Faccia a faccia in aula tra maggioranza e opposizione dopo i
manifesti al vetriolo dei giorni scorsi
Badolato, il consiglio della verità
Andreacchio: «Si producano gli atti presumibilmente illegittimi» Numerosi cittadini e rappresentanti delle forze politiche,
hanno partecipato ai lavori del Consiglio comunale aperto, convocato dal presidente,
Salvatore Caminiti, per rispondere agli attacchi del movimento Cinque Stelle, che con
manifesti murali ha lanciato pesante accuse alla maggioranza Arcobaleno, per alcuni
provvedimenti amministrativi.
La stessa minoranza, a causa dei gravi problemi familiari del capogruppo, Francesco
Gallelli, aveva chiesto il rinvio dei lavori del consiglio. Ma veniamo ai lavori del
consiglio, prima di aprire la discussione, il segretario comunale, Vincenzo Prenestini,
chiamato in causa nel volantino, ha dato lettura di un suo documento. (Che pubblichiamo
integralmente a lato) Nel documento, il segretario comunale, pone agli autori del
manifesto una serie di interrogativi, affermando anche che in otto mesi di amministrazione
Menniti, ha sempre tenuto nei confronti della minoranza un comportamento giusto e
imparziale. Il presidente del consiglio, Caminiti, nell'esprimere la solidarietà al
segretario , e a quanti sono stati citati nel manifesto, ha spiegato i motivi della
convocazione, non ritenendo giustificabile il rinvio richiesto dalla minoranza, per
l'assenza del suo capogruppo. Per la minoranza in aula era presente il consigliere,
Pasquale Piroso, il quale ha dato lettura di un documento in cui venivano spiegati i
motivi per il rinvio del consiglio. Messa ai voti la richiesta veniva respinta.
L'assessore Lezzi, e il consigliere Carnara, chiamati in causa nel manifesto, hanno
criticato gli autori, il cui contenuto bugiardo e volgare, offende famiglie oneste di
Badolato, e contribuisce a creare tensioni sociali. Entrambi hanno respinto le accuse,
evidenziando il forte impegno dell'amministrazione che pur nelle gravi difficoltà
economiche ereditate dalla gestione Mannello, si sta prodigando per dare risposte ai
cittadini, e ai gravi problemi del paese , con richieste di finanziamenti alla regione e
presentazione di progetti. Il sindaco Menniti, ha usato parole pesanti verso gli
incoscienti autori di un manifesto ricco solo pettegolezzi, ma vuoto politicamente. Ha
ipotizzato anche gli eventuali autori, responsabili di voler innescare un clima di
tensione.
Ha ricordato anche gli sperperi della precedente amministrazione, e le gravi
responsabilità dell'ex sindaco Mannello, reo di aver provocato danni incalcolabili alle
casse del comune, che bloccano l'attività amministrativa. Pesantissime le accuse del vice
sindaco, Criniti, esponente dei Ds. Nel suo intervento ha respinto punto per punto tutte
le argomentazioni del manifesto di Cinque Stelle. Criniti, ha difeso l'operato
dell'amministrazione, a valorizzato il dialogo costruttivo e aperto con la minoranza, sia
sulla scelta del difensore civico, che nella nomina del vice presidente del consiglio,
assegnato alla minoranza.
Dettagliato il suo rendiconto sullo sperpero del denaro pubblico della gestione Mannello.
Lo sperpero nelle missioni dei consiglieri, oltre 150 milioni di vecchie lire, gli
incarichi a legali, consulenti esterni e tecnici. Ha chiarito anche la posizione del
responsabile tecnico dell'ufficio urbanistico, i miliardi da pagare per i muti contratti
con la cassa depositi e prestiti, l'impossibilità economiche di realizzare nell'immediato
opere di una certa rilevanza. Il vice sindaco ha attribuito all'amministrazione Cinque
Stelle, alcune incompiute, come il lungomare, centro polifunzionale, urbanizzazione. Nel
concludere il suo intervento, ha auspicato una riappaciificazione sociale tra le forze
politiche e tra quanti credono nel riscatto morale, sociale economico e culturale del
paese, per poter uscire dal un tunnel buio e pericoloso ereditato dalla gestione Mannello.
Anche il consigliere di maggioranza Bressi, si è detto preoccupato del clima innescato
dal movimento politico Cinque Stelle, richiamando tutti ad adoperarsi per respingere d
emarginare chi vuole far ricadere il paese nel caos e nell'indifferenza. Pasquale
Andreacchio, anche lui chiamato in causa nel manifesto per garantire la legalità
degli atti amministrativi, ha dichiarato la sua disponibilità a svolgere il ruolo
istituzionale assegnatoli, invitando la minoranza a documentare gli atti presumibilmente
illegali. In conclusione a dire la sua anche l'esponente della Margherita, Tonino
Parretta.
Franco Laganà, Il Quotidiano, martedì 15 febbraio 2005
Rif: GilBotulino News
di domenica 13 febbraio 2005 |