Gil Botulino

The German Observer
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venerdì 19 maggio 2006 

Badolato. La protesta del giudice di pace: davanti alla mia finestra un acquitrino maleodorante
Degrado ambientale, il Comune è assente

Sul degrado ambientale di Badolato denunciato da Gilbotulino è intervenuto anche il Giudice di pace di Badolato, Massimo Grassellini, il quale, attraverso una dichiarazione scritta, ha espresso il proprio rammarico per il mancato intervento dell'amministrazione comunale. Con apposita ordinanza -si legge nel documento stilato dal giudice Grassellini- «il Sindaco del Comune di Badolato al fine di evitare la diffusione della cosiddetta zanzara tigre ha ordinato a tutta la cittadinanza di eliminare in ambito privato e pubblico qualsiasi prolungata raccolta d’acqua all’aperto, di non abbandonare in luogo pubblico e privato oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensione ove possa raccogliersi acqua piovana». «L'amministrazione comunale -spiega Grassellini- è la prima a non adempiere a tali obblighi tanto è vero che nello spiazzo adiacente all'ufficio del Giudice di pace esiste un acquitrino maleodorante e, nonostante le continue sollecitazioni al fine di provvedere alle riparazioni necessarie, nonché alla pulizia di tutto lo spazio medesimo, l'amministrazione fino a oggi è totalmente assente».
    In merito alla situazione ambientale badolatese, sempre attraverso il sito Gilbotulino.it, è intervenuto anche il presidente del Gevam,(Guardie Ecozoofile Volontarie Associazione del Mediterraneo), Claudio Martinotti, "addetto ai lavori" in tema di ambiente.
   «È con profonda amarezza -scrive Martinotti" che prendo atto delle condizioni di grave degrado ambientale in cui versa il territorio di Badolato, soprattutto in questo periodo di prossimità all'estate, che aggrava ancor più le ripercussioni sanitarie ed ambientali e minaccia l'esito della stagione turistica». «In proposito -prosegue il presidente del Gevam- non possono più sussistere dubbi: la qualità dell'ambiente è condizione essenziale perché possa esservi un minimo successo di qualsiasi campagna di promozione turistica, è una delle aspettative e richieste primarie del turista, che essendo perlopiù proveniente dalla città (ormai oltre il 50% della popolazione mondiale vive in città e la percentuale è destinata ad aumentare) in vacanza desidera trovare un ambiente il più naturale ed incontaminato possibile. Lo dicono gli studi di settore oltre che il buon senso. Ma non è solo per motivi economici e di rilancio turistico,-spiega Martinotti- per il quale Badolato ha tutte le potenzialità per essere valorizzato (come Borgo, come territorio circostante e come mare), ma anche e soprattutto per rispetto dei suoi cittadini residenti e di coloro che lo hanno "adottato", che meriterebbero una qualità di vita adeguata ai tempi ed alle possibilità che sono ormai alla portata di tutti gli Enti locali». «Inoltre -si legge- per coerenza con una scelta complessiva di qualità ambientale, occorre incentivare la conversione all'agricoltura biologica, biodinamica o permacoltura, in modo da eliminare gradualmente ogni ricorso ai fitofarmaci, anche negli interventi manutentivi della pubblica amministrazione locale e si dovrebbe favorire ogni forma di volontariato operativo che svolga servizi di presidio territoriale e di protezione ambientale». «Da una situazione di grave degrado -conclude Martinotti- si possono trovare gli stimoli e le risorse (soprattutto umane e sociali) per ribaltare la situazione ed avviare un processo virtuoso, che consenta di superare questi anacronistici disservizi, indegni di un paese civile ed evoluto, e di operare un'azione maieutica, di valorizzazione dei talenti e delle energie che la località possiede e che sono latenti».

Sara Dominijanni, Il Domani, venerdì 19 maggio 2006
(gilbotulino.it, 19-5-2006)