|
L'Armata Brancaleone al Consiglio comunale
Le 18. Il sipario non accenna ad alzarsi. Eppure
tutti gli attori sono ai posti assegnati. Il pubblico non
rumoreggia. Si sa com'è la prima: ancora c'è da limare qualcosa.
Bruno Marafioti, Mario Gallelli, Salvatore Cossari e la Sig.ra
zzita del consigliere Carnara, (l'eletto pubblico di
oggi) scambiano qualche battuta. La rappresentazione non può
ancora iniziare. Si attende l'ing. Cunsolo, la voce narrante del
1° punto all'ordine del giorno. Arriva, finalmente, accolto
dall'amichevole rabbuffo dell'assessore ai LL.PP. nonché
capogruppo del Ds, che dopo farà soltanto da comparsa.
Si alza il sipario. Sorrisi e applausi scroscianti. Un'altra
lottizzazione all'arco dell'assessore Bressi "il lottizzatore" e
del suo consulente esterno. Si apre il fascicolo e si comincia a
recitare. Non c'è bisogno nemmeno del suggeritore, la parte è
stata mandata perfettamente a memoria. Se fosse per lui non ci
sarebbe nemmeno bisogno del parere del Capo Area dell'Ufficio
tecnico, che nelle carte non c'è. Francesco Gallelli, capogruppo
di minoranza, protesta, garbatamente ma protesta: «Signor
regista -attacca rivolgendosi al centro del tavolo semirotondo-
la lottizzazione va bene, il consulente va bene, ma questo non
si può accettare, non c'è nel copione, non si può ogni volta
recitare a soggetto. Rimandiamo questo punto alla prossima
recita: tantu è annattri deci jorni». Dalla mezza tavola
della maggioranza si tenta in tutti i modi di proseguire, ma,
dopo varie trattative, il segretario comunale mette fine alla
disputa. Si chiamerà sulla scena il tecnico comunale Pasquale
Larocca. Il punto viene rimandato alla fine del Consiglio. I due
tecnici, mentre si andrà avanti con il Consiglio, nel retro
palco, ri-scriveranno la parte del copione che manca. Così sarà.
Non è stato un bell'inizio. Dal pubblico si leva qualche protesta.
È arrivato anche Pasquale Carnuccio ('e Lisa). Oltre agli
addetti ai lavori (consiglieri, stampa (Laganà e Saro), Gianni
Drago, vigili e carabinieri) non arriverà più nessuno. Lo
spettacolo va avanti in crescendo. Si prepara la scena
all'attore e alla parte principale: la filippica del sindaco,
sostenuto dal coro delle voci bianche, contro gilbotulino.
Un'interpretazione magistrale, secondo la critica. Saro di
Telejonio ne resta talmente affascinato che si dimentica di
accendere la telecamera. «Avrei potuto vendere il servizio a
milioni» recrimina a fine serata. Il sindaco si erge nel
silenzio religioso del Consiglio. E' sereno. Abbronzato.
Riposato. La voce vibrante. Il coro intona una leggera aria
patriottica a bocca chiusa.
Il sindaco, una mano sul cuore e nell'altra una Stràcia
della discarica del lungomare, in un crescendo di patriottiche
dichiarazioni d'amore per il "suo" paese, esclama: «Questo
individuo deve essere allontanato dal paese! Nessuno mi può
toccare Badolato!».
La zzita di Pippo, si asciuga una lacrima di commozione: è l'unica
a non conoscere, ancora, il sindaco di Badolato.
Il presidente del Consiglio lo abbraccia fiero: l'uomo finito, per
motivi suoi, nella pattumiera della Storia, si è Redento... ora
rischia soltanto di finire nella meno metaforica pattumiera in
cui la Nonamministrazione Arcobaleno sta riducendo Badolato.
Abbattiamoci le mani! Bene... bravo... bis.
Si replica fra qualche settimana.
(gilbotulino.it,
2-6-2006) |
|
«Io penso che qualsiasi cittadino al di
fuori che sia amministratore o meno non condivide dalla persona
più umile alla persona più intelligente non condivida che si
possa sparlare del proprio paese»
(Andrea Menniti,
sindaco di Badolato)
«Io penso che in un mondo
di asini vestiti da leone, anche i topi di fogna possono
aspirare al regno» (Tacito)
Diciacà,
lo dice Caminiti (come presidente del Consiglio (dìcia) e come
dirigente del Ds (dìcia),
vedi e ascolta),
questo signore e il suo sito non esistono più.
