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L'organismo nato grazie alle
unità "Tutela donna infanzia e famiglia" favorirà la rilevazione
dei bisogni socio-sanitari degli extracomunitari
Si è istituita la Consulta per gli immigrati
Clericò: «L'Asl ha deciso di canalizzare il 90% dei fondi su un
programma globale di formazione»
Si è tenuto, ieri, presso il Consultorio
Familiare dell'Azienda sanitaria 7 di Badolato un incontro
pubblico in occasione dell'istituzione della Consulta per le
popolazioni multietniche.
Ai lavori, insieme al direttore generale dell'ASL 7 Pasquale
Clericò hanno preso parte vari rappresentanti istituzionali, del
volontariato e delle associazioni degli immigrati di numerose
nazioni che operano sul territorio aziendale.
Erano presenti all'incontro tra gli altri: la dottoressa Nerina
Renda; il dottor Vincenzo Albanese, Vice Questore di Catanzaro
responsabile per l'ufficio immigrati; la consigliera regionale
di parità Maria Stella Ciarletta; la responsabile del CIR di
Badolato, Daniela Trapasso; l'ispettore regionale della Croce
Rossa, il dottore Nicola Lentini; Mario Muzzì, presidente del
Gal Serre Calabresi.
Nell'ambito dell'attuazione del "Percorso assistenziale immigrati"
l'As 7, nello specifico le Unità Operative Tutela Donna Infanzia
e Famiglia, dopo un intenso lavoro che ha permesso di rilevare
problematiche complesse ed in alcuni casi sommerse, ha
considerato necessario promuovere la Consulta per gli immigrati,
un apposito organismo che possa favorire la rilevazione dei
bisogni socio-sanitari dei cittadini extracomunitari.
«Quest'iniziativa- ha dichiarato il direttore dell'U. O. "Tutela
Donna Infanzia e Famiglia" Massimo Micalella - è di fondamentale
importanza per Badolato e per tutta la Calabria, essendo questa
la prima Consulta istituita nella nostra regione. Il tutto è
partito da un lavoro svolto, soprattutto a Badolato da quando,
nel 1998, ci fu lo sbarco dei curdi. Prima abbiamo istituito un
centro crisi e, da circa due anni, si lavora con dei volontari
per informare e formare i nostri operatori sui diritti degli
immigrati. Tutelando la loro salute -ha aggiunto Micalella-
oltre a fare un dovere previsto dalla legge facciamo anche
prevenzione nei confronti della nostra comunità. L'incontro di
oggi è una partenza, ognuno darà il suo contributo in maniera
tale che questa iniziativa abbia anche un riscontro pratico».
Il direttore generale dell'ASL 7, l'ingegnere Pasquale Clericò ha
affermato: «Da Badolato diamo l'avvio ad un servizio che diventa
di sempre maggiore attualità vista la folta presenza sul nostro
territorio degli immigrati. La sanità sta cambiando e si sta
attrezzando per dare risposte alle nuove esigenze della società.
Oggi i consultori hanno una logica diversa e un ruolo preciso
sul territorio e per funzionare devono legarsi con tutte le
strutture dell'ASL e anche con le istituzioni al di fuori
dell'azienda. Come Asl -ha concluso Clericò- abbiamo deciso di
cambiare anche il modo di intendere la formazione e di
canalizzare il 90% dei fondi su un programma globale di
formazione che sia creato in base agli scopi e agli obiettivi
specidici della nostra azienda».
La psicologa Teresa Napoli, responsabile del Consultorio di
Badolato ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra più
soggetti per rispondere alle esigenze degli immigrati e ha,
inoltre, evidenziato le numerose difficoltà riscontrate dagli
operatori sanitari nel raffrontarsi a persone di cultura, lingua
e stile di vita diversi su problematiche delicate quali la
famiglia e la maternità.
«Noi vogliamo aiutare la donna extracomunitaria -ha spiegato la
dottoressa Napoli- a decidere in modo "responsabile", avendo
chiari quali sono i suoi diritti, i suoi doveri, le leggi che la
società italiana ha stabilito per tutelare la sua libertà, la
sua personalità, la sua peculiarità di essere donna. Per questo
-ha aggiunto- abbiamo cominciato un percorso di formazione e
abbiamo lavorato sulla comunicazione e anche sulla posizione
giuridica degli immigrati, coadiuvati dall'avvocato Daniela
Raimondo, per fornire loro un servizio adatto e in regola».
Nel corso dell'incontro, sono stati distribuiti ai cittadini
extracomunitari degli opuscoli tradotti in cinque lingue (russo,
albanese, arabo, inglese e italiano) e appositamente realizzati
dall'ASl 7 per sensibilizzare donne, giovani e meno giovani,
italiane e straniere, che si trovano ad affrontare le
problematiche legate alla maternità e al rapporto con l'altro
sesso e per spiegare il ruolo e l'utilità del consultorio.
Sara Dominijanni, Il Domani,
venerdì 31 marzo 2006
(gilbotulino 31-3-2006) |