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Novembre 2006 |
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mercoledì 8
novembre 2006 |
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Mentre in marina si scavano pozzi secchi
Una fiumara d'acqua si perde nel mare
Nello scavo per il sottopasso da mesi si pompa acqua

La penuria d'acqua a Badolato superiore di
domenica scorsa, la penuria d'acqua della marina, prima e
durante l'estate, L'acquedotto colabrodo. Sono tutte cose che,
come rispuntano fuori, si portano dietro considerazioni e nuove
informazioni. Questi i diciacà del popolo.
Per l'acqua del paese la soluzione è stata da tempo individuata
nella captazione delle sorgenti all'infangati. un
chilometro circa di tubo e, attraverso la Marinella, si porta
l'acqua al pozzetto di Piroso. Lavori avviati. Nessuno sa a che
punto siano.
Per l'acqua della marina non si ha bisogno di soluzione. I pozzi
sono sufficienti e se proprio ce ne fosse bisogno basterebbe
scavare al Montemanna, a 120 metri, dove l'acqua si trova
di sicuro. Ma che fine ha fatto il pozzo che si è scavato prima
dell'estate a fianco del vodà, a Sant'Antòni? Nessuno sa
rispondere. D'altra parte non si è riuscito nemmeno a capire
perché sia stato scavato. Ma a quanto si è scavato? Qualcuno
dice fino a 200 metri. 120, 200 metri. Ma chi cazzu cuntati!
In marina l'acqua si trova a 5-10 metri. L'avete vista l'acqua
che è stata trovata dove stanno facendo il sottopasso?
Sinceramente, no, non l'ho vista. Allora perché non andate a
vedere: c'è 'na fiumara d'acqua che può bere tutta la
marina! E' incredibile, ma è proprio vero. C'è veramente una
sorgente d'acqua dolce dove hanno fatto lo scavo per il
sottopasso, sotto la stazione ferroviaria. Tutta quell'acqua
viene pompata nel canalone del lungomare e se ne va a mare. Da
quanto tempo? Era ancora estate quando si è cominciato. Si
utilizza una pompa potente. Il livello dell'acqua ancora oggi
non diminuisce.
Per quanti riguarda la condotta della marina. Non ho capito bene ma
pare ci sia un progetto da 8 miliardi di lire per
l'ammodernamento. La cosa che ho capito bene è che ci sono
516mila euro, destinati alla condotta, che attendono presso l'Ato,
solo che qualcuno abbia la compiacenza di andarseli a prenderli:
bisogna soltanto firmare una convenzione.
Nella foto, il torrentello sulla spiagga
il video rende meglio l'idea
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L'acqua viene immessa nel canalone |

Il canalone la porta al mare |
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(gilbotulino.it,
8-11-2006) |
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Un pezzo di Badolato alla corsa di New York
C'era
anche un pezzetto di Calabria nel "melting-pot" della Maratona
di New York 2006. Si tratta di Nazareno Audino, 55enne di
origine badolatese ma ormai residente da anni nell'isola di
Malta. Grande sportivo, con all'attivo partecipazioni in
prestigiose gare europee, Audino ha, dunque, affrontato questa
prova, ormai entrata nel mito, anche con il lontano ma caloroso
sostegno di tanti amici ed appassionati badolatesi. Nei 42
chilometri di percorso cittadino, che da via di Staten Island,
attraverso il ponte di Verrazzano porta, passando per i
quartieri di Brooklyn e del Queens, fino all'arrivo in Central
Park, Audino ha gareggiato accanto ad atleti di tutto il mondo,
ottenendo un ottimo risultato finale.
