IL FATTO
Guardavalle. L'impianto si è bloccato, protestano i cittadini per i
disagi
Badolato, depuratore in tilt e i liquami invadono le case Ancora proteste a Badolato marina, da parte di numerosi
nuclei familiari che risiedono nella zona sotto ferrovia.
Il problema è sempre lo stesso, e riguarda la fuoriuscita di liquami fognari dai pozzetti
ubicati nel tratto del lungomare dove ci sono diverse pompe di sollevamento collegate con
il depuratore consortile, ubicato nei pressi del fiume Gallipari, che serve i comuni di
Badolato, Isca e S.Andrea, dove spesso lo stesso depuratore per cattivo funzionamento
scarica nel letto del fiume che porta i liquami a mare.
Più volte i cittadini hanno denunciato alle autorità competenti la grave situazione che
provoca allagamenti nei pressi delle proprie abitazioni, con ripercussioni anche igienico-
sanitarie. Della protesta si è fatto portavoce, Giocondo Mannello, la cui abitazione si
trova nei pressi del "Porto Bocche di Gallipari", invasa nei giorni scorsi da
liquami. «Siamo stanchi e sfiduciati di questa drammatica situazione che mette a rischio
la salute dei nostri figli, che provoca notevoli disagi a numerosi nuclei familiari. Oltre
ai disagi provocati dall'interruzione della corrente elettrica che ha mandato in tilt il
depuratore consortile, a cui hanno fatto seguito decine di denunce da parte
dell'amministrazioni comunali e da privati cittadini, oggi bisogna registrare l'ennesimo
episodio con l'allagamento di tutta la zona, che è stata invasa da liquami e acqua
fognaria, provocando un fetore insopportabile che ci ha costretti a non uscire da casa.
Abbiamo documentato tutto con foto e un filmato che consegneremo alla magistratura,
affinché vengono presi i dovuti provvedimenti ed individuati eventuali responsabilità.
Infatti c'è il rischio concreto di un disastro ecologico-ambientale con ripercussioni per
il fiume e il mare».
C'è da dire che sul caso, più volte è intervenuta l'amministrazione comunale e il
difensore civico del comune di Badolato, Pasquale Andreacchio che ha denunciato
la gravissima situazione al Commissario straordinario per l'emergenza ambientale, e al
presidente dell'Ato. Andreacchio, ha evidenziato come le inondazioni si ripetono a cadenza
periodica.
Nella sua missiva il difensore civico, nel chiamare in causa gli organi di controllo,
denuncia le "malefatte" che, a suo dire, sono sotto gli occhi di tutti.Per cui
non bisognerebbe aspettare che il disastro diventi irreversibile per fare verbali,
analisi, inchieste e denunce penali. Quindi, è inutile cercare ancora negligenze e
corresponsabilità, perché non sono sconosciuti i responsabili del disastro ecologico,
che inquina il maree e non consente al turismo costiero di mettere a frutto tutte le sue
potenzialità.
Franco Laganà, Il Quotidiano, giovedì 10 febbraio 2005 |