Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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giovedì 16 novembre 2006

 
Pasquale Piroso assolto dall'accusa
Abusi sessuali su minori, il fatto non sussiste
Intanto si è fatto 15 mesi di carcere

Pasquale Piroso, difeso dall'avv. Paquale Romeo, è stato assolto dall'accusa di abusi sessuali su minori, perché il fatto non sussiste.
   Pasquale era stato arrestato "in flagranza di reato" il 5 gennaio del 2005 e dopo varie istanze di scarcerazione, tutte rigettate, l'abbiamo visto libero il 6 giugno del 2006.

Nella foto, la prima pagina del Domani del 6 gennaio 2005

(gilbotulino.it, 16-11-2006)

 
 
I misteri dell'Arcobaleno
Al pozzo di Sant'Antoni l'acqua c'è

manca sulu 'a luci

Al pozzo che, in somma urgenza, era stato scavato prima dell'estate, gli è stato messo il cappello, come vedete dalla foto. Potete notare anche che c'è un rigagnolo d'acqua che fuoriesce che si getta in pozza coperta 'e pirhazzi.
   Dunque l'acqua è stata trovata e, diciacà, non bisogna farsi fuorviare dalla esigua quantità che spande: il pozzo può dare una buona quantità d'acqua (diciacà si potrebbe avere un risparmio di 20.000 euro), naturalmente bisogna mettere una pompa a una trentina di metri.
  Il problema, sembra, è che l'Enel ce l'ha con l'amministrazione Arcobaleno. Come si può spiegare altrimenti il fatto che, dopo aver scavato il pozzo, passa tutta l'estate (e l'autunno) ed ancora non è stata attaccata la corrente elettrica? E senza corrente elettrica non si può attaccare la pompa.
  D'altra parte, come vedete, ci troviamo in una zona che, rispetto al campetto di pallamano, potremmo definire "fuori dal mondo", anche se le abitazioni di Vodà non sono molto distanti.
  Misteri dell'Arcobaleno.

Nella foto, la pozza della del pozzo di Sant'Antoni

(gilbotulino.it, 16-11-2006)

 
 

Guardavalle. Ieri, l'assemblea organizzata dalla Cisl
Problematiche dei trasporti regionali e nazionali, le proposte

   1) Creare un sistema di Trasporto locale integrato (gomma e ferro) fruibile con un unico titolo di viaggio.
   2) Ripristinare le fermate in tutte le stazioni dei treni regionali cadenzati che oggi fermano solo a Monasterace – Soverato – Catanzaro. In futuro, con l’apertura della variante CZ – Germaneto - Lamezia T. Le nostre comunità hanno diritto di utilizzare questi collegamenti celeri e sicuri per raggiungere il capoluogo per i più svariati motivi. Un collegamento diretto con i campus universitari di Germaneto consentirebbe un notevole risparmio di risorse a quelle famiglie impossibilitate a sostenere l’affitto di una camera, per i propri figli, a Catanzaro.
   3) Utilizzare nella fascia oraria 06,00 - 09,00 un treno di massima composizione che trasporti i passeggeri, nelle ore di punta, presso i posti di lavoro e di studio. Viceversa, utilizzare un treno  di massima composizione per il ritorno, nella fascia oraria 12,00 – 15,00. 
   4) Gli Autobus risparmiati nella fascia 06,00 - 09,00 utilizzarli nei buchi di orario dalle 09,00 alle ore 13,00 quando la richiesta di mobilità anche se e minore interessa gli orari dei servizi offerti a Badolato dall’A.S. 7 (Consultorio-Diabetologia, Ritiro risultati ecc. ecc.) rendendoli fruibili anche agli anziani e a chi non è provvisto di mezzo proprio o vuole rinunciare a utilizzarlo.
   5) Garantire i collegamenti (in determinati orari) dalle frazioni montane e collinari alle marine o agli scali F.S (esempio Guardavalle S.- Guardavalle Marina).
   6) Integrare l’orario di Trenitalia con collegamenti da Lamezia Terme verso Locri e/o Crotone in modo da garantire la coincidenza con gli ultimi treni Eurostar e Intercity in arrivo da Roma  (l’ultimo treno direzione Locri parte alle ore 19,13 lasciando scoperte le coincidenze con Eurostar e Intercity in arrivo alle ore 19.37 - 20.27 - 22.22 - 22.37
   7) Garantire collegamenti, da e per, la direttrice Jonica in funzione degli aerei più importanti in arrivo all’Aeroporto di Lamezia Terme collegandolo con un servizio navetta (autobus di  città) alla stazione di Lamezia Terme
   8) Lanciare una campagna di informazione che rieduchi la comunità all’utilizzo dei trasporti pubblici ed in particolare dei treni Pubblicizzare e affiggere un orario unico, in prossimità delle Stazioni F.S. e nelle pensiline delle fermate degli autobus, che comprenda dettagliatamente tutte le corse (andata e ritorno) dei mezzi pubblici (autobus e treni) durante l’arco della giornata.

