Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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giovedì 9 novembre 2006

 

Badolato, paese dove il malaffare si annusa nell'aria

Da: Pirri
Data 09/11/06 4:31:26 pm
Oggetto: l'inglese

Per La Radice, a Francesca Viscone


C'è stato un Inglese nel 1700 (forse la data è falsa) che, passando da badolato, dopo aver visitato la provincia di RC (S.Luca, Platì, Locri, Bova ecc…) parlandone benissimo, vedendo Badolato, da lontano, scrisse: "paese dove il malaffare s’annusa nell'aria".
   E passò dritto senza fermarsi.
  
Pirr@hotmail.it

Nota di Gil: La riflessione è dettata dall'articolo "La monumentalizzazione dell'inesistente" della scrittrice Francesca Viscone apparso sull'ultimo numero de "La Radice". Per vostra comodità e perché molto interessante, dal mio punto di vista, ve o riporto sotto.
 

(gilbotulino.it, 9-11-2006)

 
 

Rivedere l'affresco  abilmente restaurato ci riempie di gioia
Affresco ritrovato, un grazie di cuore anche a  Raffaele Ermocida
Ora proteggiamolo con una vetrata

Da: Pasquale Rudi
Data 09/11/06 11:58:48 am
Oggetto A proposito dell'affresco ritrovato

Caro Gil, una volta tanto si viene a sapere di aspetti positivi e gratificanti che onorano il nome di Badolato e la cittadinanza tutta. Chiaramente non è tutt'oro quello che luccica ma grazie all'amore di alcune persone nei confronti della nostra amata Terra di Badolato, si riesce ad ottenere e a conseguire risultati inimmaginabili.
   Se l'affresco è stato portato alla ribalta Nazionale grazie alla rete di comunicazione di "Legambiente", un altrettanto grazie di cuore va rivolto ad una persona che ha voluto fortemente il restauro dell'affresco in questione: Raffaele Ermocida (U Rizzerhu ).
   Il nostro Raffaele ormai non c'è più e non ha potuto gioire insieme a noi tutti dell'avvenuto evento.
   Quella sera del rocambolesco ritrovamento dell'affresco c'era anche lui, insieme al sottoscritto, a Pasquale Schiavone e Andrea Piroso e non vi nascondo che una forte emozione ha preso tutti noi nel momento dell'apparizione della Santa Giovinetta. Sapevamo di aver scoperto qualcosa di molto importante per la Cultura e il Patrimonio Artistico Regionale e contattammo subito le autorità preposte alla tutela e conservazione delle opere d'arte ritrovate.
   Oggi, rivedere l'affresco abilmente restaurato, ci riempie enormemente di gioia ed i motivi che ci portano a gioire sono la consapevolezza di aver contribuito, nel nostro piccolo a riportare alla luce qualcosa che ha a che fare con la nostra storia e la nostra cultura.
   Affinché tutto ciò non vada perduto e messo nel dimenticatoio (sarebbe un vero peccato, e in questo Noi siamo abili e maestri), sarebbe opportuno che l'Amministrazione Comunale e la Confraternita, si adoperassero per il migliore utilizzo dell'evento.
   Mi permetto di dare un piccolo consiglio a quanti gestiscono e tutelano l'opera rinvenuta: Proteggere l'affresco con una vetrata, per evitare che il tatto continuo delle mani vada a danneggiare irrimediabilmente l'opera.
   Cordialmente, Pasquale Rudi

(gilbotulino.it, 9-11-2006)

 
 

La monumentalizzazione dell'inesistente

di Francesca Viscone (*)

