Badolato. La protesta del giudice di pace:
davanti alla mia finestra un acquitrino maleodorante
Degrado ambientale, il Comune è assente
Sul
degrado ambientale di Badolato denunciato da Gilbotulino
è intervenuto anche il Giudice di pace di Badolato, Massimo
Grassellini, il quale, attraverso una dichiarazione scritta, ha
espresso il proprio rammarico per il mancato intervento
dell'amministrazione comunale. Con apposita ordinanza -si legge
nel documento stilato dal giudice Grassellini- «il Sindaco del
Comune di Badolato al fine di evitare la diffusione della
cosiddetta zanzara tigre ha ordinato a tutta la cittadinanza di
eliminare in ambito privato e pubblico qualsiasi prolungata
raccolta d’acqua all’aperto, di non abbandonare in luogo
pubblico e privato oggetti e contenitori di qualsiasi natura e
dimensione ove possa raccogliersi acqua piovana».
«L'amministrazione comunale -spiega Grassellini- è la prima a
non adempiere a tali obblighi tanto è vero che nello spiazzo
adiacente all'ufficio del Giudice di pace esiste un acquitrino
maleodorante e, nonostante le continue sollecitazioni al fine di
provvedere alle riparazioni necessarie, nonché alla pulizia di
tutto lo spazio medesimo, l'amministrazione fino a oggi è
totalmente assente».
In merito alla situazione ambientale badolatese, sempre
attraverso il sito Gilbotulino.it, è intervenuto anche il
presidente del Gevam,(Guardie Ecozoofile Volontarie Associazione
del Mediterraneo), Claudio Martinotti, "addetto ai lavori" in
tema di ambiente.
«È con profonda amarezza -scrive Martinotti" che prendo atto delle
condizioni di grave degrado ambientale in cui versa il
territorio di Badolato, soprattutto in questo periodo di
prossimità all'estate, che aggrava ancor più le ripercussioni
sanitarie ed ambientali e minaccia l'esito della stagione
turistica». «In proposito -prosegue il presidente del Gevam- non
possono più sussistere dubbi: la qualità dell'ambiente è
condizione essenziale perché possa esservi un minimo successo di
qualsiasi campagna di promozione turistica, è una delle
aspettative e richieste primarie del turista, che essendo
perlopiù proveniente dalla città (ormai oltre il 50% della
popolazione mondiale vive in città e la percentuale è destinata
ad aumentare) in vacanza desidera trovare un ambiente il più
naturale ed incontaminato possibile. Lo dicono gli studi di
settore oltre che il buon senso. Ma non è solo per motivi
economici e di rilancio turistico,-spiega Martinotti- per il
quale Badolato ha tutte le potenzialità per essere valorizzato
(come Borgo, come territorio circostante e come mare), ma anche
e soprattutto per rispetto dei suoi cittadini residenti e di
coloro che lo hanno "adottato", che meriterebbero una qualità di
vita adeguata ai tempi ed alle possibilità che sono ormai alla
portata di tutti gli Enti locali». «Inoltre -si legge- per
coerenza con una scelta complessiva di qualità ambientale,
occorre incentivare la conversione all'agricoltura biologica,
biodinamica o permacoltura, in modo da eliminare gradualmente
ogni ricorso ai fitofarmaci, anche negli interventi manutentivi
della pubblica amministrazione locale e si dovrebbe favorire
ogni forma di volontariato operativo che svolga servizi di
presidio territoriale e di protezione ambientale». «Da una
situazione di grave degrado -conclude Martinotti- si possono
trovare gli stimoli e le risorse (soprattutto umane e sociali)
per ribaltare la situazione ed avviare un processo virtuoso, che
consenta di superare questi anacronistici disservizi, indegni di
un paese civile ed evoluto, e di operare un'azione maieutica, di
valorizzazione dei talenti e delle energie che la località
possiede e che sono latenti».
Sara Dominijanni, Il Domani, venerdì 19 maggio 2006
(gilbotulino.it,
19-5-2006) |