Gil Botulino

The German Observer
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martedì 1 febbraio 2005 

LA RIFLESSIONE
Mai più sfugga di non ricordare la Shoah

ilquotidiano2005_02_01.jpg (15792 byte)Caro direttore, gradirei, se me lo permette, dare, in un certo senso, una breve risposta alla lettera, di Andrea Ficchi, studente del Liceo Scientifico, pubblicata a pag. 30 de "Il Quotidiano" di domenica 30 gennaio, dal titolo "Tutti hanno ricordato la tragedia di Auschwitz tranne il liceo scientifico Guarasci!", perché la ritengo meritevole d'attenzione, soprattutto da parte di un insegnante, quale io sono.
Intanto c'è l'art. 2 della legge 20 luglio 2000, n. 211: «In occasione del "Giorno della Memoria", sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere»
Poi, ci sono le dichiarazioni del Ministro della pubblica istruzione e le circolari. «La scuola italiana tiene alto l'impegno a non dimenticare, a rivivere con emozione ed intelligenza la tragedia assoluta della Shoah [...]. Una scuola che educa alla democrazia ed al rispetto per le istituzioni, attraverso il dialogo pacato e sereno fra idee diverse» ha dichiarato il Ministro Moratti, e le circolari non si sono fatte attendere: il Ministro (14 gennaio) ha invitato gli uffici scolastici a "sensibilizzare le scuole", l'Ufficio scolastico regionale (24 gennaio) ha invitato i dirigenti scolastici "ad attivare un'opera di sensibilizzazione dei docenti", affinché diano adeguato risalto alla celebrazione.
L'affermazione di Andrea "all'interno del liceo niente, neanche un accenno, un minuto di silenzio, una parola, ma l'indifferenza totale" è, tuttavia, categorica e, fortunatamente, non vera in un senso importante, anche se, debbo subito aggiungere, anch'io, al pari di Andrea, ho avuto l'impressione che, le scuole soveratesi, quest'anno, non abbiano dato adeguato risalto alla celebrazione del "Giorno della memoria". In ogni caso, sia nelle scuole, come l’Ipssar, in cui il dirigente scolastico “ha sensibilizzato gli insegnanti”, sia nel Liceo scientifico, così come nelle altre scuole soveratesi che non hanno "organizzato" la celebrazione, ci sono stati insegnanti e alunni, che hanno celebrato la "Giornata della memoria" adeguatamente, con un minuto di silenzio e con riflessioni.
Tutti quegli insegnanti, per i quali non v'è dubbio che esista un rapporto intrinseco, necessario e ineludibile tra il “fare memoria” e l’educare, dal momento che l’educazione è, prima di tutto e sostanzialmente, passaggio di “significati condivisi” tra le generazioni, non hanno perso l'occasione per levare un grido d'allarme in tema di tolleranza: stiamo, infatti, assistendo a una pericolosa ripresa di movimenti razzisti e particolarmente preoccupanti sono i rigurgiti antiebraici, spesso alimentati da gruppi neonazisti, che producono comportamenti bestiali come la profanazione dei cimiteri o l'aggressione di singoli ebrei.
Anche se "fosse sfuggito al dirigente scolastico", come afferma Andrea, il senso e l'importanza della giornata, non è sfuggita né agli insegnanti, come me, né agli studenti come Andrea. Per il prossimo anno, spero anch'io, come Andrea, che la celebrazione della "Giornata della memoria" sia adeguatamente organizzata dalle Istituzioni, scolastiche e non, soveratesi. Spero, inoltre e soprattutto, che gli studenti, come Andrea, abbiano anche voglia di "sensibilizzare" i loro insegnanti, di Storia e altro, per la preparazione di qualche lavoro da presentare in occasione delle prossime celebrazioni.
Ai miei colleghi insegnanti, quelli che non dimenticano la "Giornata della memoria", chiedo di valutare l'opportunità di far inserire nel progetto didattico, che ogni scuola, in piena autonomia, organizza, per ricordare la giornata del 27 di gennaio, anche “il minuto di silenzio”. Facciamolo per Andrea, per noi, e perché MAI PIÙ "sfugga al dirigente scolastico".

Pasquale Andreacchio, Insegnante (di Matematica) dell'Ipssar di Soverato

Il Quotidiano, martedì 1 febbraio 2005

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LA LETTERA
«Tutti hanno ricordato la tragedia di Auschwitz tranne il liceo scientifico Guarasci!»

ilquotidiano20050130shoah.jpg (7089 byte)Riceviamo e pubblichiamo

Tranne che al Liceo Scientifico...! Il 27 gennaio si sessant'anni fa, finiva nel campo di concentramento di Auschwitz lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti.
   Da quella data in poi, ogni 27 gennaio si ricorda e ci si ripromette la fine dell'antisemitismo. Quest'anno in particolare è stato molto atteso perché, si celebravano i sessant'anni di quel felice giorno. Infatti alla celebrazione che è stata fatta ad Auschwitz hanno preso parte capi si Stato e di Governo, sopravvissuti, e i successori di chi non c'è più. Tutto il mondo ha ricordato le tante vittime, tutto il mondo tranne il Liceo Scientifico di Soverato A.Guarasci... incredibile ma vero. Molti si domanderanno"ma come, in una scuola?", ma è proprio andata così, certamente è spiazzante che sia accaduto all'interno di un edificio scolastico, nel quale certe ricorrenze dovrebbero essere alimentate invece che dimenticate. Poiché il giorno della Shoah è anche momento di sensibilizzazione dei giovani per un avvenimento tanto tragico quanto immorale, si dovrebbe cercare di fare qualche gesto rappresentativo, ma all'interno del liceo niente, neanche un accenno, un minuto di silenzio, una parola, ma l'indifferenza più totale. Davvero da non crederci!!! Personalmente ho provato un gran rammarico per non aver partecipato, con un gesto concreto, ad una giornata molto importante e significativa, ma la cosa che mi fa più male è l'indifferenza. Cercando di trovare le cause di questa grave mancanza, non ci sono molte soluzioni. Facendo ricorso al buon senso direi che probabilmente fosse sfuggito al dirigente scolastico, occupato dall'enorme lavoro causato dall'inaugurazione e dall'imminente trasferimento nel nuovo edificio di Via Ammirante. Spero che il prossimo anno anche al Liceo Scientifico A. Guarasci, le vittime del nazismo saranno ricordate e, gli studenti potranno gridare tutti insiemi: "MAI PIU'"

Andrea Ficchi
studente
Liceo Scientifico

Il Quotidiano, domenica 30 gennaio, 2005