Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/

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giovedì 19 ottobre 2006

 
Adesso è chiaro si tratta di incendi dolosi

Questa mattina alle 7 ho trovato la mia automobile (quella avuta in prestito da un amico) distrutta da un incendio. Nessuno si è accorto di niente durante la notte. Nessuno ha sentito gli scoppi delle gomme, né l'allarme suonare, né visto fiamme. Nemmeno io. Dallo stato dell'autovettura non è possibile fare nessuna ipotesi, ma perché non ci siano dubbi, questa volta, un lumino è stato accesso davanti alla porta d'ingresso della mia abitazione che è rimasta affumicata.
    Le foto sono qui sotto.
    La mia opinione è che si trattato di un segnale a chiarimento dell'altro incendio, per il quale io stesso mi ero espresso in forma dubitativa in merito all'origine dolosa o casuale. Altre volte a Badolato, in situazioni analoghe, si è voluto chiarire con un secondo incendio più chiaro la natura dolosa del primo incendio.

(gilbotulino.it, 19-10-2006)

 
 
Chiedo scusa se sarò breve

Ci sarebbe molto da scrivere stasera per darvi conto delle tante telefonate ricevute, delle e-mail e delle strette di mano e delle pacche sulle spalle. Ma sono molto stanco.
   L'Ansa ha battuto la notizia intorno alle 13. Il TGR regionale, raggiungibile su Internet, ha fatto un servizio intorno alle 19 e 30.
    Mi limito ad informarvi che è stato convocato un Consiglio comunale per Sabato e che qualcuno, ancora, mi ha offerto la sua auto già di prima mattina.
   Dovrei darvi conto anche di una proposta di Mimmo Lanciano apparsa sui giornali di oggi. Lo farò domani.
   A tutti va il mio ringraziamento, fin da ora. Anche alle e-mail risponderò domani.

(gilbotulino.it, 19-10-2006)

 
 

Badolato, uniti con Andreacchio
da un'associazione di Agnone l'iniziativa di solidarietà per il professore

Una colletta per acquistare una nuova autmobile a Pasquale Andreacchio, direttore responsabile del giornale telematico "Gilbotulino.it" di Badolato, al quale ignoti hanno dato due volte alle fiamme la vettura di sua proprietà.
   È quanto propone l'Associazione universitaria delle Generazioni di Agnone (Campobasso).
   «Al professore Pasquale Andreacchio - è detto in un comunicato dell'associazione culturale - continuano ancora a giungere numerosissimi gli attestati di stima e di solidarietà da ogni ogni parte di Italia e anche dall'estero per l'episodio collegabile probabilmente alla sua attività giornalistica. E sono molti coloro i quali si sono detti disposti a contribuire per l'acquisto di una nuova automobile, ma anche come gesto di significativo ed emblematico risarcimento civile». Per Domenico Lanciano, responsabile della associazione culturale agnonese, «bisognerebbe individuare, in Badolato o dintorni, un'autorità garante per la raccolta e la gestione finale di tale speciale fondo economico di solidarietà, finalizzato all'acquisto di un automezzo adatto alle esigenze personali e professionali del direttore di Gilbotulino».
   Insomma ha creato delle composte e sicuramente incisive reazioni di sdegno da un lato per quanto accaduto ad Andreacchio e di grande solidarietà dall'altra, quanto gli è capitato. Certamente, non termineranno qui le note di solidarietà nei confronti del combattivo professore di Badolato. E c'è da credere che altre seguiranno a queste.

Andreacchio: «Grazie, ma la colletta non è necessaria»
   «Una colletta per una nuova auto, sinceramente, nel mio caso, non è necessaria: ho avuto la fortuna di avere sempre lavorato e ho dei risparmi, ho ancora un lavoro che mi permette di affrontare agevolmente questa contingenza.
Tuttavia trovo molto interessante l'idea di "responsabilità comunitaria" di Lanciano, in quanto segno di condivisone effettiva e concreta di solidarietà».
   Lo afferma, in una nota, il direttore responsabile del giornale telematico Gilbotulino.it di Badolato, Pasquale Andreacchio
(foto), in merito alla proposta di Domenico lanciano di "una colletta per risarcire Pasquale Andreacchio", al quale ignoti hanno per due volte incendiato l'auto di proprietà.
   «Lanciano - aggiunge Andreacchio - oltre ad essere giornalista e promotore di mille idee, alcune realizzate e ormai famose, è un mio amico da tempo immemorabile e, come altri, ha già espresso la sua solidarietà pubblicamente. Su Gilbotulino e sui quotidiani sono stati pubblicati innumerevoli messaggi. Molte persone, tra cui Lanciano, hanno inteso esprimere una solidarietà, diciamo così, più concreta offrendo dei doni. Sono tutti segni di affetto e di amicizia che, con gratitudine, ho accettato in quanto tali».