      I punti elencati e discussi vengono integrati da altre proposte scaturite dagli interventi

   9) Organizzare un consiglio comunitario di tutti i sindaci del Comprensorio presso la Comunità
Montana “Versante Jonico” di Isca sullo Jonio (cz)

   10) In assenza di risposte immediate ed esaurienti organizzare insieme, ai Consigli Comunali e tutti i politici del Comprensorio un azione di lotta forte, incisiva e pacifica.


Nella foto, gli interventi

Hanno partecipato all'assemblea: Guardavalle Online; Gil Botulino;, Rappresentanti Sindacali CISL Regionali e Provinciali; Rappresentante Sindacale C.G.I.L. Guardavalle; Consigliere Provinciale Forza Italia; Consigliere Provinciale UDEUR; Sindaco di Guardavalle; Assessori Comune di guardavalle; Consiglieri Comune di Guardavalle; Presidente Comunità Montana “Versante Jonico” Isca J.; Consiglieri Comunità Montana “Versante Jonico” Isca J.; Segretario DS  Guardavalle; Presidente Forza Italia Guardavalle; Segretario U.D.C. Guardavalle; Coordinatore Margherita Guardavalle; Coordinatore Movimento Guardavalle Domani; Centro Anziani Guardavalle; Comitato per la 106 Badolato; Comitato Potenziamento Rete Ferroviaria Jonica Roccella J.; Presidente Proloco Guardavalle; Cittadinanza;
Moderatore Prof. A. Piperata Direttore Soverato 1.
 

(gilbotulino.it, 16-11-2006)

 
 
Relazione della Commissione d'accesso sulla Asl di Locri
L'invito alle Scuole del Vice Ministro degli Interni Marco Minniti
Trascrizione dell'intervento ad AnnoZero (Rai)

”Penso che la Relazione della Commissione d’Accesso sulla Asl di Locri debba essere letta nelle scuole, debba essere diffusa, deve essere conosciuta perché considero quel documento un documento assolutamente fondamentale per comprendere quale è la capacità di infiltrazione della mafia e della ‘ndrangheta. Perché lei mi chiederà: come è possibile che la ‘ndrangheta che c’ha quel giro di denaro di cui ha parlato prima Michele Santoro (*), perché si interessa della nomina del Primario? Eppure si interessa della nomina del Primario. Il problema è che la ‘ndrangheta si occupa anche di queste cose, perché la partita vera che si gioca in Calabria, come in altre parti del nostro Paese, è la questione della sovranità e chi comanda veramente sul territorio. E se uno comanda veramente sul territorio, deve poter decidere anche i Primari. Se no, altrimenti, non comanda”.

(*) Le cifre fornite (da Marco Travaglio) durante la trasmissione sul “giro di denaro della ‘ndrangheta”, sono:
- la prima “azienda” in Calabria è la ‘ndrangheta con un fatturato, secondo la Dia, di 36 miliardi di euro annui, che è più del fatturato delle attività legali.
- la seconda azienda della Calabria è la politica, perché quasi tutta l’industria è assistita o da fondi europei o regionali: dal 2001 al 2006 l’Europa ha rovesciato in Calabria 1 miliardo di euro, ed il Governo e la Regione altri 4 miliardi di incentivi alle imprese. Nei prossimi 7 anni arriveranno dall’Europa 7 miliardi di euro. Poi c’è il business della Sanità che occupa i 2/3 della spesa regionale.