A Filadelfia, dove vivo, esiste un monumento ai caduti a mare. Questo, che è peraltro un paese di montagna, di soldati periti in acqua non ne ha mai avuto nemmeno uno. Abbiamo anche un normale monumento ai caduti, ma nessuno mi aveva mai spiegato che fosse dedicato solo ai caduti a terra. Ogni anno celebriamo due diverse feste della vittoria, per guerre che abbiamo regolarmente perso, in due quartieri diversi dello stesso paese, nella stessa giornata. La banda suona due volte. Ci sono due sfilate, due discorsi ufficiali, uno per celebrare una festa nazionale, un altro per omaggiare gli eroi che non abbiamo. In compenso, ignoriamo la giovane donna colpita da raffiche di mitragliatrice alla fine della seconda guerra mondiale, mentre prendeva l’acqua alla fontana Ficarazza. Nè una targa, nè fiori. Eppure, su una parete sono ancora visibili le tracce lasciate dai proiettili. La città di Mainz, invece, alla fine della prima guerra mondiale inserì nell’asfalto di una strada una lapide in memoria di una giovane madre che, uscita per comprare il latte per i suoi bambini, fu sorpresa dai bombardamenti e uccisa. Questa storia è nota in tutto il mondo e la scrittrice Anna Seghers descrisse quella lastra di marmo sull’asfalto come uno dei ricordi più cari della sua città natale.
Nell’area archeologica di Castelmonardo, paese distrutto dal terremoto del 1783, i contadini salgono con le ruspe, aprono nuove strade, incuranti di distruggere così i ruderi. Chi avrebbe potuto impedire questa barbarie (che per me equivale alla distruzione delle statue di Budda da parte dei talebani) non lo ha fatto. E, anzichè provvedere alla tutela del territorio, impedendo che fatti simili si ripetano, va in cerca di finanziamenti e fondi per pulire il sito. Come se, per un intervento ordinario, ci fosse bisogno di misure straordinarie.
   Ignoriamo la storia e l’identità dei nostri luoghi, il più delle volte mortificandoli. Incapaci di vedere e di valorizzare ciò che abbiamo, lo distruggiamo pure. In compenso inventiamo quello che non c’è e pretendiamo di spacciarlo per vero. Vendiamo patacche. Tutto qui. C’è dell’eroismo in questo? Qualcosa che meriti di essere ricordato come modello positivo?
   Ho preso le mosse da un caso non isolato e distante da quello di Badolato solo per sottolineare che esiste una tendenza alla rimozione dell’identità reale, scomoda, non sempre visibile al primo sguardo. `E9 come se la gente, e le nostre amministrazioni al seguito, convinte che qui non ci sia nulla, facessero a gara a inventare il bello che non c’è, mentre un’altra gara si corre altrove, nel tentativo di distruggere l’esistente, di cui non si comprende il senso.
   Le vicende di Badolato di questi ultimi decenni mi sembrano ancora più significative, poichè rischiano di diventare storia di provocazioni, burle, bluff, progetti falliti e realtà virtuali.
   Ho un ricordo ancora nitido dei giovani che lanciarono in tv la provocazione “Badolato paese in vendita” a cui dedichiamo un intero numero de la radice. Mi tornò in mente, allora, il senso dell’umorismo e il gusto per lo sfottò tipico dei paesani. Poi, la faccenda per me si chiuse: era chiaramente una burla. A questa ne seguirono altre: circolavano voci di potenti personaggi che volevano acquistare il paese in blocco. Si sentirono i nomi di Berlusconi, di Geddafi.
   Ma fu davvero soltanto una provocazione? Non sembrerebbe, se è vero che il paese stesso discusse e si divise tra favorevoli e contrari. Contrari a che cosa? Alla provocazione o alla vendita?
   Badolato fu conosciuto e ricordato in tutta Italia come “paese in vendita”, finchè un altro evento importante non creò un’immagine ancora più forte. Dal 1998 divenne il paese dei kurdi. Anche questa poteva essere una provocazione positiva e, in un certo senso, lo fu.