Al termine della gara, infatti, giunto al 5211° posto (su oltre
35.000 concorrenti), il suo tempo è stato di 3 ore e 35 minuti,
una prestazione di grande livello nella sua categoria. Non
dimentichiamo, infatti, che alla kermesse newyorkese hanno preso
parte personaggi del calibro di Stefano Baldini e Paul Tergat,
per citarne soltanto due. Persino l'ex ciclista Lance Armstrong
non ha resistito al fascino del "mito" e si è cimentato nella
prova, spiccando un tempo di poco inferiore alle tre ore. Certo,
il vincitore dell'edizione 2006, il brasiliano Marilson Gomes
dos Santos, ha fermato il cronometro sulle 2 ore e 9 minuti ma,
a parte i top runners e i professionisti, per tutti gli altri
partecipanti conta il fatto stesso di essere presenti e di
potersi misurare con il mondo. Infatti, la Maratona di New York,
la cui prima edizione nel 1970 vide solo 127 partecipanti, è
diventata una delle competizioni sportive più ambite e
soprattutto più spettacolari degli ultimi anni. Ormai, vi
prendono parte decine di migliaia di atleti provenienti da tutto
il mondo, un' unione di uomini e donne lontani e diversi per
etnia e religione, per nazionalità e cultura ma tutti accomunati
da una grande passione per lo sport.
Gazzetta del Sud
(gilbotulino.it,
8-11-2006) |
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| Sì alla gestione
associata dei servizi sociali
BADOLATO - Presso la sede della comunità montana del "Versante
Jonico" di Isca, si è svolta una importante riunione per
discutere sullo schema di convenzione per la Gestione associata
dei Servizi sociali tra la l'Ente montano e i sindaci dei comuni
interessati. All'incontro erano presenti: Il presidente
dell'ente Gaetano Stagno, il presidente del Consiglio Francesco
Gallelli, l'assessore Antonio Purri, i consigliere Antonio
Commodari e Domenico Fera, il sindaco di Sant'Andrea Maurizio
Lijioi, il vice sindaco di Isca Giuseppe La Croce, l'assessore
del Comune di Davoli Maria Rosaria Ruocco. Hanno partecipato
anche, il dirigente dell'ente montano Orlando Donato e il
direttore operativo Vincenzo Larocca. Al termine della riunione,
dopo un ampio confronto e dopo aver apportato alcune modifiche,
lo schema di convenzione, che di fatto regola lo svolgimento in
forma associata di alcuni interventi nel settore dei servizi
sociali, è stato approvato. «In sostanza, ha precisato Stagno,
la gestione del servizio attraverso attività di coordinamento,
interscambi di esperienze e metodologie, prevede l'erogazione di
relazioni inerenti situazioni di disagio sociale, adozioni e
affidi familiari, la creazione di uno sportello di assistenza ai
cittadini, la predisposizione di progetti per ottenere
finanziamenti, il monitoraggio e la rendicontazione di tutte le
attività svolte». «Lo scopo del servizio, ha puntualizzato il
presidente Gallelli, si prefigge, tra l'altro, di migliorare il
servizi alla persona, la qualità della vita e l'abbattimento dei
disagi socio esistenziali, di adeguare il servizio alle
innovazioni tecnologiche e di realizzazione di economie di
scala». Gli amministratori hanno dichiarato la loro
soddisfazione per l'importante obiettivo raggiunto, che darà
risposte positive alle popolazioni del territorio.
Il Quotidiano
(gilbotulino.it,
8-11-2006) |
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Badolato. La
denuncia di Gallelli
L'amministrazione non commemora il 4 novembre
«Quanto accaduto a Badolato, in occasione del 4
novembre è un fatto senza precedenti. è una questione di stile e
di correttezza istituzionale nell'esercizio delle proprie
funzioni". Lo afferma il capo gruppo di minoranza "Uniti per la
rinascita di Badolato" Francesco Gallelli . «Le mie,- precisa -
vogliono essere soltanto riflessioni personali. Per il 4
novembre, che deve considerarsi sempre bene prezioso e supremo
per la giornata dell'Unità d'Italia e della Festa delle Forze
Armate, purtroppo, a Badolato non c'è stata celebrazione, in
attuazione di disposizioni pervenute agli amministratori
dell'Arcobaleno dalla Prefettura di Catanzaro. Anche noi
dell'opposizione, in ossequio alla Prefettura, siamo rispettosi.
