Lettera aperta a S.E. Mons. Antonio Ciliberti
Gil Martedì 3 Aprile 2007 @ 22:00
di Rina Trovato
Reverendissima
Eccellenza, è con grande gioia e
rispetto che Le porgo il mio
personale saluto di benvenuto nella
nostra Badolato afflitta da gravi
problemi economici e sociali.
Le faccio presente che nel
lontano 1973, in un congresso
dell’Unione Donne Italiane tenutosi
a Roma, lanciai l’allarme al
Governo, alla Chiesa e a tutte le
Istituzioni affinché si prodigassero
a tentare di risolvere i gravi
problemi nei quali si dibattevano la
maggior parte delle famiglie nel
Mezzogiorno d’Italia; problemi che
ancora oggi come allora sono:
emigrazione e disgregazione sociale.
Allora emigrazione contadina ed oggi
emigrazione intellettuale.
Oggi a distanza di tanti anni,
ripeto l’allarme: per salvaguardare
le famiglie e la società, coloro che
hanno studiato e che oggi sono
costretti ad andare via, devono
essere aiutati dal Governo, dalla
Chiesa e da tutte le Istituzioni
affinché possano tornare a fare la
propria parte nella loro terra.
Nessuno deve tirarsi indietro.
Ognuno deve fare la propria parte,
dal più piccolo al più grande.
Sono sicura che in
questi giorni, visitando Lei, le
varie realtà della nostra comunità,
vedrà le cose tute belle e
armoniose. Ma così non è. Ci sono
discrepanze in tutte le Istituzioni
a cominciare dall’alto per finire in
basso: Comune, Chiesa, società
civile, eccetera. Le faccio un
esempio molto significativo:
dovunque Lei è andato o andrà, ha
ricevuto o riceverà un regalo, ma
quando si tratta di mettere un euro
per altre iniziative importanti per
la propria comunità, quasi nessuno è
partecipe alla cosa perché si pensa
che ciò spetti al Comune o al
Governo, quando invece, il Governo
siamo noi semplici cittadini che
paghiamo le tasse per avere i
servizi.
Il Papa tutti i giorni lancia
appelli contro la legge 194 pur
sapendo che i Consultori sono gli
unici luoghi che possono aiutare le
donne a non compiere quel terribile
passo che non vorrebbero fare. A
questo proposito, direi ce fosse
opportuno che Sua Santità con
altrettanto amore, lanciasse lo
stesso appello a tutti i medici di
coscienza che tranquillamente e
senza tanti scrupoli visitano i
pazienti negli ambulatori privati
pagandosi fior di quattrini per
diagnosticare loro qualsiasi
malattia e per poi, ricoverarli
negli ospedali pubblici. Ma qualcuno
si è mai chiesto da dove vengono e
che posizione sociale occupano
questi pazienti?
Io come donna ho sempre difeso e
continuerò sempre a difendere la
maternità libera e consapevole. Mi
sono battuta per il Consultorio
perché fosse a disposizione delle
donne e dei cittadini.
Eccellenza, perdoni questa mia
espressione, ma io sono fermamente
convinta che la tutela della vita
deve andare di pari passo con la
tutela della dignità della donna.
In una società come la nostra,
disgregata a tutti i livelli, credo
che sia indispensabile e
assolutamente necessario che la
Chiesa faccia la sua parte tenendo
conto che essa ha investito nei
paesi sottosviluppati per aiutare le
famiglie e i bambini più disagiati.
Penso che sia ora nel 2007 guardi
finalmente, anche nel Mezzogiorno,
senza nulla togliere a quei poveri
sventurati, poiché anche noi per
certi aspetti, siamo nel Terzo
Mondo. Pertanto, chiedo a gran voce
che la nostra diocesi appoggi e
realizzi il programma di monsignor
Brigantini, vescovo di Locri.
Eccellenza, sicuramente, Lei sarà
a conoscenza delle gravi difficoltà
gestionali in cui si dibattono i
piccoli comuni e la Regione Calabria
per ovviare ai quali, io suggerirei
di devolvere almeno per un anno,
l’otto per mille percepito dalla
Chiesa, alle famiglie più bisognose
e ai disoccupati che non
percepiscono alcun aiuto. È così che
si tiene unita la famiglia,
altrimenti le parole se le porta via
il vento.
Chi Le scrive non è né una
cattolica né una protestante ma una
persona che si è sempre ed
esclusivamente impegnata per il
benessere del proprio paese. È
l’intera mia vita a testimoniarlo.
Non l’ho fatto per essere
ringraziata ma per essere me stessa.
Tanti saluti, Rina Trovato


Nella
partita di domenica scorsa, c'è
stato l'esordio in serie B delle due
giovanissime Caterina Piperissa (13
anni) e Lorena Lopilato (14). Dopo
essere state sempre presenti, in
panchina e agli allenamenti, è
arrivato anche il loro momento e lo
hanno onorato segnando una rete
ciascuno.