r.c., CalabriaOra, giovedì 19 ottobre 2006
(gilbotulino.it, 19-10-2006)

 
 

L'amministrazione critica un servizio sulla vicenda andato in onda su Rai 3
Polemiche sull'intimidazione ad Andreacchio

Ancora polemiche e prese di posizione sulla vicenda che ha coinvolto l'ex difensore civico, Pasquale Andreachio, direttore del sito Gilbotulino, al quale nei giorni scorsi è stata incendiata l'auto parcheggiata sotto casa. Della vicenda, la nostra testata giornalistica, ha dato ampia informazione. Ora bisogna registrare un servizio mandato in onda su Rai 3 regionale curato dal giornalista Pietro Melia.
Il giornalista nel raccontare l'episodio, ha intervistato anche il professore Andreacchio, nel servizio veniva evidenziato che l'uomo, tre anni fa aveva subito un altro incendio doloso della sua autovettura, che si era dimesso da difensore civico, in quanto non era stato messo dall'amministrazione "Arcobaleno", nelle condizioni di svolgere il suo ruolo istituzionale. Nel servizio, inoltre, si precisava che a Badolato, nei mesi scorsi si era insediata la Commissione d'Accesso, la quale aveva completato le sue indagini. Melia, quindi, con la sua riconosciuta professionalità ha raccontato i fatti accaduti. Non sono però dello stesso avviso gli amministratori comunali che con un comunicato stampa ribadiscono che l'amministraziione "Arcobaleno", di Badolato opera nel rispetto della legalità e del loro corretto comportamento, e criticano il servizio mandato in onda da Rai 3 regionale. Questo il comunicato stampa: «L'incendio dell'autovettura del prof. Andreacchio, se - come si afferma nel servizio - si inserisce in un più ampio e preciso disegno criminoso finalizzato a comprimere con la legge della forza la libera manifestazione del pensiero di un privato cittadino, è un atto squallido e villano, rispetto al quale l'amministrazione comunale, per un verso, desidera esprimere piena solidarietà al docente, per altro verso, auspica che la Magistratura possa fornire risposte rapide ed esemplari, le uniche capaci in tali situazioni di far sentire ai cittadini la presenza dello Stato sul nostro territorio. Purtroppo, però, il servizio del dr. Melia e l'intervista al professore Andreacchio, per come realizzato, nel diffondere la notizia dell'atto intimidatorio, quale ritorsione per le battaglie del docente contro il malaffare locale, ingenera un collegamento ingiusto ed ingiustificato tra l'opera di balordi e l'operato dell'amministrazione comunale». Cosi prosegue il comunicato:«Ed invero, nel servizio, dopo aver diffuso la notizia che l'amministrazione comunale è sotto la lente della commissione di accesso e dopo aver indicato la matrice mafiosa dietro l'opera incendiaria, si affrontano senza soluzione di continuità le ragioni che avrebbero indotto il docente a dimettersi dalla carica di difensore civico, precisando che esse riposerebbero in presunte resistenze da parte dell'amministrazione comunale della sua azione istituzionale. Con ciò, lasciando sottilmente intendere che tra l'opera dei balordi e le presunte resistenze dell'amministrazione vi possa essere un bieco quanto sinistro filo conduttore. L'amministrazione comunale di Badolato desidera fermamente precisare che a livello locale rappresenta lo Stato e combatte decisamente l'antistato, per come dimostrato dalla storia personale degli amministratori, anch'essi vittime di gravi atti intimidatori, e che non ha mai posto alcuna resistenza all'operato del professore Andreacchio, dal momento che lo stesso è stato nominato e voluto da questa stessa amministrazione con voto espresso all'unanimità in seno al consiglio comunale!». Queste le conclusioni: «Per le suindicate ragioni, l'inquietante connubio insinuato dall'emittente regionale, inesistente di fatto, si rivela inaccettabile, pesantemente lesivo della reputazione dei rappresentanti del civico consesso e, come tale, si pone ben oltre il corretto esercizio del diritto di cronaca giornalistica e di critica politica. Formula pertanto espressa riserva di valutare con i propri legali l'opportunità di ricorrere alla competente autorità giudiziaria penale e civile a tutela della reputazione dell'ente e di tutti i soggetti che lo rappresentano».

Franco Laganà, Il Quotidiano, giovedì 19 ottobre 2006
(gilbotulino.it, 19-10-2006)

 
 

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