Gil Botulino

The German Observer
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mercoledì 22 novembre 2006

 
Badolato. Il capogruppo di opposizione portavoce della protesta
Rubinetti a secco al cimitero, Gallelli si scaglia contro la giunta

Il gruppo consiliare di minoranza del Comune di Badolato "L'Unione per la rinascita di Badolato" guidato da Francesco Gallelli solleva ancora una volta il problema del cimitero urbano dove i morti, a loro dire, sono abbandonati dal momento che i rubinetti sono quasi sempre a secco e non si può deporre un fiore o pulire le lapidi. Una situazione che indigna i badolatesi che vedono così non rispettata la memoria dei propri cari.
"Morti e abbandonati dormite" Attacca così la nota stampa del gruppo di Gallelli che prosegue «Ci riferiamo ai nostri cari defunti. Loro, che hanno lottato in tempi di difficile vita, per onorare la propria famiglia, quelli, tempi di valori umani. Ora nel cimitero di Badolato sono stati abbandonati. Ancora una volta, rubinetti a secco».
Del problema è stato investito dai cittadini il capogruppo consiliare d'opposizione Francesco Gallelli. Infatti la gente che si è recata al cimitero nel primo pomeriggio di domenica coi fiori e tanta mestizia nel cuore per piangere i propri morti, non ha potuto deporre i fiori e pulire le lapidi perchè non c'era acqua. Un fatto che si ripeterebbe sistematicamente, come fa sapere il capogruppo dell'"Unione per la rinascita per Badolato" e «che provoca tanta rabbia e disperazione, per l'assoluta negligenza e disattenzione degli amministratori dell'Arcobaleno. A chi pensate! incalza Gallelli- Chissà cosa direbbero i genitori, i nonni di questi signori cavalieri dell'Arcobaleno solo a pensare che non si può deporre un fiore sulla propria tomba con spirito di affetto e di dolore. Tuttavia i nostri cari morti, prosegue la nota stampa di Gallelli- al cui pensiero piange il cuore, restano nella nostra semplice vita d'ogni giorno, che neppure gli amministratori dell'Arcobaleno riusciranno a spezzare. è davvero irresponsabile continuare ad andare avanti. è l'ennesima testimonianza del fallimento - conclude il gruppo consiliare di opposizione - di questa esperienza amministrativa della coalizione».

a.f., Il Quotidiano, mercoledì 22 novembre 2006
(gilbotulino.it, 22-11-2006)

 
 
Treni Indignazione della Fit-Cisl Ferrovie
Treni, Ennesimo tentativo di soppressione

Il direttivo di Coordinamento territoriale della Fit- Cisl Ferrovie di Catanzaro ha espresso, nel corso di una riunione che si è tenuta nei locali del Dopolavoro ferroviario di Lido, «forte indignazione e vivo disappunto nei confronti dell'ennesimo tentativo nefasto con il quale si vorrebbero sopprimere alcuni treni a lunga percorrenza interessanti la linea Jonica, così come non può essere assolutamente ritenuta valida l'opzione relativa alla periodicità dei treni Intercity diretti a Milano e Torino.
Sul versante del trasporto regionale è necessario, secondo il sindacato, che «le scelte che si intendono attuare vengano partecipate maggiormente alle Istituzioni, alle parti sociali, alle popolazioni, affinché si possano attuare servizi, collegamenti, fasce orarie, fermate che possano fattivamente andare incontro alle necessità e alle esigenze di coloro che richiedono il " prodotto-treno", creando un sistema che possa anche interagire con altri vettori e tentando insieme di "fare sistema"».
«L'opinione pubblica e le istituzioni regionali a tutti i livelli – ha proseguito il direttivo di Coordinamento territoriale della Fit-Cisl – sappiano che oggi la società Fs considera la rete Jonica l'anello debole di una catena che si intende recidere progressivamente. L'invito, pertanto, a tutte le forze politiche sane di questa nostra Calabria, è quello di prendere una ferma e netta posizione di condanna verso tali sciagurate ipotesi, pretendendo una rimodulazione dell'offerta commerciale 2007 che non penalizzi ulteriormente la nostra Regione».
Come ha messo in evidenza il segretario regionale Annibale Fiorenza, «in tale contesto di crescente crisi strutturale, organizzativa e finanziaria del gruppo Fs , la Fit-Cisl continuerà a proporsi quale agente negoziale ai diversi livelli proseguendo nell' impegno immutato di costruire una partecipazione attiva e concertativa che possa contribuire concretamente e fattivamente al bene e allo sviluppo dei nostri territori e accompagnare la crescita umana, professionale e sociale di tutti coloro che in esso vi operano».

