Il difensore civico di Badolato, Andreacchio: «Troppa tolleranza
sull'ambiente»
«Fatte decine di denunce per il depuratore di Isca» L'interruzione della corrente elettrica ad una ventina di depuratori della
nostra provincia ha fatto tornare d'attualità il problema ambientale. Più che altro si
assiste ad un susseguirsi di dichiarazioni dei soggetti interessati che pretendono di
tirarsi fuori da questa vicenda, che ha già prodotto i suoi danni e rischia di sfociare
in un vero disastro ecologico per mari e fiumi. Ma da questa, come da altre vicende legate
all'ambiente, nessuno può chiamarsi fuori, nemmeno i cittadini, che non possono limitarsi
a chiedere ai governanti, ma devono prendere coscienza del dovere di stare con gli occhi
ben aperti e di denunciare tutti gli abusi. Nè possono chiamarsi fuori le amministrazioni
comunali che, nonostante abbiano, per un verso o per l'altro, interesse a garantire
l'igiene dei loro territori e soprattutto del mare, risorsa preziosa della loro economia,
non esercitano, tuttavia, la necessaria vigilanza per prevenire e reprimere gli abusi. é
evidente che c'è troppa tolleranza a livello locale: spesso si chiudono tutti e due gli
occhi di fronte allo scempio del territorio, in nome di un malinteso spirito di
solidarietà paesana, magari anche per non perdere una manciata di voti. In questo
contesto capita di ascoltare ragionamenti incredibili ed assurdi della serie "la
gente deve lavorare, non si possono porre troppi vincoli o troppi divieti, quello che si
guadagna in un mese deve assicurare la sopravvivenza per un anno".
Al Commissario straordinario per l'emergenza ambientale, prorogato fino al 31 dicembre, e
il Presidente dell'Ato, sono state indirizzate, direttamente o indirettamente, decine di
denunce per il malfunzionamento degli impianti di sollevamento del depuratore consortile
di Isca. Ciononostante, e a due anni dalla prima manifestazione del problema, le
"esondazioni" si ripetono a scadenza periodica. Soprattutto d'estate.
Infine, non possono chiamarsi fuori gli organi di controllo. Le malefatte sono sotto gli
occhi di tutti, dovrebbero esserlo ancor più sotto gli occhi di chi, per missione,
dovrebbe vedere più lontano degli altri. Non bisognerebbe aspettare che il disastro
diventi irreversibile per fare verbali, analisi, inchieste e denunce penali.
Dunque, è inutile cercare ancora negligenze e corresponsabilità, perchè non sono
sconosciuti i responsabili del disastro ecologico, che inquina il nostro mare e non
consente al nostro turismo costiero di mettere a frutto tutte le sue potenzialità. Se il
mare è sporco, è colpa di chi non sa o non vuole esercitare i poteri che la legge gli ha
affidato. L'estate è alle porte, sarebbe ora di porre mano alla ricerca di soluzioni, per
un problema da troppo tempo sottovalutato, mettendolo al primo posto nell'agenda dei
lavori della politica. Vorrei sentire, in merito, quali sono gli intendimenti dei
candidati a governatore della Calabria, Loiero e Abramo. Perchè il territorio è una
risorsa importante e preziosa. Lo è dovunque, ma lo è soprattutto nelle aree a più
forte vocazione turistica, come la nostra zona costiera. Qui da noi l'ambiente andrebbe
rispettato, difeso, salvaguardato, curato. Se non altro perchè, almeno così si dice da
più parti, è la risorsa prima della nostra economia. Soprattutto il mare.
Pasquale Andreacchio, Difensore civico del Comune di Badolato,
Il Domani, martedì 1 febbraio 2005 |