   Possiamo giudicare la storia di un intero borgo sulla base di una serie ventennale di provocazioni e sulla base dell’immagine che la stampa ha colto, costruito e diffuso?
   I mass media hanno dimostrato di avere raramente la capacità di approfondire la conoscenza dei fenomeni e molto più spesso quella di creare mondi virtuali, paralleli e per certi versi opposti a quelli reali. Anzichè farci comprendere meglio il mondo in cui viviamo, essi hanno finito con il crearne un altro, solo apparentemente migliore. La nostra vita ideale scorre veloce e carica di messaggi subliminali sul piccolo schermo, centinaia di volte, ogni giorno. Storielle di trenta secondi racchiudono la quintessenza della nostra felicità: il mercato universale. Tutto si può vendere e tutto si può comprare, ognuno di noi può essere eroe per un giorno.    Naturalmente lasciando a chi di dovere il compito di amministrare, gestire, organizzare, cambiare in meglio o in peggio la cosa pubblica, che ormai appartiene sempre più a pochi.
   Persino il paese dei kurdi non fu solo un progetto in parte realizzato e in parte fallito tra mille difficoltà. Fu anche il prodotto di una campagna mass mediatica incapace di cogliere la complessità dei fatti, la discrasia tra intenzioni e realtà, tra speranze e disillusioni. Divenne un luogo comune, uno stereotipo, che oggettivamente escludeva la comprensione delle più diverse sfaccettature e persino i mille problemi che kurdi, organizzatori, amministratori e la gente del posto dovettero affrontare. Naturalmente, il fallimento del progetto non è mai stato preso in considerazione dai mass media: troppo faticoso indagare, spiegare, chiedere, interpretare. Meglio continuare a diffondere favole.
   Ma torniamo alle tante provocazioni che sono sorte intorno a Badolato. In questi ultimi anni l’attività creativa di quelli che allora (siamo nel 1986) erano giovani provocatori, sembra essersi fatta più intensa. Non le ricordo tutte, ma proverò a raccontarne alcune: il cimitero online (mentre quello vero va in rovina, qualcuno pensa già a sostituirlo con preghiere ai morti recitate davanti a un monitor), l’Università dei popoli (una bella biblioteca privata; in realtà nel paese non c’è nemmeno una scuola superiore), Badolato patrimonio dell’Unesco (in un primo tempo scrissero che lo era, poi si scoprì si trattava solo di una proposta). Altre? `E9 di questi giorni l’idea di promuovere i luoghi del sonno. Ma questa è la realtà, non una provocazione... Tanto per sottolineare ancora quale immagine di Badolato è stata recepita dai mass media: ci fu persino un servizio televisivo sull’inaugurazione dell’Università dei popoli. Mostrarono immagini di repertorio: il paese di giorno, il paese di notte, i vicoli dolcemente illuminati, le strade vuote. Niente di strano: al carnevale di Filadelfia fu dedicata una trasmissione di diversi minuti. Nessuno si accorse che le strade erano vuote e che non c’erano carri: la nebbia era fittissima e non si vedeva a un palmo dal naso. Il giornalista, che voleva filmare quello che non avevamo - i carri di carnevale - finì con il diffondere l’unica vera immagine-metafora del paese: u’ camulusu, la nebbia, appunto.
   I gesti eclatanti di Mimmo Lanciano hanno sempre trovato spazio sui giornali locali e non. E di seguaci ne ha avuti molti, dentro e fuori paese. Consideriamolo quindi espressione di un sentire comune. Vogliamo riconoscergli il merito di aver interpretato i sogni segreti, le fantasie, le ambizioni di un paese che si è visto perso, che rischiava di diventare deserto e alla fine si è inventato una nuova carta di identità, come se ciò bastasse per trasformarlo in un nuovo mondo?