Giuseppe Mercurio. Gazzetta del Sud, mercoledì 22 novembre 2006
(gilbotulino.it, 22-11-2006)

 
 

Montepaone. Le fiamme causate da un corto circuito
A fuoco un negozio d'abbigliamento
Distrutta tutta la merce. Ingenti i danni

Montepaone- Un incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio di ieri, in un negozio di abbigliamento a Motepaone Lido.
Le fiamme hanno reso inservibili centinaia di capi di abbigliamento. Il fumo sprigionato dalle fiamme, si presume causate da un corto circuito, ha distrutto completamente merce e arredi di un noto negozio di abbigliamento "Moda di Classe" situato nel centralissimo corso di Via Nazionale a Montepaone Lido del titolare D.B., residente a Badolato.
Il fumo che usciva da sotto la vetrina ha insospettito i passanti che hanno provveduto a chiamare una unità di vigili del fuoco di Soverato che sono intervenuti con il caposquadra, Alfredo Paonessa. I pompieri hanno sfondato la porta, e con gli idranti hanno domato le fiamme, mentre una densa nube acre di fumo riempiva la strada tra il traffico cittadino elevato vista l'ora pomeridiana.
Per i rilievi del caso si sono recati sul posto i carabinieri del nucleo radiomobile e i carabinieri della stazione di Soverato con il comandante maresciallo Giuseppe Di Cello, che hanno provveduto a transennare l'area interessata all'incendio.
Da alcune indiscrezioni trapelate, sembra che l'attività di vendita di abbigliamento sia coperta da assicurazione visto anche i notevoli danni causati dall'incendio per via della totale distruzione della merce, e il momentaneo fermo lavorativo.

Gianni Romano,  Il Quotidiano, martedì 21 novembre 2006
(gilbotulino.it, 21-11-2006)

 

PER CONTO DI

 

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA ( www.genovaweb.org )

 


Sede Centrale: Via Sergio Piombelli 15, 16159 Genova - tel. 010.6456385 port. 392.4682144

 

APPELLO DONAZIONI... QUASI AL CAPOLINEA!

>>>>>>> clicca qui per leggere o scaricare l'appello <<<<<

Siamo costretti a chiedere aiuto a ciascuno di Voi perché siamo quasi al capolinea.
Ne avessimo sbagliata solo una, sarebbe anche giusto; ma forse, invece, è proprio perché le abbiamo azzeccate tutte che siamo ridotti a questo punto!

Informazione sullo stato dei fatti:

Nella sede centrale della Casa della Legalità:
non si possono fare attività (che permetterebbero di autofinanziarci), visto che come avevamo detto mancano alla struttura (Arci) tutte le autorizzazioni, e da giugno (da 3960 ore) dobbiamo presidiare costantemente la sede (oltre ad avere la protezione dinamica). Tutto questo così si è tradotto:
1) non si mangia, e non per scelta.
2) non ci si scalda, non c'è il riscaldamento.
3) non c'è acqua, certo non capita solo a noi.
4) non si dorme, da giugno presidiamo 24h su 24.

Inoltre tra pochi giorni, se non raccogliamo il necessario,:
1) mancherà la luce;
2) mancherà il telefono;
3) mancherà la possibilità di comunicare via internet.

Certo si potrebbe dire: e che ci importa! Sicuramente è vero, ma proprio in questi giorni si sta concretizzando molto del lavoro svolto in raccordo con i settori investigativi dello Stato, ed a noi dispiace dover alzare bandiera bianca e dire che anche a Genova, non si vuole, sconfiggere le mafie. E ci dispiace dover dire a chi nella Locride, ad esempio, ha intrappreso lo stesso "cammino", che sono rimasti - di nuovo - soli!

Certo si potrebbe dire: ma le Istituzioni non vi aiutano? Sicuramente è vero: non ci aiutano, ignorano completamente il lavoro svolto, i risultati conseguiti e le informazioni (tutte riscontrate autentiche) che forniamo. Che sia forse per quanto riscontrato da MicroMega: dove vi è, a Genova, la più alta concentrazione di infiltrazione mafiosa, è anche dove la classe dirigente locale trova il maggior consenso?

