Gil Botulino

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Viaggio nelle tradizioni popolari badolatesi, autore: Pietro Cossari edizioni: La Radice, Badolato 2003 

Il Giovedì Santo

Nel pomeriggio di Giovedì Santo le campane delle chiese badolatesi cessano di suonare, ad eccezione di quelle della Matrice che, sino ad una determinata ora, chiamano a raccolta i fedeli che dovranno confessarsi prima d'interpretare i ruoli degli apostoli, dei centurioni e degli alabardieri (figure, le ultime due, incaricate di tenere l'ordine in chiesa durante e dopo la sacra commemorazione dell'Ultima Cena).

Le campane saranno poi sostituite dal triste frastuono emesso da una tavoletta di legno chiamata a tocca (la battola) che, agitata dal sacrestano, suscita grande commozione, specialmente quando al tramonto, nella chiesa Matrice, è percossa durante la consacrazione eucaristica; fino a qualche decennio fa, scossa fuori delle sacrestia faceva echeggiare i suoi suoni in lontananza.

Prima d'arrivare a ciò, il parroco, facendo le veci di Gesù e in segno d'umiltà, compie il rito della lavanda dei piedi ai dodici apostoli, e le donne accompagnano con un canto in vernacolo rispecchiante fedelmente i particolari momenti anteriori alla crocifissione di Cristo:

Quandu la cena si stacìa facèndu,
lu tradimèntu su stava preparàndu.
Passa l'una de notta e si fa sesta,
la sua morta si stava avvicinàndu...

Subito dopo il sacerdote celebra l'Eucarestia donando anche ad ogni apostolo una ciambella di pane (a cuccehràta), del vino, un'arancia, un limone e delle monete per alludere al prezzo del tradimento perpetrato da Giuda.

A conclusione della Santa Messa, sempre nella chiesa Matrice, si svolge un'ora d'adorazione collettiva meditando sulla Passione del Signore mediante la presentazione, da parte dei giovani locali, della Croce (salutata con l'inno Salve o Croce da un gruppo di cantori posizionatisi sotto il palchetto della Via Crucis) quale strumento della redenzione, e di sei quadri che descrivono:
   Gesù nell'orto degli ulivi. - Dunque del Padre ancora.
   Il bacio di Giuda e la cattura di Gesù. - Mio barbaro cuor.
   Gesù dinanzi a Pilato. - Finché l'alma in seno avrò.
   L'ecce homo. - O fieri flagelli.
   Pilato che condanna Gesù. - Se il mio Signor diletto.
   Gesù caricato della Croce. - Con la Croce sulle spalle.

Alla fine dell'illustrazione di ogni quadro i cantori intonano un carme in tema con l'argomento trattato (i relativi titoli, per comodità dei lettori, sono stati messi in corsivo a fianco dei quadri).

Al termine dell'ora meditativa è distribuita a tutti i presenti a cuccehrata, un pezzo di pane benedetto che sarà consumato subito in sacrestia con un bicchiere di vino, oppure sarà spezzato dal capofamiglia a tavola o, altrimenti, conservato adeguatamente per poi sbriciolarne un po' durante le probabili tempeste allo scopo di placarle.

La commemorazione dell'Ultima cena di Gesù è celebrata subito dopo il tramonto, usando pane non lievitato e vino rosso, anche dalla consistente comunità dei testimoni di Geova, nella Sala del Regno di Badolato marina.

Pietro Cossari, "Viaggio nelle tradizioni Popolari badolatesi", edizioni "La Radice", Badolato, marzo 2003

immagini a corredo:

pag. 55 - Giovedì Santo 1980. Chiesa Matrice, l'Ultima Cena (foto Vincenzo Martello)