Commodari: qualsiasi atto violento
va condannato
Gil
Lunedì 8 Gennaio 2007
@ 12:00
Partito della Rifondazione Comunista
Provincia di Catanzaro Gruppo
Consiliare
Un negozio viene
fatto saltare a Catanzaro Lido, un
capannone brucia a Badolato, due
automobili vengono incendiate a
Sellia Marina, se non sapessimo con
certezza di trovarci in Calabria,
regione d’Italia, il dubbio potrebbe
insinuarsi in modo tale da
convincerci di essere residenti in
una città come Beirut.
Qualsiasi atto violento va
condannato a prescindere e la
solidarietà alle vittime va espressa
senza alcuna condizione.
Tutti siamo sotto
tiro. I calabresi onesti sono sotto
tiro. L’amministratore, il dirigente
di partito, il sindacalista,
l’imprenditore, il dipendente della
pubblica amministrazione che non si
piegano, che non accettano alcun
rapporto, anche inconsapevole, con
la ‘ndrangheta sono sotto tiro.
Una regione è sotto tiro, con la
conseguente sospensione della
democrazia e della libertà.
Giorno 4 gennaio siamo stati a
Soverato alla marcia “Cento passi
per il Sud liberato dalle mafie”.
Una manifestazione che non ha visto
una partecipazione di massa del
comprensorio, delle sue istituzioni
e soprattutto dei commercianti della
città di Soverato.
Ma essa è fondamentale perché non è
solo che l’inizio e perché ha visto
la presenza convinta di tanti
giovani, che si sono riconnessi a
quelli di Locri e di Lamezia Terme,
in una battaglia comune contro la
‘ndrangheta.
Lo Stato deve garantire sicurezza e
capacità immediata di dare risposte
alla Calabria.
Non possiamo permetterci il lusso di
perdere questo treno che è
rappresentato dalla rivolta civile
delle nuove generazioni.
Ciò significa non solo una efficace
azione preventiva e repressiva nei
confronti della criminalità
organizzata, confiscare gli ingenti
beni dei mafiosi, ma anche e
soprattutto la capacità di dare
risposte ai bisogni storici dei
calabresi.
Catanzaro, capoluogo di regione, da
tempo non è un’isola felice rispetto
alla presenza violenta della
‘ndrangheta. Questi episodi ne sono
una ulteriore dimostrazione.
La risposta deve essere data anche a
Catanzaro dalle sue Istituzioni e
dai suoi cittadini.
Per questo riteniamo necessaria la
convocazione di un Consiglio
Comunale aperto che avvii una
riflessione seria, anche a
Catanzaro, su ciò che è avvenuto nel
corso di questi ultimi anni nella
città capoluogo di regione, sui
rapporti tra ‘ndrangheta, politica,
burocrazia ed affari, ma anche sui
rapporti tra criminalità comune e
politica, e su quali azioni
intraprendere per sconfiggere questa
organizzazione e rompere questi
rapporti.
Il Consigliere,
Pino Commodari