Le parole dissimulano / Le parole corrono / Le parole sono come bastoni che camminano / Piantale / Cresceranno / Guardale ondeggiare come fanno. |
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Gil Botulino |
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Lunedì 11 Agosto 2003 |
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(L'Unità 11-8-2003)
Badolato, la Festa mancava dalla caduta
del Muro
Niente più festa. Né alla Marina, né in piazza Fosso, lassù al centro dell'incantato borgo medievale pigramente adagiato sulla collina a sella d'asino, un ricamo di vicoli freschi, antiche case di pietra e palazzi gentilizi coi portali scolpiti a mano, dove in quegli anni ancora viveva la maggior parte dei badolatesi. Di quell'inizio era rimasto solo un'ampia traccia nel libro di Pietro Cossari sulle tradizioni popolari del paesino. Un lungo paragrafo nel capitolo sulla vita estiva badolatese per dar conto dell'iniziativa attorno al nostro giornale diventata appuntamento di un'intera comunità, incastonata in agosto tra la festa della Madonna della Sanità e quella "do ccippu" (quest'ultima così battezzata perché negli intervalli tra canti e danze chiunque poteva arrampicarsi su un alto ceppo e da lì parlare di qualsiasi argomento, per sostenerlo o criticarlo, ricevendo in cambio calorosi applausi o fischi a perdere). Per questo giovedì scorso, all'inaugurazione della festa dell'Unità, dentro il campo sportivo dove s'era svolta l'ultima, in molti erano emozionati. Non certo i maggiori protagonisti dell'evento, i dirigenti della sezione Ds, quasi tutti abbondantemente sotto i trent'anni, in quel 1989, ormai lontano un secolo, adolescenti o ragazzini. Loro casomai erano pieni d'ansia, in attesa di sapere se la festa avrebbe "tirato" attirando giovani e famiglie, emigrati tornati al paese e turisti come accadeva, secondo i racconti ascoltati mille volte, negli anni passati. Emozionati, invece, erano quelli coi capelli bianchi e le vite intrecciate alla storia Pci-Pds-Ds. C'è stato anche un attimo di sgomento per tutti quando verso le otto di sera, già novanta minuti dopo l'orario ufficiale d'inizio, erano ancora quattro gatti: l'enorme palco per la musica e le iniziative politiche laggiù in fondo, desolato; il tavolo per mangiare, vuoto; lo spezzatino di trippa e le salsicce, ancora nelle pentole e in padella. Poi, un po' prima delle nove, è iniziato un flusso che in pochi attimi è diventato un fiume. E la festa è tornata ad essere l'appuntamento popolare di tutto il paese. [...] La festa attorno all'Unità, qui a Badolato, è anche il frutto di un processo generale di rilancio. In Calabria se ne terranno più di 150, tra grandi e piccole, brevi e lunghe. Ma qui a Badolato la festa è anche un atto di coraggio. Di coraggio straordinario. Spiega Mimmo Bressi a cui, quand'era vice sindaco, hanno bruciato due auto più, in campagna, la casa e gli alberi: «La festa risponde a un bisogno di democrazia. Ci serve per riaprire un dialogo coi badolatesi». Anche Pasquale Andreacchio, che si considera forza di complemento e questa sera indossa la maglietta «Festival dell'Unità - Badolato», inventore di un sito di informazione alternativa, riconosce che il problema è questo. Ad Andreacchio, per il suo modo di fare informazione, hanno incenerito la Punto Fiat due anni fa e già che c'erano, i virtuosi della benzina, nella stessa notte, hanno distrutto l'auto di Turi Caminiti che, anche lui, ha il vizio di scrivere sul sito. «Come sezione di fronte a questi gesti - dice Nicola Criniti - abbiamo sempre parlato di attentati politico-mafiosi. L'obiettivo è sempre stato quello di bloccare la partecipazione». Ora la gente è proprio tantissima. Tra poco inizia il dibattito su come conquistare il Comune (ora commissariato), la regione Calabria e il governo del paese. Ci sono un senatore Ds e un deputato della Margherita: Nuccio Iovene e Agazio Loiero. Seguirà la musica. Ci sono le famiglie di Badolato, gli emigrati tornati per le vacanze che ritrovano la festa e anche i turisti. Come ai vecchi tempi. Si divertono Olivia e Laura, arrivate tra le prime. Sono due giovani insegnanti di Varese (lettere alla media e tedesco al superiore) che hanno affittato una casa di pietra al borgo medievale per 15 giorni. Trovano il paese e il mare bellissimi. La festa molto vivace. «E anche l'Unità, ora, mica prima, specie per noi che siamo per la pace senza se e senza ma, ci pare molto bella». Aldo Varano, L'Unità, lunedì 11 agosto 2003 |
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