Certo si potrebbe dire: ma la stampa e l'informazione non dice nulla? Sicuramente è vero. Non tutti, sono disposti, forse, a passare le pene dell'inferno per dire pane al pane, vino al vino. Dire che il Re è nudo, facendo il nome del Re e della sua corte, porta problemi (e noi possiamo dire di saperlo concretamente).

Una cosa è certa: se chiudiamo, muore forse l'unica voce che ha detto, in questa città, da cittadini che c'è la mafia e che è potente e che è negli Uffici del potere, qui come in Calabria, qui come in Sicilia, qui come in Veneto e...; ma che si può anche combattere e sconfiggere.

Se avessimo accettato, certo, gli inviti al "compromesso", ad offrire qualche caffè ai capibastone, a non rompere l'equilibrio che da decenni garantisce la "tranquillità" anche qui, ora non dovremmo chiedere nulla e forse non avremmo perso tanti chili. Ma le nostre coscienze non ce l'hanno permesso e siamo andati avanti. I pochi, timidi, uomini delle Istituzioni locali che prima ascoltavano ed a parole condividevano, ora (che le cose si muovono! - anche se ciò non è ancora visibile) sono svaniti e non rispondono nemmeno più al telefono.

Ci sono due persone, che ci invitano, quasi quotidianamente a non cedere: Beppe Lumia e Angela Napoli. Due parlamentari coraggiosi, il primo dei Ds e la seconda di An. Che strano... qualcuno potrebbe sussurrare. Ma la realtà è che loro conoscono i fatti e, come noi, non hanno mai chinato o girato lo sguardo, anche quando chi era da indicare era (o è) della propria parte.

Ci sono uomini, straordinarie persone in divisa, che hanno scelto di servire lo Stato, a qualunque costo. Noi lì abbiamo conosciuti e sono tanti. Con loro stiamo collaborando da ormai un anno e anche da loro sentiamo trasparire un sentimento di rabbia per questa nostra situazione, anche perchè, qui, mai nessuno l'aveva fatto. Ma, anche se a loro, giungono inviti a "rallentare", vanno avanti e ci sono sempre vicini...l'obiettivo è comune e sincero.

Nel frattempo, mentre gli uomini delle Istituzioni che fanno parole grosse e proclami contro ingiustizie e mafie ma poi si eclissano quando qualcuno lì interpella per azioni concrete nel territorio, gli Uffici ci hanno riconosciuto come Organizzazione di volontariato della Sicurezza Sociale, una ONLUS.

A breve, dovrebbe esserci, se saremo ancora "vivi", la nuova sede che la Diocesi di Genova con il CSI stanno cercando per noi (struttura radicalmente laica). Questo ci permetterà, se arriverà in tempo, di riprendere con le attività polivalenti (insieme alla "variegata rete" con cui da sempre collaboriamo) che ci possono garantire anche l'autofinanziamento per andare avanti. 

Ribadiamo: per noi non vogliamo nulla, vi chiediamo un sostegno - urgente - per portare avanti il "Cammino" iniziato. In allegato l'appello alle sottoscrizione-donazioni (deducibili) che vi chiediamo di accogliere, aiutandoci direttamente, e che vi chiediamo di far girare a chi ritenete più opportuno per far sì che si possa continuare e dimostrare alle Istituzioni che latitano che la società civile è un'altra cosa e non è solo parole e slogan da corteo, ma fatti concreti.

L'unica cosa che possiamo aggiungere è che c'è fretta, non abbiamo molto tempo, è questione di giorni.

Grazie a chi ci manderà un aiuto, a chi ci vorrà sentire per saperne di più, a chi farà girare l'appello, grazie a tutti e scusate lo sfogo di chi ha speranza, molta rabbia, e nessun padrino o protettore.

Christian Abbondanza e Simonetta Castiglion


PS
Se non riceverete più e-mail o telefonate è perché la luce ed il telefono vanno pagati e noi, a parte la rabbia per questa assurda situazione, non abbiamo più altra risorsa e non abbiamo quasi più forza fisica. Finchè si può, tutte le informazioni sul sito: http://www.genovaweb.org
 
 
 

PER CONTO DI

 

DEMOCRAZIA E LEGALITA' ( www.democrazialegalita.it )

 
 
 
 
 

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