   Quando avete invitato la gente a venire a Badolato, richiedenti asilo e compratori di case, avete assunto nei confronti di queste persone degli impegni. Bisognava garantire qualcosa in più di un posto dove pernottare: servizi, qualità della vita, abitabilità. Mi chiedo se tutto ciò sia stato fatto. Mi chiedo se Badolato sia veramente il mondo ideale di cui da anni ormai leggiamo sui giornali. `E9 esistita davvero questa simbiosi perfetta tra amministratori lungimiranti e abitanti amanti del multiculturalismo? Credo che questa sia stata la più grande operazione di marketing che sia mai stata realizzata per un paese così piccolo.
   Ho scritto Le porte del silenzio anche perchè ho creduto in quel progetto fantastico, così come ci hanno creduto le persone che in quel lavoro mi sono state accanto, prima di tutto Renate Siebert, che ne ha scritto la postfazione. Oggi provo solo delusione e amarezza. Non voglio discutere delle ragioni che portarono al fallimento di quel progetto, ma è un dato di fatto che questo fallimento non è stato sufficientemente analizzato e discusso in pubblico. Sono convinta che si dovrebbe ripartire proprio da questo: da una riflessione sul vecchio e sul nuovo. Senza un’analisi delle cause e degli effetti non si può lavorare con generosità e onestà. Qualità che riconosco alla gente di Badolato. Il rischio, altrimenti, è quello di rifare sempre gli stessi errori. Sempre che gli errori non siano funzionali al sistema.
   Mi chiedo, inoltre, chi abbia tratto beneficio dalla provocazione del paese in vendita? Nessuno può più pensare di cambiare il destino di questa terra solo perchè ha venduto o fittato degli immobili. Questo è business, non politica. Non è nemmeno cultura, se proprio vogliamo dirlo. Perchè in tutti questi anni non è stato aperto un museo? Perchè le chiese continuano a rimanere chiuse?   Perchè non esiste una sola guida turistica accreditata? Che ha da offrire Badolato a quelle persone che, sull’onda di una gigantesca campagna stampa, vi si sono trasferite? Non vi sentite responsabili nei loro confronti?
   C’è da sempre un’incongruenza in questa regione, come già scrisse Placanica: lo scarto tra il vissuto e il sognato. `E9 come se con gli anni i paesi avessero prodotto un loro doppio, un’immagine idealizzata che non trova riscontro nella realtà. C’è una schizofrenia di fatto che si diffonde a macchia d’olio, come un contagio maligno. La fuga dalla realtà diventa l’unico modo per sopravvivere senza essere costretti alla fatica di cambiarla. Ma è solo un modo per non evolversi, una panacea momentanea: non risolve il male di vivere qui, in uno stato diffuso di impotenza civile.
   Continuiamo a mandare via i nostri giovani. Persino Lanciano è stato costretto ad emigrare. E adesso si vendica così: vi ricorda che esiste, sommergendovi di comunicati stampa. Non vuole essere dimenticato: è un pezzo di Badolato che vuole sopravvivere all’assenza, che continua a chiamare dall’aldilà in cui continuiamo a mandare tutto: intelligenze e risorse. Cultura e ambiente.
   Una società che si impone di non crescere, di non valorizzate le idee, le menti, i talenti che pur ci sono e che, quotidianamente, subiscono una sconfitta epocale, è una società profondamente malata. Inutile farsi illusioni: di questi mali si muore. Nessuno creda che qui le cose accadano o non accadano per incapacità o per caso. `E9 una scelta precisa il disagio in cui viviamo. La monumentalizzazione dell’inesistente, sia se fatta in buona fede sia se compiuta in maniera truffaldina, non è altro che l’espressione di una perdita di contatto con la realtà, espressione di un diffuso malessere sociale.
   La democrazia, questa sì una grande invenzione, sta nella capacità dei singoli di non avere padroni e, soprattutto, di “immischiarsi” nell’amministrazione della cosa pubblica. Bisogna saper promuovere un cambiamento nel corso delle cose, un cambiamento che avvenga alla radice, in profondità. Altrimenti, è meglio tacere. Meglio non essere complici. Il travestimento della realtà spinge alla creazione di un mondo attraente ma inesistente. Vuol dire che la democrazia è morta e che noi siamo diventati epigoni.

