Gil Botulino

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"Armiamoci... e partite"

martedì 3 gennaio 2006

foto di Sara Dominijanni

riceviamo da Franco Leto e pubblichiamo

Oggetto: Marcia Libera Martedi 3 Gennaio 18:00
Inviato: Mon, 02 Jan 2006 14:21:59 +0100

 

“ARMIAMOCI E PARTITE”

Contro questa mentalità rinunciataria e lassista, contro la totale mancanza di espressione di coscienza partecipativa atta a risolvere i problemi di Badolato e del ns comprensorio, noi giovani che viviamo lontani vogliamo esprimere con una marcia libera....
- SOSTEGNO alla protesta continua di F.Nisticò a favore dell’ammodernamento della SS 106 e contro la soppressione della linea jonica FFSS.
- CONDANNA della cultura rinunciataria che si sta impadronendo della popolazione che subisce in silenzio una problematica situazione che sta depauperando Badolato di ogni ricchezza economica e sociale

Noi ci troviamo MARTEDI 3 GENNAIO alle ORA 18:00 in Piazza Tropeano (SS Angeli Custodi). Cittadini, commercianti e tutta la comunità, intervenite tutti, Fermatevi mezz’ora con noi!!!

Se invece non volete partecipare..

“STACITAVI ARA CASA”

Comitato Giovani

 
A Badolato Manifestazione volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla pericolosità dell'arteria
Protestano i giovani universitari
Partecipazione di politici ed emigrati per motivi di lavoro. Disagi alla circolazione".

I giovani di Badolato hanno organizzato, nei giorni scorsi, una manifestazione di protesta sulla statale 106, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla pericolosità di quest'arteria.
La volontà di protestare è nata dopo l'ennesimo incidente stradale sulla E90 che, la sera di Natale, ha causato la morte di due donne legate a Badolato: Elisa Abate di 68 anni e Daniela Bressi di 23.
Per dimostrare il loro sostegno a Franco Nisticò, che da anni si batte per la messa in sicurezza della statale 106, i giovani di Badolato, fuori Regione per motivi di studi o di lavoro, una volta tornati nel loro paese per le vacanze natalizie hanno deciso di organizzare una manifestazione di protesta insieme ai ragazzi della Consulta giovanile Ulixes.
La marcia di protesta ha percorso, a suon di musica, la statale 106 nel tratto ricadente nel territorio di Badolato, rallentando la circolazione per qualche ora.
Nonostante la manifestazione sia stata organizzata in soli due giorni e ci sia stata poca pubblicità sull'evento in tantissimi, giovani e meno giovani, sono scesi in piazza per manifestare la propria indignazione per una situazione giunta ormai, dopo tante vane promesse, ai limiti della sopportazione.
Tra i numerosi partecipanti c'erano anche diversi esponenti della politica e dello sport badolatese, tra i quali: Giusy Gerace, segretaria dei locali Ds; l'Assessore al commercio, Teresa Pultrone; il Vice Sindaco, Domenico Bressi; l'Assessore alla pubblica istruzione, Pietro Piroso; il consigliere di minoranza Ettore Menniti; il coordinatore di aprile per la sinistra, Vincenzo Piperissa; il presidente dell'U.S. Badolato, Giocondo Frascà, e tanti altri.
Franco Leto, uno dei ragazzi promotori dell'iniziativa, ha spiegato: "La nostra marcia libera è nata spontanemente per sostenere, da una parte, chi già lotta, come Franco Nisticò, e dall'altra per sensibilizzare chi rimane in paese per continuare a protestare e risolvere i problemi che affliggono il nostro comprensorio. Vogliamo combattere il lassismo, l'apatia e la cultura rinunciataria della gente. Attraverso questa iniziativa pensiamo di aver espresso il nostro parere, ma ci saranno da organizzare altre lotte per raggiungere degli obiettivi. Questa -ha concluso Leto- era una manifestazione simbolica per dire che noi ci siamo, ma per risolvere problemi ci vogliono programmi e ci vuole una grande partecipazione".
Franco Nisticò, coordinatore del comitato lotta per la 106, nel suo lungo intervento ha duramente criticato la classe politca che si affaccia solo al momento delle elezioni e poi scompare, lasciando il comprensorio del basso jonio abbandonato ai suoi trentennali problemi.
"Dobbiamo unirci -ha affermato Nisticò- e lottare con forza per ottenere ciò che ci spetta di diritto. Siamo di fronte ad uno Stato che taglia continuamente i fondi destinati a questa zona della Calabria e che ha tagliato all'Anas quei 60 miliardi che noi, con le nostre lotte, eravamo riusciti ad ottenere per la messa in sicurezza di questa strada. Messa in sicurezza che prevedeva l'allargamento della carreggiata, il raddoppio dei ponti e la sistemazione del fondo stradale. Eravamo riusciti a portare qui anche il Ministro Nesi e avevamo fatto decine di riunioni con i sindaci della locride, del catanzarese e del crotonese. La statale 106 -ha aggiunto Nisticò- era stata messa tra le prime sei opere a priorità nazionale, ma ora è stata completamente cancellata. Dopo tutte queste lotte non è possibile che quarantatré deputati calabresi non sentano il dovere morale, indipendentemente dal loro colore politico, di unirsi in un patto per impegnarsi a riportare la dovuta attenzione sulla statale 106. Se non si impegneranno per mettere in sicurezza questa strada, noi verremo meno al nostro diritto dovere di votare e faremo un falò di tutte le schede elettorali perchè nessuno merita la nostra fiducia".
"Questa zona della Calabria -ha proseguito critico Nisticò- è la più povera di tutte. Sulla costa tirrenica hanno l'aeroporto, l'autostrada, decine di intercity e treni che vanno dovunque. Qui non abbiamo nulla, quei pochi treni che passano o sono pieni di pulci o vengono soppressi e, inoltre, abbiamo una strada killer. Se non faranno qualcosa chiamerò tutti i disobbedienti d'Italia -ha concluso- e li inviterò a venire qui e protestare sul serio, perchè solo la lotta paga e non le vane promesse dei politici".

