Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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LE PORTE DEL SILENZIO 

Una medaglietta per Marsilia

Intorno a me ci sono solo pochi visi noti e quasi non oso guardarli. Non ricordo più i nomi di questi uomini, ma qui una volta c’era il bar di Jo’ e Jo’ aveva le figlie più belle del paese.

La Chiesa Matrice, la chiesa della grande festa d’agosto. C’è ancora la fontanina di ghisa qui davanti. Guardo il vicoletto in discesa, contando i gradini. La chiesa, fondata dai normanni, fu ricostruita nel 1606. Gli ultimi restauri hanno lavato via ogni traccia d’antico dalle pareti. Il busto di Sant’Andrea dorato. Caterina sposa davanti all’altare. Mario, un sopracciglio più alto dell’altro, le infila l’anello. Un matrimonio combinato, come si usava all’epoca. I due giovani, mio padre e mia madre, finirono con l’innamorarsi davvero. Dev’essere stata una gran festa, ma le poche foto in bianco e nero mostrano solo facce mute e abiti scuri. La bianca sposa sorride. Lo so che eri felice, papà era bello da giovane. La strada che collegava la tua piccola patria a quella dello sposo s’inerpicava lungo aspre strade in salita verso una montagna sempre immersa nella nebbia. Doveva essere gennaio se la neve ad un tratto vi chiuse la strada. Non so immaginare con che macchina affrontavate quello strano viaggio di nozze, dalla casa paterna verso la nuova vita. La strada ti sarà sembrata interminabile ed eterna, come eterno fu il distacco dalla tua piccola collina di sole aperta verso il cielo e il mare per una montagna immersa in una nebbia pericolosa e astuta. La neve ti chiuse la strada. Fu questo un presagio? Bianca sposa sulla bianca neve. Mi chiedo che suono avesse alle tue orecchie il nome di quella montagna. Fossa del lupo. E che effetto facesse arrivare nella nuova casa dal mare alla nebbia. Sposa bianca sommersa dalla neve. Sogno camminando lungo queste strade il tuo viaggio di nozze tra lupi mai visti. Così cominciò il tuo primo esilio, di patria in patria, di paese in paese. So solo che dopo d’allora il tuo ritorno a Badolato fu raro, due volte all’anno in estate per portare i bambini a mare e poi riprenderli. Solo io ebbi il privilegio di confondere le patrie, abbandonata in quel borgo misterioso alle dolcissime cure di tua sorella. Non fu lei l’unica donna che ti sostituì nei tuoi compiti. Sono cresciuta con la consapevolezza di avere molte madri. Una di queste, una donna grande, matriarcale e, per questo suo aspetto così florido, certo generosa e rasserenante, allattò oltre al suo diversi bambini che divennero così fratelli di latte. Di notte però veniva a casa un’altra donna, Angela, che aveva una bambina di pochi mesi. Anche Angela mi allattava. Arrivava a notte fonda con qualsiasi tempo, a nutrirmi. Poi se ne andava silenziosamente come era venuta. Il nonno la ricompensava dandole in cambio tenere fette di vitellina per i suoi figli e perché facesse il latte migliore. Così Domenica, la bambina di Angela, divenne la mia sorella di latte. Al posto di Marsilia, la primogenita, venuta al mondo col cranio perforato dai medici che non sapevano chi salvare o chi uccidere, se lei, o mia madre. Raccontavi sempre del dolore che t’aveva resa folle al punto che non riuscivi più a guardare donne incinte senza metterti a tremare. E tremò anche il medico quando, mesi dopo, ti rivide imperterrita col pancione, ostinata o forse solo folle, più folle ancora della paura e della sofferenza il desiderio arcano di avere un bambino. Quando anni e anni dopo qualcuno regalò a mio padre una medaglietta miracolosa di chissà quale madonnina, disse al donatore che una non bastava, lui aveva tre figlie femmine e tre medagliette voleva: una per me, la sua prediletta Letizia, e le altre per le fidanzate dei figli maschi. Quella notte mia madre sognò un angioletto, una bambina vestita di bianco la prendeva per mano e la conduceva verso il cimitero. "E a me", ripeteva, "perché a me non portate nessuna medaglietta?". Così ne conservasti una. Per darla poi a mio padre, quando è morto, affinché portasse lui quel piccolo dono alla bimba non più tanto lontana.

Francesca Viscone, Le porte del silenzio, La Mongolfiera editrice alternativa, 2000
e-book, Gil Botulino, dicembre 2004