Le parole dissimulano / Le parole corrono / Le parole sono come bastoni che camminano / Piantale / Cresceranno / Guardale ondeggiare come fanno.

Gil Botulino

Gil Botulino la piazza di Badolato

The German Observer
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Hasan si è fermato a Badolato

A small impoverished village in Calabria, Italy decided to invite 800 Curd refugees who stranded on the coast to come and re-settle the village, Badolato, wich had almost disappeared due to emmigration. Although the film begins in the traditional documentary form, it becomes more and more a wistful and abstract reflection on the meaning of home and emigration…
The film doesn't try to explain the cruel fate that the Curds had suffered, but rather deals with the search for a new home in a town that itself had become abandoned: a beautiful and magical town, Badolato, that promised to offere the Curds a new start, an escape…
An escape from an absurd world? A difficult undertaking… delimited choice that confronted both the Curds and the Badolatesi was unlike the question posed by Pasolini's raven in Uccellacci e uccellini: "wouldn't you like to speak just like the others, have the same clothes, the same food and drive the same kind of car?" to wich Ninetto answers: "Of course! Am I dumber than the others?".

En décembre 1997 le navire Ararat s'est écoué sur la côte calabraise avec à son bord plus de 800 rèfugiers Kurdes. La population de Badolato, une village appauvri, caché derrière les montes, s'est montrée enthousiaste à l'arrivé des Kurdes dans l'espoir que ces derniers apporteraient avec eux une nouvelle vie et une aide financière de Rome à ce village qui depuis 20 ans devenait désertique.
Le film ne raconte pas les passé cruel des Kurdes mais plutôt leur recherche d'une nouvelle patrie en un endroit qui a été trahi et abandonné. Badolato un lieu magique e magnifique promit aux Kurdes une nouvelle vie, leur proposa un nouveau refuge…
le refuge d'un monde absurde? Une tâche difficile. Les Kurdes et la population de Badolato se sont retrouvés dans une situation proche de la parabole Uccellacci e uccellini, de Pasolini: Corbeau: Est-ce que cela te plairait de parler comme les autres, de porter les mêmes habits, de manger la même nourriture et de conduire la même voiture? Ninetto: Biensûr! Suis-je plus bête que les autres?.

Regia: Jan Ralske
Assistenti: Alina Marazzi, M.Bonvicini
Fotografia: Mirek Janek
Montaggio: Julia Albrecht, Tonlèka Janek, Jan Ralske
Suono: Michael Míèek
Musica:
Andrea Naimo, Mimmo Audino, Giuseppe Coscia, Kurt Ralske
Produzione: Mirjam Quinte. ©quintefilm 2001

Nel dicembre del 1997, la nave Ararat approda sulla costa della Calabria, carica di ottocento rifugiati curdi. I profughi, fra solidarietà e grandi speranze di una nuova vita, trovano casa nel paese spopolato e decadente di Badolato, la cui storia di sofferenza ed emigrazione ha significative somiglianze con la situazione dei curdi. La città e i suoi rifugiati vengono raccontati dopo il ritiro del circo delle televisioni che ha accompagnato l'evento. «All'inizio pensavo di fare un film molto politico sui motivi per cui il concetto di solidarietà è diventato così raro e può trovare posto soltanto nelle Disneyland mediatiche e primitive, quali quella che Badolato ha creato in occasione dell'arrivo dei profughi. Ma come si può fare un film politico quando sono proprio le idee politiche a scomparire? L'unico modo di fuggire l'assurdità del mondo sembra quello di proporsi come via di fuga per l'assurdità. Per questo motivo gli aspetti comici che ci sono nel film hanno lo stesso peso dei presupposti filosofici. In fondo la possibilità di scelta a cui si sono trovati di fronte i curdi e i badolatesi non è del tutto dissimile dalla domanda posta da Pasolini in Uccellacci e uccellini: "Non ti piacerebbe parlare come gli altri, vestire come gli altri e guidare la stessa macchina?" con Ninetto che risponde: "Certo, chè sono più stupido degli altri?"» (Jan Ralske)

(gilbotulino.it 19-04-2006)

Jan Ralske è nato nel 1961 in Texas e si è laurato alla National Film School (DFFB) di Berlino, dove tuttora vive e lavora.
Il suo film di debutto, Love Song ha vinto il premio della critica tedesca nel 1998.
Ha realizzato molti corti, che sono stati presentati a festival e nell'ambito di eventi artistici in tutto il mondo.
Ha fatto l'aiuto regia per Haron Farocki e ha diretto Vergangen, vergessen, Voruber, uno pseudo documentario con Bruno S. proiettato in oltre trenta festival.
Hasan si è fermato a Badolato
è il suo primo film documentario.

 

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