Gil Botulino |
|
The German
Observer |
responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: www.gilbotulino.it |
||
IL SENSO DEI LUOGHI |
ultima di copertina |
| Contro ogni apparenza, i luoghi abbandonati non
muoiono mai. Si solidificano nella dimensione della memoria di coloro che vi abitavano,
fino a costituire un irriducibile elemento di identità. Vivono di una loro fisicità, di
una loro corposa e materiale consistenza. Si alimentano di uno spessore doppio e riflesso,
che non conosce annichilimento. Pretendono non la fissità, ma al contrario il movimento,
l'anabasi, il percorso fisico e mentale di una loro continua riconquista. In questo libro, scritto con la sapienza fine e distillata dell'antropologo, con la tenacia del testimone e con la passione letteraria e civile dello scrittore, Vito Teti porta ad evidenza e ricompone per intero tutti i suoi percorsi di vita. L'oggetto - ma sarebbe più proprio dire "il soggetto" - sono i paesi abbandonati di Calabria, da Pentadattilo a Roghudi, da Africo a Cerenzia, da Brancaleone a Nicastrello, ripercorsi col passo lento e misurato della riappropriazione in ogni loro più densa e nascosta sfumatura: case capanne e grotte, alberi sabbie e pietre, acqua nuvole e vento. Vista da quest'ottica, tutta la regione appare nel suo più profondo e persistente connotato identitario: è una terra mobile, precaria, incompiuta, in perenne fuga da se stessa, sempre alla ricerca di punti stabili, di nuovi luoghi, di presenza. Vige, a proposito dei paesi abbandonati di Calabria, uno strano sentimento, superficiale e compassionevole. Questi luoghi, si pensa in genere, non hanno senso: non hanno più senso, se mai ne hanno avuto uno. E invece, c'è un senso in questi luoghi. Un senso per sentirli. Un senso per capirli. Un senso per percorrerli, che è quello doppio del partire e del tornare. |
|
Vito Teti, Il senso dei luoghi (Paesi abbandonati di Calabria), edizioni Donzelli, 2004 |
|