Devo rassicurare i lettori del mio sito (gilbotulino), il mio sito
esiste ancora, nonostante siano passati ormai 7 giorni, dalla
sua invocazione iettattoria. Invece, il suo sito, o meglio il
sito istituzionale del Comune di Badolato, nonostante siano
passati quasi due anni e nonostante i vavi del piccolo
scrivano dell'Arcobaleno, continua a non esistere.
Tranquilli, gilbotulino esisterà ancora per un po'. E continuerà a
fare quello che ha sempre fatto, fin dalla sua nascita: la
denuncia delle malefatte e lo sfottò di chi è il potere.
Praticamente farà parole (vàvi informatiche virtuali)
quello che fanno i giornali e i siti dello stesso genere.
Purtroppo, da quando regna l'armata brancaleone, ho dovuto
snaturare un po' "la missione" di gilbotulino, per
controbilanciare la loro assenza di informazione promozionale.
Infatti, mentre loro fannu vavi su qualunque cosa, invece
di amministrare, gilbotulino è stato costretto a fare una pagina
di promozione turistica "il vacanzometro 2005" e, soprattutto, è
stato costretto a cedere alle insistenti richieste degli
operatori commerciali e turistici badolatesi per un po' di
pubblicità.
Nel sito ci sono, naturalmente, megabytes di promozione di Badolato:
video e foto di quello che di buono c'è e avviene a Badolato.
Anche nello sfottò (o soprattutto nello sfottò) c'è una vetrina
promozionale per Badolato, per la marina con la sua spiaggia
candida, e per il Borgo con il suo fascino antico e le sue
tradizioni. Naturalmente senza le esagerazioni della pubblicità.
Questa è l'immagine di Badolato che c'è su gilbotulino. Quella
della Badolato reale, in cui io vivo, per scelta.
Purtroppo del panorama di Badolato fa parte anche l'armata
brancaleone che con la sua Non amministrazione lascia Badolato
abbandonato nell'incuria non essendo nemmeno capace, poi, di
produrre il minimo indispensabile di un po' di pubblicità ingannevole.
Gilbotulino non sparla di Badolato. Descrive, documentandosi e
documentando come ha sempre fatto, quello che a Badolato non va
perché coloro che hanno scelto di fare gli amministratori non
possano fingersi ciechi e sordi. Perché non possano dire "non
sapevo", come troppo spesso capita di dire all'armata Brancaleone.
I lettori di gilbotulino, gli operatori turistici che a gilbotulino
si rivolgono, i cittadini di Badolato sanno perfettamente da che
parte è gilbotulino. Per quelli che non lo sanno, diciacà, lo
dice il curatore del sito, è dalla parte di chi vuole un paese
senza topi di fogna, senza fogna a mare, senza discariche, senza
sporcizia nelle strade, con i parchi e i luoghi pubblici curati.
Gilbotulino sta dalla parte di chi vuole un Sindaco che
partecipi con la fascia a Locri o in qualunque parte ci sia
un'affermazione di difesa della legalità, che prenda una chiara
e pubblica posizione di condanna per ogni ruberia, pestaggio,
vandalismo, sparatoria. Gilbotulino sta dalla parte di chi vuole
un Presidente del Consiglio che convochi un Consiglio aperto
ogni qual volta la dignità del Paese venga offesa. Non mi pare
molto, il minimo per un Paese civile, che si candidi a "perla
dell'Onu" o che voglia soltanto sopravvivere.
Probabilmente, quando ci sarà un'amministrazione che amministra
gilbotulino potrà riposarsi per mancanza di materiale e potrà,
finalmente, dedicarsi a l'unica sezione (che attualmente langue) che non riceverà attacchi in Consigli comunali deserti. Magari
meriterà qualche sermone nell'affollata chiesa degli Angeli
custodi, di domenica mattina, con replica il pomeriggio. Ma
sarete d'accordo con me che, predica per predica, scrivere di e
fotografare Franca Lagatta sia infinitamente meglio che scrivere
della politica delle punte di diamante dell'armata brancaleone e
fotografare il degrado in cui lasciano Badolato. (gilbotulino.it,
8-6-2006)
P.S: «Ecco, anzi, o Ateniesi, ciò
che vi chiedo e di cui vi supplico; se v'accorgerete che nel
difendere la mia causa io mi esprimo con quelle stesse parole
che sono solito usare sia nella pubblica piazza presso i banchi
dei trapeziti, dove molti di voi mi hanno potuto ascoltare, sia
altrove, non vi meravigliate e non protestate: pensate che è la
prima volta che mi presento davanti a un tribunale, ed ho ben
settant'anni; sono dunque inesperto del linguaggio come un
forestiero.» (Platone, Apologia di Socrate) |