Sara Dominijanni, Il Domani,  giovedì 5 gennaio 2006
(gilbotulino 7-1-2006)

 
 
Badolato. La manifestazione promossa dal Comitato giovani per denunciarne la pericolosità
"Fermiamo le stragi sulla 106"
Nisticò: «Se la situazione non cambierà ci sarà una rivolta»

«A Locri abbiamo partecipato alle manifestazioni contro la mafia con lo slogan -Uccideteci tutti- . Questa sera a Badolato, come Comitato dei Giovani, abbiamo gridato- Basta fermiamo le stragi della Statale 106- . Abbiamo organizzato una protesta silenziosa per denunciare la pericolosità della statale 106, inserita tra le dieci arterie più pericolose d'Italia, tristemente conosciuta come la strada della morte.
La nostra protesta, la nostra rabbia è rivolta contro il governo, che ha tagliato i finanziamenti, per la messa in sicurezza del tratto della 106 tra Soverato e Guardavalle, contro la classe politica calabrese da sempre latitante, lontana dai problemi drammatici delle popolazioni del Basso jonio soveratese, contro l'Anas responsabile di questi ritardi, contro i sindaci e le amministrazioni locali che non hanno sentito in tutti questi anni, il dovere morale e civile di attuare clamorose proteste, come le eventuali dimissioni dagli incarichi istituzionali. Inoltre la nostra iniziativa vuole essere un sostegno alle lotte continue portate avanti da Franco Nisticò coordinatore del comitato di lotta per la 106 e la ferrovia jonica. Con la nostra marcia silenziosa, abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà alle famigli delle vittime della Statale 106. Una strada che il giorno di Natale e Capodanno si è macchiata di sangue d' innocenti, con diversi incidenti mortali a Badolato, Catanzaro Lido, Rossano e Reggio". Sono state queste le motivazioni di centinaia di giovani di Badolato e del comprensorio, che sono scesi in strada per dire basta alle numerose tragedie che hanno portato dolore e lutti nelle famiglie. I giovani, la gente comune, anziani, studenti, forze politiche, amministratori locali e commercianti, dopo il concentramento in piazza Tropeano, hanno invaso la 106, percorrendo il centro abitato, causando il rallentamento del traffico in direzione di Catanzaro e Reggio Calabria. Moltissimi automobilisti hanno fermato spontaneamente le loro macchine condividendo la protesta dei giovani.
Alla manifestazione, hanno partecipato numerosi familiari delle vittime della 106, che ancora portano il lutto e il dolore per la perdita dei loro cari. « Sono qui, ci ha precisato un giovane, per onorare la morte di mio padre, rimasto vittima di un incidente stradale alla periferia di Badolato, dove nello stesso tratto il giorno di Natale, hanno perso la vita una ragazza di Badolato di 23 anni, e una pensionata di 68 anni di Isca, rimaste schiacciate nelle lamiere contorte della loro auto. Anche quest'ennesima tragedia peserà sulla coscienza di chi è responsabile di queste stragi. Accanto ai giovani ho gridato tutta la mia rabbia, il mio dolore».
Anche un giovane, professionista che lavora a Milano,Franco Leto esprime i tutta la sua rabbia. La manifestazione si è conclusa con l'intervento di Nisticò, che ha avuto parole di elogio per l'iniziativa del comitato dei giovani, che hanno dato uno schiaffo morale al governo nazionale e alla classe politica calabrese.
«Voi, ha detto tra l'altro Nisticò, siete il presente, il futuro e la speranza della Calabria. Adesso basta, siamo al limite della sopportazione, questa pentola a pressione di questo martoriato territorio può scoppiare da un momento all'altro, creando forti tensioni che possono mettere a rischio l'ordine pubblico. Se la situazione non cambierà, allora sarà rivolta popolare».

Franco Laganà, Il Quotidiano, giovedì 5 gennaio 2006
(gilbotulino 7-1-2006)

 
 

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