Ma negli altri paesi del comprensorio come mai le manifestazioni
si sono svolte regolarmente? Come mai la Prefettura non li ha
avvisati? Chi lo sapeva? Anche se nelle casse comunali non ci
sono soldi, costava molto informare la cittadinanza con un
manifesto pubblico di questo elementare esercizio democratico? O
forse nella Giunta Menniti manca il settimo assessore? Ve lo
cediamo noi dell'opposizione!, bastava chiederlo prima. Caro
sindaco Menniti, istituisci ed affida una nuova delega
all'informazione con compiti di cerimoniere. Ora che le
vendemmie sono terminate, ci chiediamo a chi pensate? O avete la
testa fra le nuvole come Plutòne! La corona d'alloro che doveva
essere deposta davanti alla lapide dei nostri cari caduti
badolatesi è rimasta dal fioraio. Nemmeno il fioraio sapeva
niente? Numerosi i familiari dei nostri cari militari caduti
nelle guerre 1915/18 e 1940/45, come di consuetudine, si erano
recati alla cerimonia per la Festa delle Forze Armate a rendere
omaggio alle salme, ma hanno dovuto rientrare nelle proprie
case, umiliati e offesi. è una questione di stile di
amministrare la cosa pubblica e di correttezza istituzionale!
Per favore, cari amici e "Cavalieri dell'Arcobaleno",
riposatevi, dormite e non vegliate, che avete lavorato troppo.
Auguri!»
Il Quotidiano
(gilbotulino.it,
8-11-2006) |
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Badolato. Confermate
le manifestazioni di protesta programmate
Treni ripristinati, la vittoria del comitato di lotta di
NisticòIl Comitato di Lotta per la
ferrovia jonica e la statale 106, insieme con le popolazioni
della fascia jonica catanzarese e reggina, vincono la loro
battaglia bloccando la soppressione dei treni a lunga
percorrenza per Milano, Torino, e Roma. La notizia è stata data
con soddisfazione in una conferenza stampa da Franco Nisticò,
coordinatore del comitato. «Ritengo, ha detto Nisticò che
l'ultima intervista rilasciata al vostro giornale in cui con i
nostri legali valutavamo le possibilità di denunciare i
dirigenti di Trenitalia, per la negazione dei diritti dei
cittadini, di usufruire del servizio dei trasporti in Calabria,
e valutare se c'erano i presupposti per denunciarli per
istigazione alla rivolta popolare, nonché la richiesta di
dimissioni dei vertici di Trenitalia, abbiano influito sulle
decisioni adottate per il ripristino dei treni a lunga
percorrenza».
Lei aveva coinvolto anche il ministro Bianchi?
«Certamente, in quanto quella scellerata decisione era una
offesa alla dignità del popolo calabrese. Sicuramente
l'intervento dl ministro è stato determinante per sbloccare la
gravissima situazione, come determinanti sono state le varie
interrogazioni di alcuni parlamentari calabresi».
Le manifestazioni di protesta, già programmate, vengono
confermate?
«Stiamo valutando la situazione. Ritengo comunque che sia
l'iniziativa della Cisl di Gurdavalle del 15 novembre, che la
nostra del 17 a Soverato si terranno regolarmente, in quanto
dovranno servire a tenere alta la tensione delle popolazioni per
evitare ripensamenti, come si sono verificati in passato ogni
qualvolta è entrato in vigore il nuovo orario».
Le manifestazioni, serviranno anche per richiamare l'Anas sulle
problematiche della statale 106?
«Ritengo di sì, vogliamo che i dirigenti provinciali dell'ente,
la Regione, i parlamentari calabresi, i sindacati, e lo stesso
ministro Bianchi, intervengono per sbloccare il fermo delle gare
per l'inizio dei lavori per la messa in sicurezza del tratto
della 106 da Soverato a Guardavalle. Se ciò non si dovesse
verificare inizieremo le manifestazioni di protesta, in quanto
da sempre le lotte civili e democratiche si vincono con le
popolazioni protagoniste, come è successo con la ferrovia jonica».