La Radice, anno XII, n. 3, 30 settembre 2006

(*) di Francesca Viscone, scrittrice e giornalista, trovate qualcosa su gilbotulino usando il motore di ricerca interno.
 "Le porte del silenzio" si trova su gilbotulino in regalo per tutti i badolatesi, per volontà di Francesca.


(gilbotulino.it, 9-11-2006)

 
 

Badolato, contraddizioni e speranze

di Imelda Bonato

Mi sento triste e quasi senza parole, di fronte a questo ennesimo atto violento e intimidatorio, avvenuto a Badolato, nei confronti di Pasquale Andreacchio, al quale esprimo la mia affettuosa amicizia e solidarietà. Ogni volta che succedono questi fatti gravissimi, che feriscono profondamente non solo la comunità badolatese, mi sento anch'io colpita e mi interrogo sulsenso del mio fare, sulla scelta di essere in questo luogo per lunghi periodi dell'anno.
Nemmeno una protesta popolare, nemmeno, una fiaccolata è stata organizzata contro queste continue aggressive intimidazioni. Nonostante tutto continuo a interessarmi e avere speranza non solo per questo paese.
Badolato: un microcosmo denso di storia, di cultura e di avvenimenti, di contraddizioni, che offre ancora tante possibilità di lettura, e che in qualche modo, si presta a essere, nelle mie intenzioni, un paese rappresentante du tanti altri paesi del sud. Sono tante le emozioni e i ricordi del mio primo incontro con Badolato.
[...]
   In Badolato, l'armonia e la bellezza del luogo sono invitanti, il paese è amato anche dalle tante persone che hanno una casa per le vacanze, ma non bastano queste presenze per sviluppare l'economia e la vita sociale del paese. Le autorità competenti devono prestare una particolare attenzione alle ristrutturazioni in atto: è l'insieme architettonico cha va evidenziato, non la singola casa che resta comunque la preziosa tessera di un mosaico.
   Qualcosa si sta muovendo anche in questo paese, ci sono fermenti positivi, potenzialità che hanno bisogno di essere elaborate. Ma c'è difficoltà di fare "Rete", di condividere esperienze. E' un periodo storico questo, allentato di valori, il mito del benessere senza regole e la massificazione del vivere rischiano di investire tutti.
Dove sono le istituzioni? Basta vedere il medioevo della statale 106, la dimenticanza e la distruzione della ferrovia. Una vergogna. E' necessario invece che tutte le istituzioni interessate, la comunicazione mediatica assieme a tutti coloro che possono dare il proprio contributo costruiscano un terreno di scambio duraturo: per opporsi alle prepotenze, per rivendicare diritti, per restituire lavoro, per attivare le potenzialità infinite del turismo calabrese, per restituire alla comunità l'orgoglio per la propria terra e la propria cultura.

Punto&@Capo, anno III, n. 11, novembre 2006
(gilbotulino.it, 9-11-2006)

 
 
Unione nazionale
Prenestini è il nuovo segretario provinciale

BORGIA Vincenzo Prenestini è il nuovo segretario della sezione di Catanzaro dell'Unione nazionale dei segretari comunali. Prenestini, attualmente segretario generale della convenzione Borgia/Sant'Andrea Apostolo dello Jonio, è stato eletto all'unanimità e succede ad Antonio Ferraiolo. L'elezione è avvenuta nel corso di un'assemblea provinciale. Il neo segretario provinciale, dopo aver ringraziato il segretario uscente Ferraiolo e il segretario regionale Primerano ha manifestato il proprio impegno a tutela degli interessi della categoria. L'assemblea provinciale ha eletto il direttivo provinciale: Cinzia Sandulli con funzioni di vicario, Peppino Cimino, Giuseppe Scarpino e Sante Vitale.