Ascolta - clicca qui

(gilbotulino.it, 16-11-2006)

 
Da domani nelle sale italiane il film "Ma l'amore sì"
Le canzoni del cantautore calabrese Claudio Sambiase

di Domenico Lanciano

Claudio Sambiase, il celebre musicista di Zagarise (Catanzaro) da decenni residente in Milano, non è nuovo come autore di colonne sonore per film di successo. Questa volta sono sei le sue canzoni che imperlano il tanto chiacchierato film "Ma l'amore sì" che debutta il prossimo venerdì 17 novembre nelle più importanti sale italiane.
   In questa commedia tipicamente italiana, protagonista assoluta è la Calabria, la quale, attraverso la famiglia Jorio di Diamante, compiaciuta ed esibita patria del peperoncino, si dispiega nelle tematiche attuali più ricorrenti ed emblematiche. Dopo quasi un'esistenza vissuta in provincia, i Jorio si trasferiscono a Roma, dove sperimentano i conflitti socio-culturali tra le rigide regole del sud tradizionalista lasciato alle spalle e le aperture internazionali  di una metropoli che mette a dura prova la capacià di adattamento.
   Ovviamente vincono i giovani, quindi il futuro.
   Firmato dai registi Tonino Zangardi e Marco Costa, l'attesissimo film si avvale di attori che attualmente vanno per la maggiore, come Alessandro Haber, Anna Maria Barbera, Andrea Tidona, Lorenzo Balducci, Marisa Limosani.

Nella foto, Claudio Sambiase

(gilbotulino.it, 16-11-2006)

 
 
