| Perché questo
calendario? L'amore per questo
splendido paese, che si anima di luci, di colori, di odori nella stagione estiva e nelle
festività;
Con umiltà e senza alcuna voglia di
esibizionismo ma animati da profondi sentimenti d'affetto per la nostra terra, noi,
tredici badolatesi ci siamo denudati davanti all'obbiettivo con l'intento di attirare
l'attenzione su un angolo, una via, un portale, un palazzo o un'attività locale. |
Donne, cercavate un calendario 2002? Eccolo
pronto a Badolato. Con gli splendidi paesaggi del paese che fanno da sfondo, alcuni
cittadini badolatesi, tutti uomini, hanno posato davanti all'obiettivo senza alcun velo
che li nascondesse. Ne è uscito fuori un calendario che sta riscuotendo un successo
enorme. Richieste da tutte le parti: Canada, Stati Uniti, Svizzera, Milano, Roma eccetera.
E' un vero e proprio trionfo. Del resto, i compaesani che vivono lontano dalla propria
terra questo calendario 2002 non potevano proprio perderselo così come quelli che vivono
nel paese del basso jonio. Con appena diecimila lire che andranno devolute a Telethon per
la gioia di Vincenzo Piperissa (nangiu), ideatore ed esecutore dell'iniziativa, al muro di
casa per tutto il 2002 molte famiglie badolatesi (e non solo) troveranno i corpi di
Vincenzo Gallelli (gennaio), Pasquale Carnuccio (febbraio), Giuseppe Bressi (marzo),
Franco Gallelli (aprile), Giuseppe Coscia (maggio), Antonio Leto (giugno), Mimmo Carnuccio
(luglio), Raffaele Lentini (agosto), Pietro Cossari (settembre), Andrea Bressi (ottobre),
Giuseppe Garretta (novembre), e Vicenzo Menniti (dicembre). Una provocazione? forse. Per
valorizzare il paese del Basso Jonio la trovata è senz'altro originale e meritevole di
menzione. Nessun costo a carico della collettività, nessun lucro agli ideatori (tutto
andrà in beneficienza).
I protagonisti stessi dicono, presentando il calendario: "con umiltà e senza
voglia di esibizionismo ma animati da profondi sentimenti di affetto per la nostra terra,
noi, tredici badolatesi (il tredicesiom è in copertina), ci siamo denudati davanti
all'obiettivo con l'intenzione di attirare l'attenzione su un angolo, una via, un portale,
un palazzo o un'attività locale".
A dire il vero, non si tratta solo di iimagini insolite ma ciascuna di esse fa da
veicolo informativo allo sfondo su cui è collocata rappresentando quest'ultimo un
aspetto, un momento, alla realtà badolatese anche nella sua misura di un vecchio mondo
che con le sue antiche attività, i suoi mestieri che vanno scomparendo, il paesaggio che
non muta, suscita in chi osserva nostalgia e rimpianto e stimola alla riflessione.
Fabio Guarna, Il Quotidiano, sabato 22
dicembre 2001 |
È una
trovata originale, quella realizzata a Badolato con la stampa e la diffusione di un
calendario per l'anno 2002 che ha come tema bei scorci dell'Antico Borgo e giovani
completamente nudi che l'obiettivo ha immortalato con occhio ironico e mai volgare. A dire
degli autori il calendario è andato a ruba, richieste sono pervenute non solo
dall'Italia, ma anche dall'estero dove numerosi sono gli emigrati badolatesi. Il ricavato
della vendita, hanno assicurato gli autori del calendario, sarà devoluto in beneficenza.
Un'idea dunque che non ha scopo di lucro e che vuole anche rilanciare il Borgo. Il
promotore, Vincenzo Piperissa dice: " Ci hanno spinto a lavorare: l'amore per questo
splendido paese, la solidarietà verso chi soffre, la speranza di migliorare le condizioni
di vita degli emarginati contribuendo alla ricerca sulle malattie genetiche. Nessuna
voglia di esibizionismo, ma profondi sentimenti d'affetto per la nostra terra. Ecco il
segreto di noi, tredici badolatesi nudi davanti all'obiettivo con l'intento di attirare
l'attenzione su un angolo, una via, un portale, un palazzo o un'attività locale. Il
nostro vuole essere un modesto contributo alla vita". In copertina una veduta
panoramica con Vincenzo Piperissa; gennaio apre con Vincenzo Gallelli su una centenaria
pianta d'ulivo; febbraio ritrae Pasquale Carnuccio accanto a un portale; marzo, Giuseppe
Bressi ha posato, ahru mignanu (pianerottolo); aprile, Francesco Bressi è ritratto nelle
vicinanze di un torrente; maggio, Giuseppe Coscia ha posato nta chjazza (piazza),
osservato dagli amici; giugno con Antonio Leto a prendere il sole; luglio, Domenico
Carnuccio fotografato nelle vicinanze di un antico portale; agosto, presenta a forgia
(antica bottega del fabbro, detta anche fucina) Raffaele Lentini è ripreso mentre lavora;
settembre, Pietro Cossari, mostra la fontanina; ottobre, all'interno di un locale, Andrea
Bressi lavora al palmento; il mese di novembre presenta uno dei tanti palazzi baronali,
seduto sul gradino Giuseppe Gallelli; dicembre chiude con Vincenzo Menniti mentre osserva
la natura che lo circonda.
Italo Ranieri, La Gazzetta del Sud, Mercoledì 20.2.2002. |