|
Calabria Ora, 17-11-2006 A scuola la relazione sull'Asl
Caso Locri, la Casa della legalità ai presidi: seguite l'invito
di Minniti

Aumenta il numero degli indagati
per la pubblicazione della relazione della Commissione d'accesso
antimafia sull'Asl di Locri.
Nell'elenco della Procura di Reggio è stato iscritto il direttore
di Radio 24, Giancarlo Santalmassi. Con lui figurano anche
Paride Leporace, direttore del nostro giornale; Vittorio
Zucconi, direttore di Repubblica.it; Elio Veltri, Roberta
Anguillesi, Marco Ottonelli, direttore e giornalisti di
democrazialegalita.it; Angelo Perrino, direttore della testata
giornalistica su web canali.libero.it; Agostino Pantano,
responsabile comunisticalabria.org, organo della segreteria
regionale del Pdci; Pasquale Andreacchio, responsabile del sito
web badolato.info.
E dopo l'oscuramento della realzione sui siti della Casa della
lLegalità, Democrazia legalità, Repubblica, Comunisti italiani,
Gil Botulino, è stato sequestrato anche il dossier sulla Asl di
Locri redatto dalla "Casa della legalità - Osservatorio sulle
Mafie",. Che, da parte sua, ha inoltrato via e-mail. una lettera
alle scuole della Calabria per invitarle ad accogliere l'invito
formulato dal viceministro degli Interni, Marco Minniti, a
leggere e studiare la relazione sulla Asl di Locri della
Commissione d'accesso.
«In Calabria - fa notare la Casa della legalità- è il terremoto. ma
si continua a farlo passare per un fenomeno sparuto e locale,
dunque poco grave, quasi occasionale. Il legame
mafia-politica-istituzioni-affari è devastante in questa "terra
prediletta" di Calabria».
E giù un lungo elenco di «fatti inquietanti»: «A Vibo, uomini della
Giustizia non solo indagati, ma arrestati per legami con la
'ndrangheta: il presidente di sezione del Tribunale, avvocati,
imprenditori e politici; 24 consiglieri regionali indagati su
50; una Sanità infestata dalle 'ndrine, che sottrae il denaro
pubblico a danno dei cittadini; imprese che ottengono prestiti
impensabili per qualunque "mortale" da banche; indagini e
mandati di arresto bloccati perché manca il personale nelle
caserme e nei palazzi di giustizia, come i mille arresti di
uomini della 'ndrangheta in "stand by" denunciati dalla procura
nazionale antimafia».
Tutto questo, fa notare l'associazione, mentre è confermato il dato
che individua l'organizzazione mafiosa calabrese quale il più
forte delle mafie, con diramazioni e infiltrazioni su scala
nazionale; decine di delitti, morti ammazzati e parenti
sopravvissuti, che per ani e anni attendono giustizia e verità e
un delitto "eccellente", quello di Franco Fortugno, «su cui chi
conosceva vene il contesto in cui è maturato l'omicidio, ha
taciuto e tace».
La Casa delle legalità ricorda che «l'indispensabile,
insostituibile strumento di penetrazione e scardinamento delle
organizzazioni mafiose, quello dei collaboratori di giustizia,
volgarmente detti pentiti, viene progressivamente -a partire
dalla riforma del 2001- disincentivato. Se si scrive che i
"pentiti" guadagnano da questa scelta significa che non si
conosce, anche se possono esistere eccezioni, la via crucis del
percorso per diventare, essere e restare collaboratore di
giustizia. Le campagne denigratorie hanno permesso
l'irrigidimento di questo strumento, evitando che arrivassero
nuovi contributi, per individuare e colpire gli intrecci con il
potere.
Pertanto l'associazione contesta il sequestro della relazione sull'Asl
di Locri, redatta dalla Commissione d'accesso del ministero
degli Interni, «Che evidenzia il livello di infiltrazione
pressoché totale della 'ndrangheta nell'Azienda sanitaria».
Non solo: la Casa della legalità non ritiene giusto che a essere
iscritto nel registro degli indagati sia chi ha pubblicato
quella relazione e che i siti siano stati completamente
sequestrati e bloccati (Democrazia e Legalità di Elio Veltri).
Quindi ricorda le perquisizioni e i sequestri subiti da Calabria
Ora, già nella primavera scorsa, quando tentò di pubblicare la
relazione.
La Casa della legalità infine fa notare che, «secondo il pm
Giuseppe Lombardo, la pubblicazione della relazione è violazione
del segreto d'ufficio», mentre «per il viceministro degli
Interni, Marco Minniti, è una relazione da leggere e studiare in
tutte le scuole».
Calabria Ora, venerdì 17 novembre 2006)
(gilbotulino.it, 18-11-2006) |