Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/

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sabato 18 novembre 2006

 

Il turismo dal produttore al consumatore
Ancora un'iniziativa del Residence Aquilia
Oggi i Cral della Sicilia, un centinaio persone, in visita a Badolato

I rappresentanti di circa trenta circoli ricreativi, da Siracusa a Trapani, da Ragusa a Palermo, da Enna a Gela, sono stati in visita a Badolato, ospiti del Residence Aquilia.
    Pasqualino e Totò Saraco non hanno avuto bisogno di depliants e di parole per illustrare il loro prodotto o la bellezza del Borgo. E' il nuovo modo di far conoscere le struttura ricettiva e Badolato. Perché parlarne quando si può visitare e rendersi conto di persona? E' la promozione diretta, oltre i confini calabresi, delle bellezze, della cultura, dell'arte e delle tipicità della nostra terra.
   Continua così l'ambizioso progetto di destagionalizzazione dell'offerta di Alfonso Guccio (un sessantottino, affascinato da Borgo e dall'ospitalità dei badolatesi e della famiglia Saraco e, che perciò pensa di stabilire la sua base calabra qui da noi) della "Rappresentanza Alberghiera DG" e di alcune tra le più importanti strutture ricettive del comprensorio: l'Aquilia di Badolato, l'Estella, il Calaghena, e la Tenuta Castellesi.
    Dunque i Cral siciliani, dopo i sindacati Cobas-Codir, della scorsa settimana. Futuri villeggianti da veicolare nel tratto di costa tra Squillace e Badolato, in periodi solitamente considerati di bassa stagione.
    E già si pensa alla prossima iniziativa: dal 7 al 10 dicembre sarà la volta del Movimento per la Vita italiano e della Fraternità Missionaria Mariana. Sono previste centinaia di adesioni.

(gilbotulino.it, 18-11-2006)

 
 
A scuola la relazione sull'Asl
Caso Locri, la Casa della legalità ai presidi: seguite l'invito di Minniti

Aumenta il numero degli indagati per la pubblicazione della relazione della Commissione d'accesso antimafia sull'Asl di Locri.
   Nell'elenco della Procura di Reggio è stato iscritto il direttore di Radio 24, Giancarlo Santalmassi. Con lui figurano anche Paride Leporace, direttore del nostro giornale; Vittorio Zucconi, direttore di Repubblica.it; Elio Veltri, Roberta Anguillesi, Marco Ottonelli, direttore e giornalisti di democrazialegalita.it; Angelo Perrino, direttore della testata giornalistica su web canali.libero.it; Agostino Pantano, responsabile comunisticalabria.org, organo della segreteria regionale del Pdci; Pasquale Andreacchio, responsabile del sito web badolato.info.
   E dopo l'oscuramento della realzione sui siti della Casa della lLegalità, Democrazia legalità, Repubblica, Comunisti italiani, Gil Botulino, è stato sequestrato anche il dossier sulla Asl di Locri redatto dalla "Casa della legalità - Osservatorio sulle Mafie",. Che, da parte sua, ha inoltrato via e-mail. una lettera alle scuole della Calabria per invitarle ad accogliere l'invito formulato dal viceministro degli Interni, Marco Minniti, a leggere e studiare la relazione sulla Asl di Locri della Commissione d'accesso.
   «In Calabria - fa notare la Casa della legalità- è il terremoto. ma si continua a farlo passare per un fenomeno sparuto e locale, dunque poco grave, quasi occasionale. Il legame mafia-politica-istituzioni-affari è devastante in questa "terra prediletta" di Calabria».
   E giù un lungo elenco di «fatti inquietanti»: «A Vibo, uomini della Giustizia non solo indagati, ma arrestati per legami con la 'ndrangheta: il presidente di sezione del Tribunale, avvocati, imprenditori e politici; 24 consiglieri regionali indagati su 50; una Sanità infestata dalle 'ndrine, che sottrae il denaro pubblico a danno dei cittadini; imprese che ottengono prestiti impensabili per qualunque "mortale" da banche; indagini e mandati di arresto bloccati perché manca il personale nelle caserme e nei palazzi di giustizia, come i mille arresti di uomini della 'ndrangheta in "stand by" denunciati dalla procura nazionale antimafia».
   Tutto questo, fa notare l'associazione, mentre è confermato il dato che individua l'organizzazione mafiosa calabrese quale il più forte delle mafie, con diramazioni e infiltrazioni su scala nazionale; decine di delitti, morti ammazzati e parenti sopravvissuti, che per ani e anni attendono giustizia e verità e un delitto "eccellente", quello di Franco Fortugno, «su cui chi conosceva vene il contesto in cui è maturato l'omicidio, ha taciuto e tace».
    La Casa delle legalità ricorda che «l'indispensabile, insostituibile strumento di penetrazione e scardinamento delle organizzazioni mafiose, quello dei collaboratori di giustizia, volgarmente detti pentiti, viene progressivamente -a partire dalla riforma del 2001- disincentivato. Se si scrive che i "pentiti" guadagnano da questa scelta significa che non si conosce, anche se possono esistere eccezioni, la via crucis del percorso per diventare, essere e restare collaboratore di giustizia. Le campagne denigratorie hanno permesso l'irrigidimento di questo strumento, evitando che arrivassero nuovi contributi, per individuare e colpire gli intrecci con il potere.
   Pertanto l'associazione contesta il sequestro della relazione sull'Asl di Locri, redatta dalla Commissione d'accesso del ministero degli Interni, «Che evidenzia il livello di infiltrazione pressoché totale della 'ndrangheta nell'Azienda sanitaria».
   Non solo: la Casa della legalità non ritiene giusto che a essere iscritto nel registro degli indagati sia chi ha pubblicato quella relazione e che i siti siano stati completamente sequestrati e bloccati (Democrazia e Legalità di Elio Veltri).
   Quindi ricorda le perquisizioni e i sequestri subiti da Calabria Ora, già nella primavera scorsa, quando tentò di pubblicare la relazione.
   La Casa della legalità infine fa notare che, «secondo il pm Giuseppe Lombardo, la pubblicazione della relazione è violazione del segreto d'ufficio», mentre «per il viceministro degli Interni, Marco Minniti, è una relazione da leggere e studiare in tutte le scuole».

