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Adesso è chiaro si tratta di incendi dolosi
Questa mattina alle 7 ho trovato la mia
automobile (quella avuta in prestito da un amico) distrutta da
un incendio. Nessuno si è accorto di niente durante la notte.
Nessuno ha sentito gli scoppi delle gomme, né l'allarme suonare,
né visto fiamme. Nemmeno io. Dallo stato dell'autovettura non è
possibile fare nessuna ipotesi, ma perché non ci siano dubbi,
questa volta, un lumino è stato accesso davanti alla porta
d'ingresso della mia abitazione che è rimasta affumicata.
Le foto sono qui sotto.
La mia opinione è che si trattato di un segnale a chiarimento
dell'altro incendio, per il quale io stesso mi ero espresso in
forma dubitativa in merito all'origine dolosa o casuale. Altre
volte a Badolato, in situazioni analoghe, si è voluto chiarire
con un secondo incendio più chiaro la natura dolosa del primo
incendio. |
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Chiedo scusa se sarò breve
Ci
sarebbe molto da scrivere stasera per darvi conto delle tante
telefonate ricevute, delle e-mail e delle strette di mano e
delle pacche sulle spalle. Ma sono molto stanco.
L'Ansa ha battuto la notizia intorno alle 13. Il TGR regionale,
raggiungibile su Internet, ha fatto un servizio intorno alle 19
e 30.
Mi limito ad informarvi che è stato convocato un Consiglio
comunale per Sabato e che qualcuno, ancora, mi ha offerto la sua
auto già di prima mattina.
Dovrei darvi conto anche di una proposta di Mimmo Lanciano apparsa
sui giornali di oggi. Lo farò domani.
A tutti va il mio ringraziamento, fin da ora. Anche alle e-mail
risponderò domani.
(gilbotulino.it,
19-10-2006) |
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Badolato, uniti con Andreacchio
da un'associazione di Agnone l'iniziativa di solidarietà per il
professore
Una
colletta per acquistare una nuova autmobile a Pasquale
Andreacchio, direttore responsabile del giornale telematico "Gilbotulino.it"
di Badolato, al quale ignoti hanno dato due volte alle fiamme la
vettura di sua proprietà.
È quanto propone l'Associazione universitaria delle Generazioni di
Agnone (Campobasso).
«Al professore Pasquale Andreacchio - è detto in un comunicato
dell'associazione culturale - continuano ancora a giungere
numerosissimi gli attestati di stima e di solidarietà da ogni
ogni parte di Italia e anche dall'estero per l'episodio
collegabile probabilmente alla sua attività giornalistica. E
sono molti coloro i quali si sono detti disposti a contribuire
per l'acquisto di una nuova automobile, ma anche come gesto di
significativo ed emblematico risarcimento civile». Per Domenico
Lanciano, responsabile della associazione culturale agnonese,
«bisognerebbe individuare, in Badolato o dintorni, un'autorità
garante per la raccolta e la gestione finale di tale speciale
fondo economico di solidarietà, finalizzato all'acquisto di un
automezzo adatto alle esigenze personali e professionali del
direttore di Gilbotulino».
Insomma ha creato delle composte e sicuramente incisive reazioni di
sdegno da un lato per quanto accaduto ad Andreacchio e di grande
solidarietà dall'altra, quanto gli è capitato. Certamente, non
termineranno qui le note di solidarietà nei confronti del
combattivo professore di Badolato. E c'è da credere che altre
seguiranno a queste.
Andreacchio: «Grazie, ma la colletta non è
necessaria»
«Una colletta per una nuova auto, sinceramente, nel mio caso, non è
necessaria: ho avuto la fortuna di avere sempre lavorato e ho
dei risparmi, ho ancora un lavoro che mi permette di affrontare
agevolmente questa contingenza.
Tuttavia trovo molto interessante l'idea di "responsabilità
comunitaria" di Lanciano, in quanto segno di condivisone
effettiva e concreta di solidarietà».
Lo afferma, in una nota, il direttore responsabile del giornale
telematico Gilbotulino.it di Badolato, Pasquale Andreacchio
(foto), in
merito alla proposta di Domenico lanciano di "una colletta per
risarcire Pasquale Andreacchio", al quale ignoti hanno per due
volte incendiato l'auto di proprietà.
