LA RIFLESSIONE
Mai più sfugga di non ricordare la Shoah Caro direttore, gradirei, se me lo permette, dare, in un
certo senso, una breve risposta alla lettera, di Andrea Ficchi, studente del Liceo
Scientifico, pubblicata a pag. 30 de "Il Quotidiano" di domenica 30 gennaio, dal
titolo "Tutti hanno ricordato la tragedia di Auschwitz tranne il liceo scientifico
Guarasci!", perché la ritengo meritevole d'attenzione, soprattutto da parte di un
insegnante, quale io sono.
Intanto c'è l'art. 2 della legge 20 luglio 2000, n. 211: «In occasione del "Giorno
della Memoria", sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di
narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e
grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani
nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dellItalia la memoria di un
tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili
eventi non possano mai più accadere»
Poi, ci sono le dichiarazioni del Ministro della pubblica istruzione e le circolari. «La
scuola italiana tiene alto l'impegno a non dimenticare, a rivivere con emozione ed
intelligenza la tragedia assoluta della Shoah [...]. Una scuola che educa alla democrazia
ed al rispetto per le istituzioni, attraverso il dialogo pacato e sereno fra idee
diverse» ha dichiarato il Ministro Moratti, e le circolari non si sono fatte attendere:
il Ministro (14 gennaio) ha invitato gli uffici scolastici a "sensibilizzare le
scuole", l'Ufficio scolastico regionale (24 gennaio) ha invitato i dirigenti
scolastici "ad attivare un'opera di sensibilizzazione dei docenti", affinché
diano adeguato risalto alla celebrazione.
L'affermazione di Andrea "all'interno del liceo niente, neanche un accenno, un minuto
di silenzio, una parola, ma l'indifferenza totale" è, tuttavia, categorica e,
fortunatamente, non vera in un senso importante, anche se, debbo subito aggiungere,
anch'io, al pari di Andrea, ho avuto l'impressione che, le scuole soveratesi, quest'anno,
non abbiano dato adeguato risalto alla celebrazione del "Giorno della memoria".
In ogni caso, sia nelle scuole, come lIpssar, in cui il dirigente scolastico
ha sensibilizzato gli insegnanti, sia nel Liceo scientifico, così come nelle
altre scuole soveratesi che non hanno "organizzato" la celebrazione, ci sono
stati insegnanti e alunni, che hanno celebrato la "Giornata della memoria"
adeguatamente, con un minuto di silenzio e con riflessioni.
Tutti quegli insegnanti, per i quali non v'è dubbio che esista un rapporto intrinseco,
necessario e ineludibile tra il fare memoria e leducare, dal momento che
leducazione è, prima di tutto e sostanzialmente, passaggio di significati
condivisi tra le generazioni, non hanno perso l'occasione per levare un grido
d'allarme in tema di tolleranza: stiamo, infatti, assistendo a una pericolosa ripresa di
movimenti razzisti e particolarmente preoccupanti sono i rigurgiti antiebraici, spesso
alimentati da gruppi neonazisti, che producono comportamenti bestiali come la profanazione
dei cimiteri o l'aggressione di singoli ebrei.
Anche se "fosse sfuggito al dirigente scolastico", come afferma Andrea, il senso
e l'importanza della giornata, non è sfuggita né agli insegnanti, come me, né agli
studenti come Andrea. Per il prossimo anno, spero anch'io, come Andrea, che la
celebrazione della "Giornata della memoria" sia adeguatamente organizzata dalle
Istituzioni, scolastiche e non, soveratesi. Spero, inoltre e soprattutto, che gli
studenti, come Andrea, abbiano anche voglia di "sensibilizzare" i loro
insegnanti, di Storia e altro, per la preparazione di qualche lavoro da presentare in
occasione delle prossime celebrazioni.
Ai miei colleghi insegnanti, quelli che non dimenticano la "Giornata della
memoria", chiedo di valutare l'opportunità di far inserire nel progetto didattico,
che ogni scuola, in piena autonomia, organizza, per ricordare la giornata del 27 di
gennaio, anche il minuto di silenzio. Facciamolo per Andrea, per noi, e
perché MAI PIÙ "sfugga al dirigente scolastico".
Pasquale Andreacchio, Insegnante (di Matematica)
dell'Ipssar di Soverato
Il Quotidiano, martedì 1 febbraio 2005 |

LA LETTERA
«Tutti hanno ricordato la tragedia di Auschwitz tranne il liceo scientifico
Guarasci!» Riceviamo
e pubblichiamo
Tranne che al Liceo Scientifico...! Il 27 gennaio si sessant'anni fa,
finiva nel campo di concentramento di Auschwitz lo sterminio degli ebrei da parte dei
nazisti.
Da quella data in poi, ogni 27 gennaio si ricorda e ci si ripromette la fine
dell'antisemitismo. Quest'anno in particolare è stato molto atteso perché, si
celebravano i sessant'anni di quel felice giorno. Infatti alla celebrazione che è stata
fatta ad Auschwitz hanno preso parte capi si Stato e di Governo, sopravvissuti, e i
successori di chi non c'è più. Tutto il mondo ha ricordato le tante vittime, tutto il
mondo tranne il Liceo Scientifico di Soverato A.Guarasci... incredibile ma vero. Molti si
domanderanno"ma come, in una scuola?", ma è proprio andata così, certamente è
spiazzante che sia accaduto all'interno di un edificio scolastico, nel quale certe
ricorrenze dovrebbero essere alimentate invece che dimenticate. Poiché il giorno della
Shoah è anche momento di sensibilizzazione dei giovani per un avvenimento tanto tragico
quanto immorale, si dovrebbe cercare di fare qualche gesto rappresentativo, ma all'interno
del liceo niente, neanche un accenno, un minuto di silenzio, una parola, ma l'indifferenza
più totale. Davvero da non crederci!!! Personalmente ho provato un gran rammarico per non
aver partecipato, con un gesto concreto, ad una giornata molto importante e significativa,
ma la cosa che mi fa più male è l'indifferenza. Cercando di trovare le cause di questa
grave mancanza, non ci sono molte soluzioni. Facendo ricorso al buon senso direi che
probabilmente fosse sfuggito al dirigente scolastico, occupato dall'enorme lavoro causato
dall'inaugurazione e dall'imminente trasferimento nel nuovo edificio di Via Ammirante.
Spero che il prossimo anno anche al Liceo Scientifico A. Guarasci, le vittime del nazismo
saranno ricordate e, gli studenti potranno gridare tutti insiemi: "MAI PIU'"
Andrea Ficchi
studente
Liceo Scientifico
Il Quotidiano, domenica 30 gennaio, 2005 |