Calabria Ora, venerdì 17 novembre 2006)
(gilbotulino.it, 18-11-2006)

 
 

Mancavano le autorizzazioni
Cava sotto sequestro, due denunce

Nel quadro di una serie di servizi predisposti sul territorio del Basso Jonio del Soveratese, il personale del comando stazione Forestale di S. Caterina sullo Jonio unitamente agli agenti del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale, ha portato a termine una importante operazione di polizia. Il tutto è stato finalizzato alla repressione degli illeciti in materia ambientale. Tra questi, hanno intercettato, in località "Monte Manno" di Badolato vicino alle acque limpide dello Jonio, su proprietà privata, un automezzo intento allo scarico di materiale inerte. Gli agenti da prima chiedevano all'autista del camion di esibire le autorizzazioni necessarie per l'esecuzione dei lavori, solo successivamente, una volta contattato l'ufficio tecnico del comune di Badolato il responsabile del settore confermava che non era stata rilasciata alcuna autorizzazione amministrativa da parte del comune. Sequestro del mezzo e sigilli a tutta l'area interessata dai lavori di sbancamento. Dell'inchiesta si sta adesso occupando il Pm della Procura della Repubblica di Catanzaro, Cristina Tettamanti, che ha posto sotto sequestro l'area interessata dai lavori e deferito all'Autorità giudiziaria due uomini: F.A. in quanto esecutore materiale dei lavori e F.G. proprietario del terreno, entrambi residenti a Badolato.
Configurandosi il reato di mutamento dell' assetto urbanistico, conseguentemente al deposito di materiale argilloso nei pressi di un canale d' impluvio, quantificabile in circa 2000 metri cubi di materiale inerte.

Vincenzo Iozzo, Gazzetta del Sud, venerdì 17 novembre 2006)
(gilbotulino.it, 18-11-2006)

 
 
Riunione per discutere dello schema di convenzione tra la Comunità montana di Isca e i Comuni
Gestione associata dei servizi sociali

Si e' tenuta, nei giorni scorsi, presso la sede della Comunità Montana Versante Jonico, un'importante riunione per discutere sullo schema di convenzione per la gestione associata dei servizi sociali tra la Comunità Montana e i Comuni facenti parte dell'ente.
Per l'occasione si sono incontrati, nella sede di Isca Marina: il presidente dell’ente Gaetano Stagno; il presidente del Consiglio Francesco Gallelli; l’assessore Antonio Purri; i consiglieri Antonio Commodari e Domenico Fera; il sindaco di Sant’Andrea, Maurizio Lijioi; il vice sindaco di Isca Giuseppe La Croce; l’assessore del Comune di Davoli, Maria Rosaria Ruocco.
All'incontro, erano presenti anche il dirigente dell’ente montano, Orlando Donato, e il direttore operativo Vincenzo Larocca.
Al termine della riunione, dopo un ampio confronto e dopo aver apportato alcune modifiche, lo schema di convenzione, che di fatto regola lo svolgimento in forma associata di alcuni interventi nel settore dei servizi sociali, è stato regolarmente approvato.
In sostanza, la gestione del servizio attraverso attività di coordinamento, interscambi di esperienze e metodologie, prevede: l’erogazione di relazioni inerenti situazioni di disagio sociale; adozioni e affidi familiari; la creazione di uno sportello di assistenza ai cittadini; la predisposizione di progetti per ottenere finanziamenti; il monitoraggio e la rendicontazione di tutte le attività svolte.
Lo scopo del servizio si prefigge, tra l’altro, di migliorare il servizi alla persona e la qualità della vita, di abbattere i disagi socio esistenziali, di adeguare il servizio alle innovazioni tecnologiche e di realizzare economie di scala.
Grande soddisfazione, dunque, è stata espressa dal Presidente Stagno, nonchè dagli esponenti dei Comuni del comprensorio, per l'intesa raggiunta, ancora una volta attraverso la formula vincente della gestione associata.

