Un'estate ricca di sarzizzi e viùstell
La ricca estate badolatese è appena finita
Si attendono i commenti dei vacanzieri e i bilanci ufficiali

Se siete stati in vacanza a
Badolato sapete come è andata l'estate badolatese.
Un'estate con un ricco programma (vedi
elenco) di eventi, propagandati fin dal 20 luglio, che si
sono, quasi tutti, svolti.
Tutto esaurito nelle strutture ricettive, prese d'assalto da torme
di turisti attratti dal depliant, preparato
dall'amministrazione, in distribuzione già dai primi giorni
d'agosto.
Bilanci ufficiali non ce ne sono. Non ci sono bilanci
né economici, nemmeno per le feste per cui sono stati chiesti
contributi ai cittadini, né di altro genere.
Se siete stati a Badolato, questo lo sapete già. Se non
ci siete stati, non vi siete persi niente. Almeno a giudicare
dall'eco che tali eventi hanno avuto sulla stampa provinciale:
poco o niente. Di quello che conservo ve ne darò conto in questi
giorni.
Per quanto riguarda la cronaca, non vi siete persi granché e
in ogni caso nessuna novità. Due o tre macchine con le ruote
bucate, qualche incendio, qualche tentata estorsione, qualche
minaccia, qualche tentato furto in appartamenti, qualche fogna a
cielo aperto, un consiglio comunale da farsa. Insomma roba
d'ordinaria amministrazione.
Grosse novità, invece, per quanto riguarda l'amministrazione
fantasma. Quest'estate si è vista una giunta all'opera, sempre
presente a tutte le feste. Grande soddisfazione, soprattutto, da
parte dei fornitori di sarzizzi e viùstell, che non sono
mancati come ingrediente fondamentale, se non principale, ad
ogni festa.
Ancora movimenti nell'ufficio tecnico, Il geometra Larocca è stata
ritirata la responsabilità d'area. Niente di nuovo,
probabilmente il sindaco ha indossato la stessa giacca di
quattro mesi fa e vi ha ritrovato il decreto. Oltre all'ing.
Cunsolo, è stato nominato ancora un altro tecnico esterno
l'architetto Carnuccio.
Se avete materiale, commenti o riflessioni su come avete trovato
la Badolato d'estate, soprattutto i vacanzieri, non siate pigri,
mandatemeli e saranno pubblicati.
(gilbotulino.it, 3-9-2006) |
La struttura, se funzionasse, favorirebbe lo
sviluppo del turismo
porto di badolato ancora inutilizzato, a peggiorare la
situazione è il mare sporco
Mare sporco, fogne a cielo aperto e il porto che ancora non
funziona. Questo il deludente scenario ai quali i pochi turisti
in vacanza a Badolato, hanno dovuto assistere, inermi. Un certo
sconcerto, si è registrato anche negli animi dei residenti, che
si auguravano, quantomeno, l'apertura del porto "Bocche di
Gallipari", oggetto di un lunghissimo contenzioso, oramai,
conclusosi con il suo dissequestro. Nonostante ciò, la darsena,
attualmente, è diventata ricettacolo di insetti e deposito di
immondizie. La strategica infrastruttura portuale, che se
funzionante, costituirebbe uno slancio enorme al turismo marino,
purtroppo, «per motivi tecnici» ancora è in attesa di essere
funzionante.
[...]
Una stagione estiva deludente, dunque, per Badolato che oltre al
problema del Porto, ha dovuto fare i conti con il mare sporco e
le fogne a cielo aperto, a causa del cattivo funzionamento del
depuratore consortile di Isca. Anche in questo caso, non sono
mancate le polemiche, che hanno infuocato l'estate: un botta e
risposta tra le varie amministrazioni comunali del territorio,
culminato con la querela del sindaco di Badolato Andrea Menniti,
da parte di Maurizio Lijoi primo cittadino di Sant'Andrea jonio.
Problematiche di stringente attualità, che se fronteggiate per
tempo, avrebbero sortito un effetto, senz'altro, migliore di
quello ottenuto, con enorme beneficio in termini di qualità
turistica comprensoriale, in un'ottica di sviluppo eterogeneo
del territorio.Cesare
Barone, Gazzetta del Sud, domenica 3 settembre 2006
(gilbotulino.it, 3-9-2006) |
L'ex sindaco giudica negativamente l'attuale
amministrazione
Piperissa attacca Menniti
Forti critiche anche per il gruppo consiliare dei DS
Registriamo un'intervista al coordinatore di
"Aprile per la sinistra", Vincenzo Piperissa, ex sindaco
comunista di Badolato. «Ho partecipato ai lavori del consiglio
aperto - precisa Piperissa - perché la discussione verteva anche
sul dissesto finanziario. Sono il sindaco che ha dichiarato,
negli anni '90 il dissesto, determinato dalla precedente
amministrazione "Aratro", guidata dall'attuale sindaco, Andrea
Menniti. Tutti ricorderanno il "Libro Bianco" dei 7 miliardi di
debiti ereditati, le denunce alla procura».
