Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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mercoledì 8 novembre 2006

 

Mentre in marina si scavano pozzi secchi
Una fiumara d'acqua si perde nel mare
Nello scavo per il sottopasso da mesi si pompa acqua

La penuria d'acqua a Badolato superiore di domenica scorsa, la penuria d'acqua della marina, prima e durante l'estate, L'acquedotto colabrodo. Sono tutte cose che, come rispuntano fuori, si portano dietro considerazioni e nuove informazioni. Questi i diciacà del popolo.
   Per l'acqua del paese la soluzione è stata da tempo individuata nella captazione delle sorgenti all'infangati. un chilometro circa di tubo e, attraverso la Marinella, si porta l'acqua al pozzetto di Piroso. Lavori avviati. Nessuno sa a che punto siano.
   Per l'acqua della marina non si ha bisogno di soluzione. I pozzi sono sufficienti e se proprio ce ne fosse bisogno basterebbe scavare al Montemanna, a 120 metri,  dove l'acqua si trova di sicuro. Ma che fine ha fatto il pozzo che si è scavato prima dell'estate a fianco del vodà, a Sant'Antòni? Nessuno sa rispondere. D'altra parte non si è riuscito nemmeno a capire perché sia stato scavato. Ma a quanto si è scavato? Qualcuno dice fino a 200 metri. 120, 200 metri. Ma chi cazzu cuntati! In marina l'acqua si trova a 5-10 metri. L'avete vista l'acqua che è stata trovata dove stanno facendo il sottopasso? Sinceramente, no, non l'ho vista. Allora perché non andate a vedere: c'è 'na fiumara d'acqua che può bere tutta la marina! E' incredibile, ma è proprio vero. C'è veramente una sorgente d'acqua dolce dove hanno fatto lo scavo per il sottopasso, sotto la stazione ferroviaria. Tutta quell'acqua viene pompata nel canalone del lungomare e se ne va a mare. Da quanto tempo? Era ancora estate quando si è cominciato. Si utilizza una pompa potente. Il livello dell'acqua ancora oggi non diminuisce.
   Per quanti riguarda la condotta della marina. Non ho capito bene ma pare ci sia un progetto da 8 miliardi di lire per l'ammodernamento. La cosa che ho capito bene è che ci sono 516mila euro, destinati alla condotta, che attendono presso l'Ato, solo che qualcuno abbia la compiacenza di andarseli a prenderli: bisogna soltanto firmare una convenzione.

Nella foto, il torrentello sulla spiagga

il video rende meglio l'idea


L'acqua viene immessa nel canalone

Il canalone la porta al mare

(gilbotulino.it, 8-11-2006)

 
 
Un pezzo di Badolato alla corsa di New York

C'era anche un pezzetto di Calabria nel "melting-pot" della Maratona di New York 2006. Si tratta di Nazareno Audino, 55enne di origine badolatese ma ormai residente da anni nell'isola di Malta. Grande sportivo, con all'attivo partecipazioni in prestigiose gare europee, Audino ha, dunque, affrontato questa prova, ormai entrata nel mito, anche con il lontano ma caloroso sostegno di tanti amici ed appassionati badolatesi. Nei 42 chilometri di percorso cittadino, che da via di Staten Island, attraverso il ponte di Verrazzano porta, passando per i quartieri di Brooklyn e del Queens, fino all'arrivo in Central Park, Audino ha gareggiato accanto ad atleti di tutto il mondo, ottenendo un ottimo risultato finale.
Al termine della gara, infatti, giunto al 5211° posto (su oltre 35.000 concorrenti), il suo tempo è stato di 3 ore e 35 minuti, una prestazione di grande livello nella sua categoria. Non dimentichiamo, infatti, che alla kermesse newyorkese hanno preso parte personaggi del calibro di Stefano Baldini e Paul Tergat, per citarne soltanto due. Persino l'ex ciclista Lance Armstrong non ha resistito al fascino del "mito" e si è cimentato nella prova, spiccando un tempo di poco inferiore alle tre ore. Certo, il vincitore dell'edizione 2006, il brasiliano Marilson Gomes dos Santos, ha fermato il cronometro sulle 2 ore e 9 minuti ma, a parte i top runners e i professionisti, per tutti gli altri partecipanti conta il fatto stesso di essere presenti e di potersi misurare con il mondo. Infatti, la Maratona di New York, la cui prima edizione nel 1970 vide solo 127 partecipanti, è diventata una delle competizioni sportive più ambite e soprattutto più spettacolari degli ultimi anni. Ormai, vi prendono parte decine di migliaia di atleti provenienti da tutto il mondo, un' unione di uomini e donne lontani e diversi per etnia e religione, per nazionalità e cultura ma tutti accomunati da una grande passione per lo sport.

