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Istituzione Consulta Immigrati
Badolato marina 30 marzo 2006

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L'organismo nato grazie alle unità "Tutela donna infanzia e famiglia" favorirà la rilevazione dei bisogni socio-sanitari degli extracomunitari
Si è istituita la Consulta per gli immigrati
Clericò: «L'Asl ha deciso di canalizzare il 90% dei fondi su un programma globale di formazione»

Si è tenuto, ieri, presso il Consultorio Familiare dell'Azienda sanitaria 7 di Badolato un incontro pubblico in occasione dell'istituzione della Consulta per le popolazioni multietniche.
   Ai lavori, insieme al direttore generale dell'ASL 7 Pasquale Clericò hanno preso parte vari rappresentanti istituzionali, del volontariato e delle associazioni degli immigrati di numerose nazioni che operano sul territorio aziendale.
   Erano presenti all'incontro tra gli altri: la dottoressa Nerina Renda; il dottor Vincenzo Albanese, Vice Questore di Catanzaro responsabile per l'ufficio immigrati; la consigliera regionale di parità Maria Stella Ciarletta; la responsabile del CIR di Badolato, Daniela Trapasso; l'ispettore regionale della Croce Rossa, il dottore Nicola Lentini; Mario Muzzì, presidente del Gal Serre Calabresi.
   Nell'ambito dell'attuazione del "Percorso assistenziale immigrati" l'As 7, nello specifico le Unità Operative Tutela Donna Infanzia e Famiglia, dopo un intenso lavoro che ha permesso di rilevare problematiche complesse ed in alcuni casi sommerse, ha considerato necessario promuovere la Consulta per gli immigrati, un apposito organismo che possa favorire la rilevazione dei bisogni socio-sanitari dei cittadini extracomunitari.
   «Quest'iniziativa- ha dichiarato il direttore dell'U. O. "Tutela Donna Infanzia e Famiglia" Massimo Micalella - è di fondamentale importanza per Badolato e per tutta la Calabria, essendo questa la prima Consulta istituita nella nostra regione. Il tutto è partito da un lavoro svolto, soprattutto a Badolato da quando, nel 1998, ci fu lo sbarco dei curdi. Prima abbiamo istituito un centro crisi e, da circa due anni, si lavora con dei volontari per informare e formare i nostri operatori sui diritti degli immigrati. Tutelando la loro salute -ha aggiunto Micalella- oltre a fare un dovere previsto dalla legge facciamo anche prevenzione nei confronti della nostra comunità. L'incontro di oggi è una partenza, ognuno darà il suo contributo in maniera tale che questa iniziativa abbia anche un riscontro pratico».
   Il direttore generale dell'ASL 7, l'ingegnere Pasquale Clericò ha affermato: «Da Badolato diamo l'avvio ad un servizio che diventa di sempre maggiore attualità vista la folta presenza sul nostro territorio degli immigrati. La sanità sta cambiando e si sta attrezzando per dare risposte alle nuove esigenze della società. Oggi i consultori hanno una logica diversa e un ruolo preciso sul territorio e per funzionare devono legarsi con tutte le strutture dell'ASL e anche con le istituzioni al di fuori dell'azienda. Come Asl -ha concluso Clericò- abbiamo deciso di cambiare anche il modo di intendere la formazione e di canalizzare il 90% dei fondi su un programma globale di formazione che sia creato in base agli scopi e agli obiettivi specidici della nostra azienda».
   La psicologa Teresa Napoli, responsabile del Consultorio di Badolato ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra più soggetti per rispondere alle esigenze degli immigrati e ha, inoltre, evidenziato le numerose difficoltà riscontrate dagli operatori sanitari nel raffrontarsi a persone di cultura, lingua e stile di vita diversi su problematiche delicate quali la famiglia e la maternità.
   «Noi vogliamo aiutare la donna extracomunitaria -ha spiegato la dottoressa Napoli- a decidere in modo "responsabile", avendo chiari quali sono i suoi diritti, i suoi doveri, le leggi che la società italiana ha stabilito per tutelare la sua libertà, la sua personalità, la sua peculiarità di essere donna. Per questo -ha aggiunto- abbiamo cominciato un percorso di formazione e abbiamo lavorato sulla comunicazione e anche sulla posizione giuridica degli immigrati, coadiuvati dall'avvocato Daniela Raimondo, per fornire loro un servizio adatto e in regola».
  Nel corso dell'incontro, sono stati distribuiti ai cittadini extracomunitari degli opuscoli tradotti in cinque lingue (russo, albanese, arabo, inglese e italiano) e appositamente realizzati dall'ASl 7 per sensibilizzare donne, giovani e meno giovani, italiane e straniere, che si trovano ad affrontare le problematiche legate alla maternità e al rapporto con l'altro sesso e per spiegare il ruolo e l'utilità del consultorio.

Sara Dominijanni, Il Domani, venerdì 31 marzo 2006
(gilbotulino 31-3-2006)

 
 

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