Il Quotidiano
(gilbotulino.it,
8-11-2006) |
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Interrogazione al
Ministro dei Trasporti
Iovene, rivedere le scelte di Trenitalia in Calabria
Da antonio.iovene@senato.it
Data 08/11/06 10:24:38 am
Oggetto COMUNICATO STAMPA
FERROVIA IONICA: IOVENE, RIVEDERE LE SCELTE DI
TRENITALIA IN CALABRIA
Interrogazione a risposta scritta
IOVENE. - Al Ministro dei Trasporti. - Premesso:
- che che a decorrere dal 9 dicembre 2006, con l'entrata in
vigore del nuovo orario invernale, Trenitalia sopprimerà tutti i
treni a lunga percorrenza per Milano, Roma e Torino transitanti
per la linea ferroviaria ionica calabrese;
- che in particolare la soppressione riguarderebbe il treno n.
750 Reggio Calabria - Milano e il treno n. 766 Reggio Calabria -
Torino trasformati in treni "periodici"; cioè in servizio
esclusivamente a ridosso delle principali festività;
- che verranno, inoltre, cancellati i treni n. 890 Reggio
Calabria - Roma e n. 895 Roma Termini - Reggio Calabria;
- che per arrivare sulla fascia jonica calabrese, ad esempio, si
dovrà prendere il treno Espresso da Roma Tiburtina per Villa San
Giovanni, da Villa San Giovanni prendere il treno regionale n.
3663 fino a Reggio Calabria e da Reggio Calabria prendere il
treno regionale n. 3744 con direzione Monasterace–Stilo;
- che tale scelta comporterebbe, oltre a tutti gli evidenti
disagi, un consistente aumento dei tempi di percorrenza, infatti
partendo alle ore 23.28 da Roma Tiburtina (non più da Termini)
si arriverebbe a Monasterace (RC) alle ore 10.47 del giorno
successivo, impiegando quasi 12 ore di viaggio;
- che sarebbero previsti anche tagli per molti treni regionali
ed in particolare per quelli in partenza da Monasterace e
diretti a Reggio Calabria ed a Lamezia Terme, sede tra l'altro
dell'aeroporto internazionale;
- che tali scelte aggraveranno le condizioni in cui versa da
anni la linea ferroviaria jonica con la conseguente negazione
del diritto civile e sociale alla mobilità, il definitivo
isolamento di questa parte del territorio calabrese (tenendo
anche in considerazione le già disastrose condizioni della SS
106) ed il definitivo blocco di qualsiasi ipotesi di sviluppo e
di crescita;
considerato
- che in Calabria, sia sulla linea ionica che su quella
tirrenica, numerose sono state in questi anni le soppressioni
sia di treni a lunga percorrenza che di quelli locali senza
tenere conto dei bisogni e delle esigenze delle popolazioni e
dei territori;
- che nel 2003 era già stato soppresso il treno Intercity n. 744
che collegava Reggio Calabria con Roma;
- che, sempre nel 2003, veniva soppresso il treno Reggio
Calabria-Bari "Pitagora", l'unico Intercity che consentiva ai
cittadini/utenti provenienti da Reggio Calabria e dalla Locride
di raggiungere le altre città della Calabria (Soverato,
Catanzaro, Crotone) e poi il metapontino, Taranto e Bari;
- che nel 2004 è stato soppresso il treno n. 894 Reggio Calabria
- Roma via Tropea, unico treno in grado di collegare la parte
turistica tirrenica calabrese con le grandi vie di comunicazione
nazionali ed internazionali, con conseguente danno di immagine
per la Calabria turistica;
- che nel 2005 con l'inizio dell'orario estivo sulla linea
jonica calabrese Trenitalia ed Rfi (Rete ferroviaria italiana)
hanno deciso la cancellazione di alcune fermate dei treni a
carattere regionale lungo la linea ionica catanzarese con la
conseguente chiusura di molte stazioni lungo la linea (Squillace,
Montepaone, S. Andrea J., Badolato, S. Caterina J, Guardavalle);
- che con le scelte compiute nel settore dei trasporti e delle
infrastrutture si mortifica il Mezzogiorno e si rende sempre più
marginale la Calabria, innanzitutto nel suo versante ionico;