Gazzetta del Sud
(gilbotulino.it, 8-11-2006)

 
 
Sì alla gestione associata dei servizi sociali

BADOLATO - Presso la sede della comunità montana del "Versante Jonico" di Isca, si è svolta una importante riunione per discutere sullo schema di convenzione per la Gestione associata dei Servizi sociali tra la l'Ente montano e i sindaci dei comuni interessati. All'incontro erano presenti: Il presidente dell'ente Gaetano Stagno, il presidente del Consiglio Francesco Gallelli, l'assessore Antonio Purri, i consigliere Antonio Commodari e Domenico Fera, il sindaco di Sant'Andrea Maurizio Lijioi, il vice sindaco di Isca Giuseppe La Croce, l'assessore del Comune di Davoli Maria Rosaria Ruocco. Hanno partecipato anche, il dirigente dell'ente montano Orlando Donato e il direttore operativo Vincenzo Larocca. Al termine della riunione, dopo un ampio confronto e dopo aver apportato alcune modifiche, lo schema di convenzione, che di fatto regola lo svolgimento in forma associata di alcuni interventi nel settore dei servizi sociali, è stato approvato. «In sostanza, ha precisato Stagno, la gestione del servizio attraverso attività di coordinamento, interscambi di esperienze e metodologie, prevede l'erogazione di relazioni inerenti situazioni di disagio sociale, adozioni e affidi familiari, la creazione di uno sportello di assistenza ai cittadini, la predisposizione di progetti per ottenere finanziamenti, il monitoraggio e la rendicontazione di tutte le attività svolte». «Lo scopo del servizio, ha puntualizzato il presidente Gallelli, si prefigge, tra l'altro, di migliorare il servizi alla persona, la qualità della vita e l'abbattimento dei disagi socio esistenziali, di adeguare il servizio alle innovazioni tecnologiche e di realizzazione di economie di scala». Gli amministratori hanno dichiarato la loro soddisfazione per l'importante obiettivo raggiunto, che darà risposte positive alle popolazioni del territorio.

Il Quotidiano
(gilbotulino.it, 8-11-2006)

 
 