 

Gazzetta dwl Sud
(gilbotulino.it, 9-11-2006)

 
 
 
 

PER CONTO DI CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - O.N.L.U.S
Via Sergio Piombelli 15, 16159 Genova - tel. 010.6456385 port. 392.4682144 sito http://www.genovaweb.org

 
La Relazione sulla ASL di Locri, della Commissione d'Accesso, è un atto amministrativo, mai secretato!

Da: Per conto di Casa della Legalità e della Cultura
Inviato: giovedì 9 novembre 2006 2.24


 

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - O.N.L.U.S - Sicurezza Sociale
Osservatorio sulla Criminalità e le Mafie
Osservatorio sui reati Ambientali
Sede Centrale: Via Sergio Piombelli 15, 16159 Genova - tel. 010.6456385 port. 392.4682144 sito http://www.genovaweb.org
e-mail osservatoriomafie@genovaweb.org
e-mail osservatorioambiente@genovaweb.org
e-mail Ufficio di Presidenza: c.abbondanza@genovaweb.org
e-mail Genova casadelalegalita_genova@genovaweb.org
e-mail Firenze casadellalegalita_firenze@genovaweb.org
e-mail Locri casadellalegalita_locri@genovaweb.org
e-mail Milano casadellalegalita_milano@genovaweb.org
e-mail Torino casadellalegalita_torino@genovaweb.org
e-mail Roma casadellalegalita_roma@genovaweb.org
e-mail Savona casadellalegalita_savona@genovaweb.org
e-mail La Spezia casadellalegalita_laspezia@genovaweb.org

AGGIORNAMENTO URGENTE - 08.11.2006

sommario:
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1. Indagati con Vittorio Zucconi, Elio Veltri, Roberta Anguillesi e Marco Ottonello ed "altri" Casa della Legalità - Democrazia e Legalità - Repubblica.it, dopo Calabria Ora
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2. Estratto del "seguito" del procedimento penale a nostro carico (insieme a Repubblica.it) con qualche, naturalmente, altra domanda!
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3. Tutte le trasmissioni di Report 24 - del Sole 24 Ore on line sul sito in onda, la lettura della Relazione sulla Asl di Locri, iniziata il 30 ottobre
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4. Ospitalità - scontata e orgogliosa - a Democrazia e Legalità dopo le perquisizioni, i sequestri nelle abitazioni, la censura, è arrivato il "blocco" del sito
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5. Fuori la Talpa di un quasi sconosciuto (Elio Veltri)
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6. Il Dossier sulla Asl di Locri è sempre on line Il dossier che abbiamo realizzato è sempre on line e chissà se.
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7. Abbiamo bisogno di aiuto Ringraziamo gli amici di Torino e gli altri che ci hanno inviato 250 euro
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1. Indagati con Vittorio Zucconi, Elio Veltri, Roberta Anguillesi e Marco Ottonello ed "altri" Casa della Legalità - Democrazia e Legalità - Repubblica.it, dopo Calabria Ora
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E' folle quello che sta accadendo per iniziativa di alcuni sostituti procuratori di Reggio Calabria.
Il silenzio che "copre" questa follia è complice.
In Italia esiste il principio del diritto di conoscenza delle procedure e degli atti amministrativi, ma oggi questo diritto non solo viene messo in discussione, assieme al diritto e dovere dell'informazione pubblica, bensì viene cancellato facendo confusione, voluta e perpetuata, tra atto amministrativo e atto secretato.
La Relazione sulla ASL di Locri, della Commissione d'Accesso, è un atto amministrativo, mai secretato! La procedura amministrativa riservata si è conclusa con il Commissariamento deliberato dal Governo, della Asl di Locri...
clicca qui per continuare:
http://www.genovaweb.org/comunicati_2/08112006_notastampa.htm 

Le interrogazioni parlamentari sulla vicenda dell'On. Falomi e della Sen. Nardini
clicca qui per continuare:
http://www.genovaweb.org/legalita_2/interrogazioni_relazione.htm 