- che la linea ferroviaria ionica decretata nel 1862, un anno
dopo l'Unità d'Italia, fu la prima ferrovia della Calabria;
- che già nel 1864 aprirono i primi cantieri, nel 1867 entrarono
in servizio i primi treni e nel 1890, attraverso la diramazione
Metaponto-Battipaglia, si misero in comunicazione la Calabria (e
la Sicilia) con Napoli, Roma ed il nord d'Italia;
- che la linea ferroviaria ionica oltre che mezzo di
comunicazione importante per l'intera regione, anche perché la
linea tirrenica è stata costruita parecchio tempo dopo,
rappresentò un grande fattore di sviluppo per le coste
dell'antica Magna Grecia;
- che già dalla metà degli anni ottanta anziché provvedere
all'elettrificazione complessiva ed al raddoppio dei binari, per
ammodernare una linea ferroviaria ormai centenaria, le Ferrovie
dello Stato optarono per il lento e graduale impoverimento della
ferrovia ionica, tanto che l'Intercity "Pitagora", operativo
fino al 2003, impiegava circa 10 ore per percorrere 400 km di
strada ferrata;
- che i trasporti ferroviari in Calabria mantengono ancora oggi
un'assoluta importanza sia per le varie esigenze dei cittadini
che per lo sviluppo e l'economia dei territori;
- che in Calabria c'è forte preoccupazione per il progressivo
depauperamento della linea ferroviaria ionica tanto che nel
corso degli ultimi anni sono stati numerosi gli incontri e le
iniziative da parte dei cittadini, amministratori locali e
comitati per la difesa ed il potenziamento delle ferrovie in
Calabria;
- che a questo si aggiunga che nel corso degli anni numerose
sono state le proteste degli utenti, ed in particolare dei
pendolari, per i ritardi, la vetustà del materiale rotabile, la
sporcizia e gli atti vandalici, culminate con il ritrovamento di
zecche e pulci la scorsa estate sui treni a lunga percorrenza;
- che su quanto esposto sino ad ora lo scrivente ha presentato
diversi atti di sindacato ispettivo nella scorsa legislatura;
si chiede di sapere
- se non ritenga necessario intervenire nei confronti di
Trenitalia S.p.A. per evitare la soppressione dei treni
sopraindicati;
- quali iniziative si intendano mettere in atto al fine di
invertire la tendenza allo smantellamento del servizio
ferroviario ionico calabrese;
- quali iniziative si intendano mettere in atto affinché la
società Trenitalia garantisca un servizio adeguato, tenendo
conto anche delle caratteristiche territoriali della Calabria,
della vastità dell'utenza, della condizione socio-economica e
del diritto civile e sociale alla mobilità della popolazione
calabrese.
(gilbotulino.it,
8-11-2006) |
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Sostituzione dei contatori illegittimi i
conguagli Vittoria giudiziaria del
Codacons in materia di maxiconguagli Enel. La vicenda nasce
dall'invio dell'Enel a una famiglia catanzarese di una bolletta
dell'importo di migliaia di euro relativa a consumi di energia
elettrica a causa della sostituzione dei «vecchi» contatori a
disco con i nuovi elettronici. Il Giudice di Pace,
nell'accogliere la tesi del Codacons, ha contestato la
fatturazione dei consumi in quanto "la prassi adottata nel
settore, in realtà ,non può ritenersi certa ed esente da vizi".
Il riferimento è al contraddittorio con l'utente e al fatto che
il nuovo contatore misurasse realmente zero.
Pronta la replica dell'Enel che ha annunciato l'impugnazione
della sentenza. «Enel ribadisce la legittimità del proprio
operato circa le modalità di sostituzione dei vecchi contatori
con i nuovi di tipo elettronico, nonchè la correttezza dei
consumi addebitati nel caso in questione, come testimoniato
anche dalla foto scattata all'atto della sostituzione».
Gazzetta del Sud
(gilbotulino.it,
8-11-2006) |
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