Badolato. La denuncia di Gallelli
L'amministrazione non commemora il 4 novembre

«Quanto accaduto a Badolato, in occasione del 4 novembre è un fatto senza precedenti. è una questione di stile e di correttezza istituzionale nell'esercizio delle proprie funzioni". Lo afferma il capo gruppo di minoranza "Uniti per la rinascita di Badolato" Francesco Gallelli . «Le mie,- precisa - vogliono essere soltanto riflessioni personali. Per il 4 novembre, che deve considerarsi sempre bene prezioso e supremo per la giornata dell'Unità d'Italia e della Festa delle Forze Armate, purtroppo, a Badolato non c'è stata celebrazione, in attuazione di disposizioni pervenute agli amministratori dell'Arcobaleno dalla Prefettura di Catanzaro. Anche noi dell'opposizione, in ossequio alla Prefettura, siamo rispettosi. Ma negli altri paesi del comprensorio come mai le manifestazioni si sono svolte regolarmente? Come mai la Prefettura non li ha avvisati? Chi lo sapeva? Anche se nelle casse comunali non ci sono soldi, costava molto informare la cittadinanza con un manifesto pubblico di questo elementare esercizio democratico? O forse nella Giunta Menniti manca il settimo assessore? Ve lo cediamo noi dell'opposizione!, bastava chiederlo prima. Caro sindaco Menniti, istituisci ed affida una nuova delega all'informazione con compiti di cerimoniere. Ora che le vendemmie sono terminate, ci chiediamo a chi pensate? O avete la testa fra le nuvole come Plutòne! La corona d'alloro che doveva essere deposta davanti alla lapide dei nostri cari caduti badolatesi è rimasta dal fioraio. Nemmeno il fioraio sapeva niente? Numerosi i familiari dei nostri cari militari caduti nelle guerre 1915/18 e 1940/45, come di consuetudine, si erano recati alla cerimonia per la Festa delle Forze Armate a rendere omaggio alle salme, ma hanno dovuto rientrare nelle proprie case, umiliati e offesi. è una questione di stile di amministrare la cosa pubblica e di correttezza istituzionale! Per favore, cari amici e "Cavalieri dell'Arcobaleno", riposatevi, dormite e non vegliate, che avete lavorato troppo. Auguri!»

Il Quotidiano
(gilbotulino.it, 8-11-2006)

 
 
Badolato. Confermate le manifestazioni di protesta programmate
Treni ripristinati, la vittoria del comitato di lotta di Nisticò

Il Comitato di Lotta per la ferrovia jonica e la statale 106, insieme con le popolazioni della fascia jonica catanzarese e reggina, vincono la loro battaglia bloccando la soppressione dei treni a lunga percorrenza per Milano, Torino, e Roma. La notizia è stata data con soddisfazione in una conferenza stampa da Franco Nisticò, coordinatore del comitato. «Ritengo, ha detto Nisticò che l'ultima intervista rilasciata al vostro giornale in cui con i nostri legali valutavamo le possibilità di denunciare i dirigenti di Trenitalia, per la negazione dei diritti dei cittadini, di usufruire del servizio dei trasporti in Calabria, e valutare se c'erano i presupposti per denunciarli per istigazione alla rivolta popolare, nonché la richiesta di dimissioni dei vertici di Trenitalia, abbiano influito sulle decisioni adottate per il ripristino dei treni a lunga percorrenza».
Lei aveva coinvolto anche il ministro Bianchi?
«Certamente, in quanto quella scellerata decisione era una offesa alla dignità del popolo calabrese. Sicuramente l'intervento dl ministro è stato determinante per sbloccare la gravissima situazione, come determinanti sono state le varie interrogazioni di alcuni parlamentari calabresi».
Le manifestazioni di protesta, già programmate, vengono confermate?
«Stiamo valutando la situazione. Ritengo comunque che sia l'iniziativa della Cisl di Gurdavalle del 15 novembre, che la nostra del 17 a Soverato si terranno regolarmente, in quanto dovranno servire a tenere alta la tensione delle popolazioni per evitare ripensamenti, come si sono verificati in passato ogni qualvolta è entrato in vigore il nuovo orario».
Le manifestazioni, serviranno anche per richiamare l'Anas sulle problematiche della statale 106?
«Ritengo di sì, vogliamo che i dirigenti provinciali dell'ente, la Regione, i parlamentari calabresi, i sindacati, e lo stesso ministro Bianchi, intervengono per sbloccare il fermo delle gare per l'inizio dei lavori per la messa in sicurezza del tratto della 106 da Soverato a Guardavalle. Se ciò non si dovesse verificare inizieremo le manifestazioni di protesta, in quanto da sempre le lotte civili e democratiche si vincono con le popolazioni protagoniste, come è successo con la ferrovia jonica».