Piperissa, quel periodo ha lasciato i
segni?
«Il calvario economico è iniziato allora, il Pci che si è
assunto l'onere di portare avanti quel risanamento. La
situazione, oggi non è quella di allora, il comune non è in
dissesto. Il suo risanamento è stato portato a compimento da
Bressi, e poi da da Mannello».
Oggi la situazione del comune è
compromessa?
«Badolato vive una difficoltà economica come gli altri comuni,
ma qui si pagano le tasse più alte di tutta la ionica. La verità
è che gl'amministratori parlano di difficile situazione
economica per nascondere l'incapacità amministrativa. La cosa
ridicola è che, a risolvere i problemi economici, dovrebbe
essere il sindaco Menniti, lo stesso sindaco, di centrodestra, è
sostenuto dal partito che allora lo ha combattuto, il Pci, oggi
Ds».
Dopo un anno però l'avevano sfiduciato.
«A parole. I Ds hanno affermato pubblicamente, che questo
signore non era all'altezza, come nell'assemblea del 10 Luglio
2005. In quelle occasioni, hanno chiesto scusa ai compagni, e ai
presenti, affermando che era giunto il momento di mandarlo a
casa. All'improvviso, tutto è rientrato,e i Ds si sono sistemati
in giunta e con promesse di incarichi a tecnici diessini. Tutto
risolto, anche se la maggioranza aveva un solo consigliere in
più, perché i tre primi eletti, Leuzzi, Lanciano e Carnara,
venivano esclusi dalla giunta e si dissociavano».
Oggi che situazione amministrativa c'è?
«Abbiamo una maggioranza che è
minoranza nell'opinione pubblica, e ricattabile perché sostenuta
da un solo consigliere che sarà, si dice, nominato assessore per
stabilità amministrativa. Il P.r.g.e la gestione dei tributi
alla comunità montana, provvedimenti osteggiati dai DS quando
erano all'opposizione, oggi che sono maggioranza li accettano in
toto. E lo scempio ambientale perpetrato con l'eliminazione di
300 metri di piante di oleandro sul lungomare, perché, a loro
dire, di difficile manutenzione. Poi incombe su questo comune il
parere della commissione Antimafia».
Piperissa, lei sostiene che un
eventuale scioglimento sarebbe un fatto gravissimo?
«Personalmente, preferisco che rimanga in carica questa
maggioranza rispetto all'arrivo del commissario prefettizio. Non
capisco come questo partito il Pci-Ds, assista passivamente e
subisca l'umiliazione di questi avvenimenti. C'è da qualche anno
un fuggi fuggi generale, ma nessuno, a nessun livello, si pone
il problema».
Lei, in riferimento ai lavori
dell'ultimo consiglio, è stato molto critico.
«Assistere al consiglio è stato avvilente. Non ho condiviso il
rifiuto del sindaco di discutere del caso sollevato dal
consigliere Carnara, relativo ai ritardi nel riparare la
rete fognaria, cosa che ha prodotto le accuse del sindaco,
tramite stampa, nei confronti del tecnico comunale Pasquale
Larocca. Ho condiviso gli interventi del pubblico, quello
dell'architetto Criniti, che ha chiesto le dimissioni
dell'amministrazione, e ha puntato il dito contro il gruppo
consiliare Ds per la mancanza di credibilità. Anche lui ha
citato il Prg, contestato in passato dai Ds in assemblea
pubblica, quando erano all'opposizione, mentre oggi che sono
maggioranza, hanno assunto un tecnico esterno, della segreteria
Ds, per portare a compimento quello che in precedenza avevano
contestato.
Dopo queste uscite, come possono un partito e i suoi dirigenti
presentarsi di fronte all'opinione pubblica e pensare che ciò
che diranno sarà credibile?»
Lei, intervenendo in consiglio, ha
parlato anche di disgregazione sociale.
«Si, la disgregazione è dovuto alla mancanza di credibilità
degli uomini politici che lo rappresentano. "Aprile per la
Sinistra" aveva intrapreso una serie di incontri con le forze
del centro-sinistra e associazioni, per creare le condizioni di
un futuro migliore. Questo gruppo dirigente diessino, ha
acquisito inizialmente quella fase di dialogo ma, finita la fase
elettorale è tornato a rinchiudersi nel proprio guscio. Dico ciò
perché sostenuto da tanti compagni. A questo documento
seguiranno iniziative pubbliche, perché riteniamo che questa
maggioranza non rappresenti più la volontà dei cittadini».
Franco Laganà, Il Quotidiano, domenica 3
settembre 2006
(gilbotulino.it, 3-9-2006) |