Sara Dominijanni, Il Domani
(gilbotulino.it, 18-11-2006)

 
 

Per il deputato sono «Intollerabili iniziative offensive di elementari principi»
Interrogazione sul sito oscurato
Pignataro: legittima l'azione della Procura sulla voce del Pdci?

Il deputato del Pdci, Fernando Pignataro, ha presentato un'interrogazione scritta ai ministri della Giustizia e delle Comunicazioni per sapere «come intendano intervenire al fine di valutare la legittimità dell'operato della Procura della Repubblica di Reggio Calabria che ha avviato un'attività che risulta assai discutibile, e quali iniziative intendano intraprendere al fine di ripristinare la piena e integrale funzionalità del sito Internet del gruppo regionale dei Comunisti italiani della Calabria».
   Pignataro, nell'interrogazione spiega che «il sito è stato sequestrato dopo la pubblicazione della relazione della commissione d'accesso all'Asl di Locri, commissariata per mafia dopo l'omicidio Fortugno». Secondo l'esponente del Pdci «è intollerabile che nella Repubblica italiana sia possibile percorrere tali iniziative lesive di qualsiasi prerogativa e offensive dei più elementari di democrazia, così consentendo la violazione di diritti inviolabili sanciti dalla Costituzione italiana».
   Pignataro sottolinea che «la natura di tale atto che mira a vietare la conoscenza di un documento di straordinario valore, è ancora più grave e condannabile, se si considera che è stato effettuato in Calabria, dove dopo l'uccisione di Francesco Fortugno, si cerca tra le enormi difficoltà sociali e politiche, di venire fuori da una situazione che richiederebbe ben altro provvedimenti da parte della Giustizia».

Calabria Ora, venerdì 17 novembre 2006)
(gilbotulino.it, 18-11-2006)

 
 
Il megalotto Squillace-Simeri Crichi passa nel consiglio di amministrazione dell'Anas
Approvato il progetto per la 106
Ciucci: «Manteniamo gli impegni assunti». Presto l'inizio dei lavori

Il Consiglio di amministrazione di Anas ha approvato il progetto esecutivo del secondo megalotto della nuova strada statale 106 Jonica, in provincia di Catanzaro. I lavori riguarderanno la costruzione dell'itinerario E90 nel tratto Squillace-Simeri Crichi ed un nuovo tratto della strada statale 280 "dei Due Mari", per un totale di 22,4 km. Il disco verde al progetto esecutivo consentirà, in poche settimane, di procedere all'apertura dei cantieri, trattandosi di un'opera affidata a contraente generale.
«Manteniamo gli impegni assunti - ha dichiarato il presidente di Anas Pietro Ciucci -, soprattutto l'accelerazione dei lavori già in corso. Il progetto esecutivo che abbiamo approvato riguarda due infrastrutture che potenziano l'ossatura portante della rete di grande viabilità calabrese e consente l'avvio in tempo breve dei lavori».
L'opera è inserita nell'intesa generale quadro Stato-Regione Calabria e rientra fra le previsioni programmatiche di realizzazione delle infrastrutture strategiche.
I lavori comporteranno la realizzazione di un nuovo tratto della strada statale 106 Jonica, dello sviluppo complessivo di circa 17,2 km, e di un nuovo tratto della strada statale 280 "dei Due Mari", dello sviluppo complessivo di circa 5,2 km.
Tra le opere d'arte principali sono previste 11 gallerie, 15 viadotti e 7 svincoli a livelli sfalsati
Il progetto esecutivo risulta dell'importo complessivo di 652.361.491,34 euro.
La realizzazione dell'opera, compresa la progettazione esecutiva, è stata affidata a contraente generale all'ATI Astaldi Spa-Ingegnere Nino Ferrari Srl, in seguito costituitesi nella società di progetto Comeri Spa.