Il Quotidiano
(gilbotulino.it, 8-11-2006)

 
 
Interrogazione al Ministro dei Trasporti
Iovene, rivedere le scelte di Trenitalia in Calabria

Da antonio.iovene@senato.it
Data 08/11/06 10:24:38 am
Oggetto COMUNICATO STAMPA

FERROVIA IONICA: IOVENE, RIVEDERE LE SCELTE DI TRENITALIA IN CALABRIA

Interrogazione a risposta scritta
IOVENE. - Al Ministro dei Trasporti. - Premesso:
- che che a decorrere dal 9 dicembre 2006, con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale, Trenitalia sopprimerà tutti i treni a lunga percorrenza per Milano, Roma e Torino transitanti per la linea ferroviaria ionica calabrese;
- che in particolare la soppressione riguarderebbe il treno n. 750 Reggio Calabria - Milano e il treno n. 766 Reggio Calabria - Torino trasformati in treni "periodici"; cioè in servizio esclusivamente a ridosso delle principali festività;
- che verranno, inoltre, cancellati i treni n. 890 Reggio Calabria - Roma e n. 895 Roma Termini - Reggio Calabria;
- che per arrivare sulla fascia jonica calabrese, ad esempio, si dovrà prendere il treno Espresso da Roma Tiburtina per Villa San Giovanni, da Villa San Giovanni prendere il treno regionale n. 3663 fino a Reggio Calabria e da Reggio Calabria prendere il treno regionale n. 3744 con direzione Monasterace–Stilo;
- che tale scelta comporterebbe, oltre a tutti gli evidenti disagi, un consistente aumento dei tempi di percorrenza, infatti partendo alle ore 23.28 da Roma Tiburtina (non più da Termini) si arriverebbe a Monasterace (RC) alle ore 10.47 del giorno successivo, impiegando quasi 12 ore di viaggio;
- che sarebbero previsti anche tagli per molti treni regionali ed in particolare per quelli in partenza da Monasterace e diretti a Reggio Calabria ed a Lamezia Terme, sede tra l'altro dell'aeroporto internazionale;
- che tali scelte aggraveranno le condizioni in cui versa da anni la linea ferroviaria jonica con la conseguente negazione del diritto civile e sociale alla mobilità, il definitivo isolamento di questa parte del territorio calabrese (tenendo anche in considerazione le già disastrose condizioni della SS 106) ed il definitivo blocco di qualsiasi ipotesi di sviluppo e di crescita;
considerato
- che in Calabria, sia sulla linea ionica che su quella tirrenica, numerose sono state in questi anni le soppressioni sia di treni a lunga percorrenza che di quelli locali senza tenere conto dei bisogni e delle esigenze delle popolazioni e dei territori;
- che nel 2003 era già stato soppresso il treno Intercity n. 744 che collegava Reggio Calabria con Roma;
- che, sempre nel 2003, veniva soppresso il treno Reggio Calabria-Bari "Pitagora", l'unico Intercity che consentiva ai cittadini/utenti provenienti da Reggio Calabria e dalla Locride di raggiungere le altre città della Calabria (Soverato, Catanzaro, Crotone) e poi il metapontino, Taranto e Bari;
- che nel 2004 è stato soppresso il treno n. 894 Reggio Calabria - Roma via Tropea, unico treno in grado di collegare la parte turistica tirrenica calabrese con le grandi vie di comunicazione nazionali ed internazionali, con conseguente danno di immagine per la Calabria turistica;
- che nel 2005 con l'inizio dell'orario estivo sulla linea jonica calabrese Trenitalia ed Rfi (Rete ferroviaria italiana) hanno deciso la cancellazione di alcune fermate dei treni a carattere regionale lungo la linea ionica catanzarese con la conseguente chiusura di molte stazioni lungo la linea (Squillace, Montepaone, S. Andrea J., Badolato, S. Caterina J, Guardavalle);
- che con le scelte compiute nel settore dei trasporti e delle infrastrutture si mortifica il Mezzogiorno e si rende sempre più marginale la Calabria, innanzitutto nel suo versante ionico;