 
A proposito della monumentalizzazione dell'inesistente
Orgoglio Monferrino

di Claudio Martinotti

Personalmente è da almeno una ventina di anni che mi occupo in modo continuativo di promuovere il nostro territorio, che per meglio esser preciso definirei "Monferrato", non riferendomi solo al casalese. Dapprima esclusivamente dal punto di vista delle mie più specifiche competenze di ambientalista operativo, quindi cercando di tutelare e valorizzare l'ambiente, poi ho cercato di farlo anche in altri ambiti, durante il mio peregrinare per l'Italia per "esportare" il know how acquisito nel volontariato, e ad esempio collaborando all'avviamento del GAL Basso Monferrato.
   In tutte queste occasioni di impegno individuale, ho cercato sempre di seguire un filo conduttore strategico: cercare ciò che unisce, far confluire tutte le risorse disponibili, coordinare tutte le iniziative e le forze, evitare dispersioni e frammentazioni, ecc. ... Più aumentava la mia esperienza e più mi era chiaro quale doveva essere l'obiettivo primario di un simile sforzo individuale, con la speranza che diventasse sempre più condiviso da altri: ricercare le proprie radici storiche e culturali, individuare un'identità collettiva autentica cui la comunità possa aderire sentendosi parte attiva, partecipando con senso di appartenenza, creare cioè un'identità "nazionale".
   A questo punto posso già anticipare le eventuali critiche: ma noi abbiamo già un'identità nazionale! Lo credete davvero? In realtà il nostro piccolo Paese (geograficamente) è un Continente in miniatura, per le incredibili differenziazioni etniche, culturali, antropologiche, storiche, ecc. che qualsiasi studioso ed appassionato di una qualunque di queste discipline scientifiche può riscontrare (siamo non casualmente il Paese con il maggiore patrimonio culturale al mondo). Non a caso sono stati migliaia gli studiosi stranieri che da ogni parte del mondo sono venuti in Italia a condurre i loro studi, ad esempio di glottologia, tanto per citare una disciplina che rende bene l'idea di cosa intendo, in quanto nel nostro microcontinente si parlano centinaia di lingue diverse (dialetti locali e minoranze linguistiche).
   Quindi tornando al tema conduttore, la nazione cui mi riferisco, che lo è stata per circa sette secoli e mezzo, è il MONFERRATO (con gli Aleramici, i Paleologici, i Gonzaga). Sapendo quanto sia vano proporre qualcosa quando i tempi non sono maturi (avendolo appreso soprattutto dal mio impegno ambientalista ... "nemo profeta in patria"), ho atteso pazientemente di cogliere qualche segnale in tal senso per poter dare il mio modesto contributo in questa direzione.
   Le condizioni fino a qualche anno fa non erano certo favorevoli, il pregiudizio e la disinformazione erano dominanti e costituivano una barriera invalicabile. Proporre ad esempio, durante il mio periodo di collaborazione col GAL, la ricerca di alleanze con gli astigiani era stato accolto con molta ostilità (da entrambe le parti, ad essere sincero). I pregiudizi, i campanilismi, le rivalità, ecc., erano troppo forti. Però proseguire in quel modo di agire così limitativo, abbiamo visto tutti, quali conseguenze penalizzanti ha portato alla nostra località, in particolare a causa della rivalità con Alessandria (che sarà pure suffragata da secoli di storia, ma ormai è anacronistica ed andrebbe superata con un atto di consapevolezza liberatoria reciproca ...).
   Quindi riassumendo sinteticamente: ogni tentativo di proporre alleanze vere e solide (consapevoli) con altre comunità contigue, per valorizzare l'Identità che abbiamo in comune (l'appartenenza al Monferrato come Nazione storica), era stato sempre vano, interpretato con sospetto e quindi rigettato. Ed inoltre c'era una ulteriore difficoltà, la conoscenza della Storia del Monferrato era assai scarsa, riduttiva e pregiudiziale, sia per penuria delle fonti disponibili (e non mi riferisco solo ai testi redatti dagli storici, ma all'accessibilità e divulgazione pubblica), ma soprattutto per la disinformazione (cui ho già fatto cenno prima).
   I meglio informati, soprattutto tra i personaggi pubblici, al massimo sapevano che i possedimenti del Marchesato di Monferrato erano stati estesi fino in Liguria (in prov. di Savona), ed erano prevalentemente convinti che il Monferrato fosse essenzialmente casalese, con Casale come Capitale e qualche estensione territoriale nell'astigiano, ma erano molto lontani dall'averne una conoscenza accurata. Ed ancora adesso, se si rendesse pubblica la lista delle località che sono appartenute (anche per lunghi periodi) al Monferrato, si rimarrebbe stupiti, per l'impressionante estensione territoriale che ebbe nel periodo di massima espansione (centinaia di località, tra cui numerose città, in quelle che sono attualmente dodici province e tre regioni). Erano conoscenze perlopiù riservate agli "addetti ai lavori", cioè agli storici, e neppure tutti quanti. Recentemente però le condizioni sono cambiate.
   Negli ultimi anni sono aumentati gli studi storici condotti sul Monferrato (tesi di laurea ma anche studi monografici e specialistici), gli storici hanno aumentato i contatti, gli scambi e le collaborazioni tra di loro (forse anche per merito della tecnologia disponibile ...), ed alcuni hanno intrapreso delle brillanti iniziative di promozione del Monferrato proponendole alle autorità politiche locali e soprattutto alla popolazione, con una serie di incontri divulgativi e di convegni di studi specifici.
   Mi riferisco in particolare alla straordinaria attività svolta dal "Circolo Culturale Marchesi del Monferrato" e dal Prof. Roberto Maestri che lo presiede, che raccoglie decine di qualificati studiosi ed anche personaggi prestigiosi a vario titolo interessati (ad esempio componenti di qualche ramo famigliare delle ex dinastie regnanti nel Marchesato), che in un lasso di tempo brevissimo e cogliendo l'occasione dei 700 anni dall'arrivo dei Paleologi in Monferrato ha svolto un prezioso lavoro di tessitura culturale e sociale, proprio nella direzione che io da anni auspicavo: unire le comunità locali in un'identità storica comune, superando sterili campanilismi ed anacronistiche rivalità, portando conoscenza dove dominava l'ignoranza (nel senso proprio di coloro che ignorano ...). Vi consiglio in proposito di visitare il sito web del Circolo http://www.marchesimonferrato.com ricchissimo di documentazione, progressivamente inserita, sicuramente il più esaustivo che esista in rete sulla Storia del Monferrato.
   Io che sono impegnato nel volontariato ambientale da quasi un trentennio, ho un motivo particolare per essere fiero e grato a coloro che collaborano a queste iniziative, in quanto svolgono anche loro una qualificata attività di volontariato, in quanto non sono remunerati a nessun titolo, non avendo neppure un rimborso spese quando partecipano in qualità di relatori agli incontri pubblici organizzati.
   Un altro motivo che desta in me consenso ed ammirazione è il riscontrare che la maggioranza di questi studiosi che fanno "volontariato" per diffondere la conoscenza storica del Monferrato, non provengono neppure dalle aree che comunemente si riconoscono appartenute al Monferrato, come ad esempio il casalese (essendo stata Casale, con Chivasso, una delle due principali capitali del Marchesato).
   Rilevare che le istanze motivazionali verso questo obiettivo di interesse comune siano emerse in persone apparentemente distanti e "meno motivate", e riscontare che alle iniziative di divulgazione organizzate finora partecipa solitamente un folto pubblico, mi ha indotto a ritenere che vi sia in corso un fenomeno di valorizzazione che trascende la nostra capacità logica di interpretare la realtà e prevederne gli esiti.
  Ascoltare persone non casalesi affermare in occasioni pubbliche, che occorre promuovere l'Orgoglio Monferrino, che occorre sentirsi fieri di essere monferrini ... mi ha positivamente sorpreso e fatto sperare che finalmente i tempi stiano cambiando, consentendoci di uscire dall'isolamento che si è protratto per troppo tempo.
   Queste iniziative hanno creato i presupposti per favorire processi sinergici che sfoceranno in progetti estesi e condivisi che promuoveranno il Monferrato a livello europeo, ma occorre che tutti coloro che vi concorreranno a vario titolo, abbiano in mente una condizione "sine qua non", che devono quindi ritenere prioritaria ed inviolabile, il "rispetto per la storia", che non può e non deve essere falsata e strumentalizzata, non la si deve "prostituire" per pervenire ad obiettivi di dubbia qualità e dignità, che purtroppo sono tanto diffusi in questa nostra effimera società dell'immagine, del consumismo sfrenato, e dello sviluppo oltranzista.
   Noi che abbiamo la fortuna di avere alle spalle secoli di storia vera di cui andare fieri, non dobbiamo corromperla per finalità che non la rispettino. Pertanto qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere a livello politico e sociale, per promuovere il nostro Monferrato, ci si deve rivolgere agli storici, che apportino il loro contributo di serietà e conoscenza per evitare passi falsi rischiando di renderci ridicoli, in un'epoca in cui centinaia di località si reinventano la storia producendo delle specie di fiction o reality per attirare turisti. Noi non ne abbiamo bisogno, ed è la storia stessa che lo dimostra.
   La nostra credibilità deriva dalla storia stessa, occorre però porre le condizioni affinché gli studi sul Monferrato possano proseguire con carattere di continuità, meglio quindi se pianificati a lungo termine e strutturati con criteri lungimiranti, ricorrendo a indispensabili finanziamenti mirati e graduali, in quanto oltre all'impegno professionale degli specialisti occorre considerare che i documenti da consultare sono sparsi in una miriade di Archivi di Stato e privati, diocesani, notarili, comunali, ecc., in vari capoluoghi italiani oltre che in diverse località francesi e spagnole (ad es. Madrid e Simancas, per citare i più noti). Consentire agli studiosi la consultazione di così tanti documenti dispersi in mezza Europa (per vicissitudini storiche che sono ben note), oltre alla complessità operativa e logistica di un tale lavoro (ad es. molti archivi non sono aperti al pubblico o lo sono ad orari ridottissimi), occorre preventivare che vi sono dei costi non indifferenti da sostenere ...
   Prendiamo esempio dalla città di Saluzzo, che ha finanziato vari studi storici sul suo Marchesato, che hanno contribuito recentemente a rivalutarne l'importanza storica (e non solo) a livello addirittura internazionale. Inoltre, e con questo concludo, io vedrei bene una qualificata alleanza tra la storia e l'ambientalismo, intendendo quello di approccio scientifico, di valorizzazione e tutela del territorio, per i motivi che ho già avuto modo di spiegare in altri miei interventi e che riprenderò ed elaborerò volentieri nei prossimi, se mi sarà consentito.
Cordiali saluti, Claudio Martinotti
Responsabile Centro di Formazione Ambientale "Monferrato", Presidente Gruppo Gevam Onlus