Comunicato del direttore Elio Veltri alla stampa nazionale e a tutti i cittadini democratici.
clicca qui per continuare:
http://www.genovaweb.org/democrazialegalita/elioveltri_sequestro.html 

La relazione amministrativa sulla Asl di Locri della Commissione d'Accesso è scaricabile qui:
http://canali.libero.it/affaritaliani/upload/re/0001/relazione_locri1.pdf
http://www.comunisticalabria.org/studi/relazione_locri.pdf 

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2. Estratto del "seguito" del procedimento penale a nostro carico (insieme a Repubblica.it) con qualche, naturalmente, altra domanda!
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clicca qui per continuare:
http://www.genovaweb.org/estrattinotifica/estrattonotifica.htm 

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3. Tutte le trasmissioni di Report 24 - del Sole 24 Ore on line sul sito
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in onda, la lettura della Relazione sulla Asl di Locri, iniziata il 30 ottobre
dal lunedì al venerdì alle ore 16.00, sabato alle ore 22.30
Con Alessandro Milan - Scrivi alla trasmissione reporter24@radio24.it
Questa trasmissione, sia in diretta radio tutti i giorni, sia on line sul sito, legge la Relazione sulla Asl di Locri della Commissione d'Accesso. Quella stessa relazione che qui è stata oscurata, senza alcuna notifica, comunicazione,
o provvedimento a noi o al nostro legale. Quella stessa relazione che ha portato alla perquisizione con sequestro di materiali, il 27 ottobre all'ora dei "cammorristi", e poi al sequestro del sito il 3 novembre, di Democrazia e Legalità. Una Relazione che non è secretata! Qui di lato potete cliccare e ascoltare alcune delle trasmissioni Reporter24 che sono andante in onda e che sono on line sul server della "nota testata eversiva".
per la pagina dove ascoltare o scaricare tutte le puntate già andate in onda:
http://www.genovaweb.org/legalita_2/radio24_sole24ore.htm

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4. Ospitalità - scontata e orgogliosa - a Democrazia e Legalità dopo le perquisizioni, i sequestri nelle abitazioni, la censura, è arrivato il "blocco" del sito
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clicca qui per continuare:
http://www.genovaweb.org/democrazialegalita/ 

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5. Fuori la Talpa
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Faccio un appello accorato alla Talpa della relazione sull'ASL di Locri, quella che la magistratura sta cercando nei nostri computer.
Cara Talpa, i magistrati ti stanno cercando disperatamente. Molti di noi sono indagati. I nostri siti sono stati sigillati. Ma non è per me, per noi, che mi appello a te. E' solo per salvare il paese. Infatti se tu non vieni fuori, i magistrati indagheranno mezza Italia, le spese della giustizia diverranno insostenibili e le tasse nella finanziaria aumenteranno. Hai in mano le sorti del paese. Ti prego, salvalo. In questo momento solo tu puoi farlo. Poi ci faremo processare insieme perché, per avere pubblicato la relazione, dobbiamo pagare. Se i responsabili dell'omicidio Fortugno e di tutti gli altri omicidi di mafia non saranno assicurati alla giustizia poco importa. Rientra nella normalità del nostro paese. Ma se non paghiamo noi che abbiamo pubblicato la relazione sarà scandalo. Per il bene del paese qualche sacrificio bisogna pure farlo. E' quello che ti sto chiedendo con questo appello che mi auguro i magistrati leggano.
Tuo (sconosciuto) - Elio Veltri