- che la linea ferroviaria ionica decretata nel 1862, un anno dopo l'Unità d'Italia, fu la prima ferrovia della Calabria;
- che già nel 1864 aprirono i primi cantieri, nel 1867 entrarono in servizio i primi treni e nel 1890, attraverso la diramazione Metaponto-Battipaglia, si misero in comunicazione la Calabria (e la Sicilia) con Napoli, Roma ed il nord d'Italia;
- che la linea ferroviaria ionica oltre che mezzo di comunicazione importante per l'intera regione, anche perché la linea tirrenica è stata costruita parecchio tempo dopo, rappresentò un grande fattore di sviluppo per le coste dell'antica Magna Grecia;
- che già dalla metà degli anni ottanta anziché provvedere all'elettrificazione complessiva ed al raddoppio dei binari, per ammodernare una linea ferroviaria ormai centenaria, le Ferrovie dello Stato optarono per il lento e graduale impoverimento della ferrovia ionica, tanto che l'Intercity "Pitagora", operativo fino al 2003, impiegava circa 10 ore per percorrere 400 km di strada ferrata;
- che i trasporti ferroviari in Calabria mantengono ancora oggi un'assoluta importanza sia per le varie esigenze dei cittadini che per lo sviluppo e l'economia dei territori;
- che in Calabria c'è forte preoccupazione per il progressivo depauperamento della linea ferroviaria ionica tanto che nel corso degli ultimi anni sono stati numerosi gli incontri e le iniziative da parte dei cittadini, amministratori locali e comitati per la difesa ed il potenziamento delle ferrovie in Calabria;
- che a questo si aggiunga che nel corso degli anni numerose sono state le proteste degli utenti, ed in particolare dei pendolari, per i ritardi, la vetustà del materiale rotabile, la sporcizia e gli atti vandalici, culminate con il ritrovamento di zecche e pulci la scorsa estate sui treni a lunga percorrenza;
- che su quanto esposto sino ad ora lo scrivente ha presentato diversi atti di sindacato ispettivo nella scorsa legislatura;
si chiede di sapere
- se non ritenga necessario intervenire nei confronti di Trenitalia S.p.A. per evitare la soppressione dei treni sopraindicati;
- quali iniziative si intendano mettere in atto al fine di invertire la tendenza allo smantellamento del servizio ferroviario ionico calabrese;
- quali iniziative si intendano mettere in atto affinché la società Trenitalia garantisca un servizio adeguato, tenendo conto anche delle caratteristiche territoriali della Calabria, della vastità dell'utenza, della condizione socio-economica e del diritto civile e sociale alla mobilità della popolazione calabrese.

(gilbotulino.it, 8-11-2006)

 
 
Sostituzione dei contatori illegittimi i conguagli

Vittoria giudiziaria del Codacons in materia di maxiconguagli Enel. La vicenda nasce dall'invio dell'Enel a una famiglia catanzarese di una bolletta dell'importo di migliaia di euro relativa a consumi di energia elettrica a causa della sostituzione dei «vecchi» contatori a disco con i nuovi elettronici. Il Giudice di Pace, nell'accogliere la tesi del Codacons, ha contestato la fatturazione dei consumi in quanto "la prassi adottata nel settore, in realtà ,non può ritenersi certa ed esente da vizi". Il riferimento è al contraddittorio con l'utente e al fatto che il nuovo contatore misurasse realmente zero.
Pronta la replica dell'Enel che ha annunciato l'impugnazione della sentenza. «Enel ribadisce la legittimità del proprio operato circa le modalità di sostituzione dei vecchi contatori con i nuovi di tipo elettronico, nonchè la correttezza dei consumi addebitati nel caso in questione, come testimoniato anche dalla foto scattata all'atto della sostituzione».

Gazzetta del Sud
(gilbotulino.it, 8-11-2006)

 
 

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