(gilbotulino.it, 16-11-2006)

 

PER CONTO DI

 

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA ( www.genovaweb.org )

 

Una relazione da Enciclopedia
La relazione della Commissione d'accesso sulla Asl di Locri è su Wikipedia

UltimeNotizie: l'enciclopedia online wikipedia ha già provveduto
agli aggiornamenti sulla base delle "disposizioni" pubbliche
di Marco Minniti, noi siamo stati censurati insieme a tanti,
ma lì resiste ed è leggibile, come una scheggia della rete, la
Relazione Amministrativa sulla Asl di Locri
>>>>>>>>>>> clicca qui <<<<<<<<<<

 

Lamezia. Dimissionato l'assessore Roperto

LAMEZIA TERME
dopo il video denuncia delle Iene dimissionato l'assessore Roperto
clicca qui  per vedere il video

(ANSA) -CATANZARO, 16 NOV- E' stato revocato a Lamezia Terme l'assessore al Personale, Michele Roperto, per le dichiarazioni fatte nella trasmissione tv 'Le Iene'. A prendere la decisione e' stato il sindaco Gianni Speranza dopo che Roperto aveva rilasciato in tv alcune affermazioni sulla 'ndrangheta tra le quali:'Ci sono delle cosche sul territorio che stiamo cercando di debellare, se poi queste cosche siano 'ndrangheta o no, non lo so. Teoricamente, in senso assoluto, anche lei potrebbe essere un mafioso'

 

PER CONTO DI

 

DEMOCRAZIA E LEGALITA' ( www.democrazialegalita.it )

 
 
 
 

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