Gil Botulino |
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The German
Observer |
responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: www.gilbotulino.it |
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Il Giovedì Santo |
| Nel pomeriggio di Giovedì Santo
le campane delle chiese badolatesi cessano di suonare, ad eccezione di quelle della
Matrice che, sino ad una determinata ora, chiamano a raccolta i fedeli che dovranno
confessarsi prima d'interpretare i ruoli degli apostoli, dei centurioni e degli
alabardieri (figure, le ultime due, incaricate di tenere l'ordine in chiesa durante e dopo
la sacra commemorazione dell'Ultima Cena). Le campane saranno poi sostituite dal triste frastuono emesso da una tavoletta di legno chiamata a tocca (la battola) che, agitata dal sacrestano, suscita grande commozione, specialmente quando al tramonto, nella chiesa Matrice, è percossa durante la consacrazione eucaristica; fino a qualche decennio fa, scossa fuori delle sacrestia faceva echeggiare i suoi suoni in lontananza. Prima d'arrivare a ciò, il parroco, facendo le veci di Gesù e in segno d'umiltà, compie il rito della lavanda dei piedi ai dodici apostoli, e le donne accompagnano con un canto in vernacolo rispecchiante fedelmente i particolari momenti anteriori alla crocifissione di Cristo: Quandu la cena si stacìa facèndu, Subito dopo il sacerdote celebra l'Eucarestia donando anche ad ogni apostolo una ciambella di pane (a cuccehràta), del vino, un'arancia, un limone e delle monete per alludere al prezzo del tradimento perpetrato da Giuda. A conclusione della Santa Messa, sempre nella
chiesa Matrice, si svolge un'ora d'adorazione collettiva meditando sulla Passione del
Signore mediante la presentazione, da parte dei giovani locali, della Croce (salutata con
l'inno Salve o Croce da un gruppo di cantori posizionatisi sotto il palchetto
della Via Crucis) quale strumento della redenzione, e di sei quadri che descrivono: Alla fine dell'illustrazione di ogni quadro i cantori intonano un carme in tema con l'argomento trattato (i relativi titoli, per comodità dei lettori, sono stati messi in corsivo a fianco dei quadri). Al termine dell'ora meditativa è distribuita a tutti i presenti a cuccehrata, un pezzo di pane benedetto che sarà consumato subito in sacrestia con un bicchiere di vino, oppure sarà spezzato dal capofamiglia a tavola o, altrimenti, conservato adeguatamente per poi sbriciolarne un po' durante le probabili tempeste allo scopo di placarle. La commemorazione dell'Ultima cena di Gesù è celebrata subito dopo il tramonto, usando pane non lievitato e vino rosso, anche dalla consistente comunità dei testimoni di Geova, nella Sala del Regno di Badolato marina. |
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Pietro Cossari, "Viaggio nelle tradizioni Popolari badolatesi", edizioni "La Radice", Badolato, marzo 2003 |
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| immagini a corredo: pag. 55 - Giovedì Santo 1980. Chiesa Matrice, l'Ultima Cena (foto Vincenzo Martello) |
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