Il Quotidiano
(gilbotulino.it, 18-11-2006)

 
 
 
 

PER CONTO DI

 

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA ( www.genovaweb.org )

 
16.11.2006 – l’Unità
Si fa presto a dire Antimafia
di Marco Travaglio

S’è finalmente insediata, a sette mesi dalle elezioni, la nuova commissione parlamentare Antimafia. La buona notizia è che il presidente non è più il forzista Roberto Centaro, che un anno fa riuscì con gli amici della Cdl a varare una relazione che sbianchettava la sentenza Andreotti: non gli piaceva che i giudici della Cassazione avessero confermato le accuse della Procura di Caselli, dichiarando il senatore a vita colpevole di associazione per delinquere con la mafia fino al 1980, reato «commesso» ma prescritto; così decise di scrivere un’altra sentenza in cui sosteneva che «i giudici hanno malamente sbugiardato le accuse» che invece avevano confermato.

Il nuovo presidente è Francesco Forgione del Prc, che fino a un anno fa, quand’era deputato regionale in Sicilia, condusse una dura e solitaria battaglia per le dimissioni di Totò Cuffaro, rinviato a giudizio per favoreggiamento alla mafia. Poi entrò in Parlamento e diede l’impressione di riposizionarsi un filino. Quando Angela Napoli di An e Orazio Licandro del Pdci proposero di escludere dall’Antimafia gli imputati e i condannati per mafia e gli avvocati dei mafiosi, obiettò inorridito che non era il caso per «non limitare le prerogative dei parlamentari». Quasi che, fra le prerogative dei parlamentari, rientrassero pure i processi e le condanne per mafia. Sembrerà strano, ma si può fare il parlamentare anche da incensurati. Forse i condannati e gl’imputati per mafia potrebbero essere più utili in altre commissioni, mentre inserirli nell’Antimafia sarebbe un ossimoro. Bocciati dunque gli emendamenti Napoli e Licandro, ci si domandò quali fossero gli imputati e i condannati per mafia che aspiravano a combatterla. Dell’Utri? Cuffaro? Mannino? Giudice? Nessuno fortunatamente ha avuto l’ardire.

In compenso nella nuova Antimafia fanno il loro ingresso trionfale due pregiudicati per tangenti: Paolo Cirino Pomicino della Nuova Dc (notare la spiritosaggine di quel «nuova»), condannato per finanziamento illecito e corruzione; e l’indimenticabile Alfredo Vito, detto Alfredone ‘o Prevete e Mister Centomila Preferenze, pure lui ex dc, l’uomo che confessò 22 mazzette, restituì 5 miliardi di lire sull’unghia, patteggiò 2 anni per corruzione in cambio della promessa di ritirarsi per sempre dalla politica, poi corse a candidarsi in Fi e tornò in Parlamento.

L’idea di combattere la mafia con i corrotti potrebbe dare i suoi frutti. È come combattere le rapine con gli scippatori, lo spaccio con i rubagalline, la pedofilia con i truffatori o l’evasione fiscale con Berlusconi. Potrebbe funzionare. Completano il quadro i forzisti Carlo Vizzini, salvato dalla prescrizione al processo per la maxitangente Enimont (300 milioni di illecito finanziamento dalla Ferruzzi); e il senatore Franco Malvano, ex questore di Napoli trombato alle comunali dalla Jervolino, che un anno fa -rivelò l’Espresso- era indagato per concorso esterno in associazione camorristica: il boss pentito Luigi Giuliano lo accusava di essere stato «nelle mani della camorra». Se fosse ancora indagato, la sua presenza in Antimafia sarebbe un fatto davvero avvincente: confermerebbe che, contro le mafie, si sta tentando una cura omeopatica.

La delegazione italoforzuta è impreziosita dalle presenze eccellenti di Luigi Vitali, l’avvocato pugliese già coautore dell’ex-Cirielli che ha mandato in prescrizione qualche centinaio di migliaia di processi ed è stato premiato, nella scorsa legislatura, col sottosegretariato alla Giustizia; e dal calabrese Antonio Gentile, che nel 1987 fu arrestato per la mala gestione della Carical (3500 miliardi di buco, poi il processo finì nel nulla): geologo, ex capufficio stampa dell’Asl di Cosenza, celebre per aver candidato Berlusconi al Nobel per la Pace. L’hanno eletto segretario dell’Antimafia. Dopo aver fatto la conoscenza dei membri della commissione, il neopresidente Forgione ha dichiarato: «Va superata la dimensione giudiziaria della lotta alla mafia». In effetti, per come la politica ha ridotto i tribunali e le procure, senza soldi, benzina, personale, computer, stenografi, carta per fotocopie siamo già a buon punto: un piccolo sforzo e la dimensione dimensione giudiziaria sarà definitivamente superata. Resta da capire perché la chiamino ancora Antimafia. «Promafia» potrebbe rendere meglio l’idea.

 
 
 

PER CONTO DI

 

DEMOCRAZIA E LEGALITA' ( www.democrazialegalita.it )

 
 
 
 
 
 
 

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