, visto che non facciamo più parte della rete
nazionale ci sia anche il comitato di lotta, insieme a i sindaci
e agli operatori turistici».
Dopo la manifestazione della "Notte della 106", ci sono delle
novità?
«Le novità dovrebbero arrivare dalle istituzioni. Noi a gran
voce abbiamo chiesto un incontro con il presidente Loiero,
con l'assessore ai Trasporti, con l'Anas, con i parlamentari
calabresi, ma fino ad oggi nessuno ci ha convocati.
Aspettiamo notizie per la messa in sicurezza del tratto Soverato
- Gurdavalle, visto che mancano pochi euro per il
completamento del progetto. Sappiano tutti che non siamo più
disponibili ad aspettare. Siamo pronti invece a riprendere
le lotte dure, non pacifiche, ma con blocchi stradali e
ferroviari a tempo indeterminato, le popolazioni stanche e
sfiduciate chiedono questo. Lo ripeto, questo territorio è una
pentola a pressione pronta per esplodere».
Franco Laganà, Il Quotidiano,
venerdì 1 settembre 2006
(gilbotulino.it, 3-9-2006) |