«Lanciano - aggiunge Andreacchio - oltre ad essere giornalista e
promotore di mille idee, alcune realizzate e ormai famose, è un
mio amico da tempo immemorabile e, come altri, ha già espresso
la sua solidarietà pubblicamente. Su Gilbotulino e sui
quotidiani sono stati pubblicati innumerevoli messaggi. Molte
persone, tra cui Lanciano, hanno inteso esprimere una
solidarietà, diciamo così, più concreta offrendo dei doni. Sono
tutti segni di affetto e di amicizia che, con gratitudine, ho
accettato in quanto tali».
r.c., CalabriaOra, giovedì 19
ottobre 2006
(gilbotulino.it,
19-10-2006) |
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L'amministrazione critica un servizio sulla
vicenda andato in onda su Rai 3
Polemiche sull'intimidazione ad Andreacchio
Ancora
polemiche e prese di posizione sulla vicenda che ha coinvolto
l'ex difensore civico, Pasquale Andreachio, direttore del sito
Gilbotulino, al quale nei giorni scorsi è stata incendiata
l'auto parcheggiata sotto casa. Della vicenda, la nostra testata
giornalistica, ha dato ampia informazione. Ora bisogna
registrare un servizio mandato in onda su Rai 3 regionale curato
dal giornalista Pietro Melia.
Il giornalista nel raccontare l'episodio, ha intervistato anche
il professore Andreacchio, nel servizio veniva evidenziato che
l'uomo, tre anni fa aveva subito un altro incendio doloso della
sua autovettura, che si era dimesso da difensore civico, in
quanto non era stato messo dall'amministrazione "Arcobaleno",
nelle condizioni di svolgere il suo ruolo istituzionale. Nel
servizio, inoltre, si precisava che a Badolato, nei mesi scorsi
si era insediata la Commissione d'Accesso, la quale aveva
completato le sue indagini. Melia, quindi, con la sua
riconosciuta professionalità ha raccontato i fatti accaduti. Non
sono però dello stesso avviso gli amministratori comunali che
con un comunicato stampa ribadiscono che l'amministraziione
"Arcobaleno", di Badolato opera nel rispetto della legalità e
del loro corretto comportamento, e criticano il servizio mandato
in onda da Rai 3 regionale. Questo il comunicato stampa:
«L'incendio dell'autovettura del prof. Andreacchio, se - come si
afferma nel servizio - si inserisce in un più ampio e preciso
disegno criminoso finalizzato a comprimere con la legge della
forza la libera manifestazione del pensiero di un privato
cittadino, è un atto squallido e villano, rispetto al quale
l'amministrazione comunale, per un verso, desidera esprimere
piena solidarietà al docente, per altro verso, auspica che la
Magistratura possa fornire risposte rapide ed esemplari, le
uniche capaci in tali situazioni di far sentire ai cittadini la
presenza dello Stato sul nostro territorio. Purtroppo, però, il
servizio del dr. Melia e l'intervista al professore Andreacchio,
per come realizzato, nel diffondere la notizia dell'atto
intimidatorio, quale ritorsione per le battaglie del docente
contro il malaffare locale, ingenera un collegamento ingiusto ed
ingiustificato tra l'opera di balordi e l'operato
dell'amministrazione comunale». Cosi prosegue il comunicato:«Ed
invero, nel servizio, dopo aver diffuso la notizia che
l'amministrazione comunale è sotto la lente della commissione di
accesso e dopo aver indicato la matrice mafiosa dietro l'opera
incendiaria, si affrontano senza soluzione di continuità le
ragioni che avrebbero indotto il docente a dimettersi dalla
carica di difensore civico, precisando che esse riposerebbero in
presunte resistenze da parte dell'amministrazione comunale della
sua azione istituzionale. Con ciò, lasciando sottilmente
intendere che tra l'opera dei balordi e le presunte resistenze
dell'amministrazione vi possa essere un bieco quanto sinistro
filo conduttore. L'amministrazione comunale di Badolato desidera
fermamente precisare che a livello locale rappresenta lo Stato e
combatte decisamente l'antistato, per come dimostrato dalla
storia personale degli amministratori, anch'essi vittime di
gravi atti intimidatori, e che non ha mai posto alcuna
resistenza all'operato del professore Andreacchio, dal momento
che lo stesso è stato nominato e voluto da questa stessa
amministrazione con voto espresso all'unanimità in seno al
consiglio comunale!». Queste le conclusioni: «Per le suindicate
ragioni, l'inquietante connubio insinuato dall'emittente
regionale, inesistente di fatto, si rivela inaccettabile,
pesantemente lesivo della reputazione dei rappresentanti del
civico consesso e, come tale, si pone ben oltre il corretto
esercizio del diritto di cronaca giornalistica e di critica
politica. Formula pertanto espressa riserva di valutare con i
propri legali l'opportunità di ricorrere alla competente
autorità giudiziaria penale e civile a tutela della reputazione
dell'ente e di tutti i soggetti che lo rappresentano».
Franco Laganà, Il Quotidiano, giovedì 19 ottobre 2006
(gilbotulino.it,
19-10-2006) |