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6. Il Dossiere sulla Asl di Locri è sempre on line Il dossier che abbiamo realizzato è sempre on line e chissà se.
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...potrà essere utile per indagini amministrative o d'altro tipo, scovando gli appalti e le infiltrazioni che grande parte delle società indicate dalla Commissione certamente hanno, non solo, magari in Calabria, ma anche nel nord, ad esempio a Busto Arsizio. Quindi in coda alla pagina speciale di approfondimento sulla Relazione d'indagine amministrativa, il dossier completo di tutte le società indicate dalla Commissione di Accesso, con i dati dalle visure camerali, gli estratti della Relazione, le altre società dei soci delle 'citate' ed un ampia rassegna stampa e web, sempre per favorire informazione e chiarezza.
per la pagina speciale sulla Asl di Locri con il dossier scaricabile
con visure, estratto della Relazione e rassegna stampa
http://www.genovaweb.org/legalita/nella_asl_locri.htm

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7. Abbiamo bisogno di aiuto Ringraziamo gli amici di Torino e gli altri che ci hanno inviato 250 euro
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Ormai siamo davvero agli sgoccioli, non tanto economici quelli li abbiam già esauriti, ma delle forze per riuscire proprio a resistere.
Sappiamo che dire le cose, denunciare le illegalità, non badando al colore politico ma solo alla legalità, al diritto ed all'etica, da fastidio e porta l'orticaria.
Sappiamo che abbiamo prodotto, produciamo orticaria a tanti, da tutte le parti si collochino. Nella politica, nell'imprenditoria, tra i professionisti del sociale.
Abbiamo fatto una scelta. Combattere le mafie, quelle che sparano, come quelle che ormai ben collocate tra i colletti bianchi, per noi non è un gioco.
Non siamo abituati a vedere palazzi abusivi e pericolosi, usati da alcuni per trarre profitto e tacere. Non siamo abituati a vedere appalti truccati e tacere, non siamo proprio abituati davanti ad illegalità e ingiustizie a voltare lo sguardo e tacere, anche se sarebbe conveniente.
E' da prima di agosto che, consci delle nostre forze, abbiamo rinnovato alle istituzioni la richiesta di sostegno (cosa fatta già il 28 febbraio con Nonna Betta).
Ad oggi nessuna Istituzione di questa città a dato risposta concreta, non ha nemmeno voluto tenere un'incontro.
Riusiamo ad andare avanti solo grazie agli aiuti delle persone. Per questo vi dobbiamo, rinnovare la richiesta di aiutarci.
Stiamo anche cercando una nuova sede. Questa come avevamo scoperto e detto (ricevendo insulti dai dirigenti Arci di Genova) è una palazzina abusiva, senza licenze ed agibiltà. Dopo gli interventi dei NAS, della ASL, dell'Edilizia Privata, dei Vigili del Fuoco della PdS, dell'Igiene, della GdF, quanto avevamo detto è risultato esatto.
Noi per ora resistiamo, abbiamo chiesto il sequestro della struttura, ma non possiamo permetterci di restare qui. Non possiamo nemmeno pensare di chiederla in "affidamento", costerebbe troppo metterla a norma.
Con il CSI, il Labyrinth, la Diocesi si sta cercando uno spazio per poter riprendere pienamente le attività e garantire anche l'autofinanziamento. Per ora siamo diventati un'Onlus che le Istituzioni ignorano.
Non sappiamo se riusciremo a resistere ancora molto. Quello che ci impedisce di cedere è il disgusto e la rabbia. Non vogliamo dire, come provocatoriamente a scritto Beppe Grillo sul suo blog: GAME OVER la mafia ha vinto, onore ai vincitori. No, non lo vogliamo dire, perchè sappiamo che non ha vinto e si può vincerla.
Grazie di cuore a chi ci vorrà aiutare.
Sul sito abbiamo aggiornato la pagina con le istruzioni per le sottoscrizioni-donazioni che, essendo ora ONLUS, diventano deducibili. Sempre nella stessa pagina il nuovo conto corrente (come Onlus abbiamo dovuto aprirne uno apposito)
clicca qui http://www.genovaweb.org/sottoscrizione.htm

(gilbotulino.it, 9-11-2006)

 
 

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